Scarpette rosse

FASEMO FILO’

Scarpette rosse e riccioli biondi

di Joice Lussu

(dalla Rivista “Il Ponte” – 1960)

C’è un paio di scarpette rosse
numero ventiquattro
quasi nuove:
sulla suola interna si vede ancora la marca di fabbrica
“Schulze Monaco”;
c’è un paio di scarpette rosse
in cima a un mucchio di scarpette infantili
a Buchenwald;
più in là c’è un mucchio di riccioli biondi
di ciocche nere e castane
a Buchenwald;
servivano a far coperte per i soldati;
non si sprecava nulla,
e i bimbi li spogliavano e li radevano
prima di spingerli nelle camere a gas;
c’è un paio di scarpette rosse
di scarpette rosse per la domenica
a Buchenwald:
erano di un bambino di tre anni,
forse tre anni e mezzo;
chi sa che colore erano gli occhi
bruciati dai forni,
ma il suo pianto lo possiamo immaginare:
si sa come piangono i bambini;
anche i suoi piedini
li possiamo immaginare:
scarpa numero ventiquattro
per l’eternità,
perché i piedini dei bambini morti non crescono;
c’è un paio di scarpette rosse
a Buchenwald
quasi nuove,
perchè i piedini dei bambini morti
non consumano le suole.

 

==============================================================

Quale nell’arzanà de’ Viniziani
bolle l’inverno la tenace pece
a rimpalmare i legni lor non sani,
ché navicar non ponno – in quella vece
chi fa suo legno nuovo e chi ristoppa
le coste a quel che più vïaggi fece;
chi ribatte da proda e chi da poppa;
altri fa remi e altri volge sarte;
chi terzeruolo e artimon rintoppa -;
tal, non per foco ma per divin’ arte,
bollia là giuso una pegola spessa,
che ‘nviscava la ripa d’ogne parte.

— Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno, XXI, vv. 7-18

Questa voce è stata pubblicata in Fasemo filò e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.