Passione in 3 D

EVENTI

Passione in 3 D

Esposizione d’arte figurativa di Andrea Guidassoni
organizzata dall’Associazione Terra Antica

in occasione della tradizionale festa di San Martino in Strata
a Campalto (Venezia)

Inaugurazione mostra 7 novembre ore 17
visita esposizione sabato 9 e domenica 10 novembre
dalle ore 10 alle ore 18
presso Chiesa di San Martino in Strata

Andrea Guidassoni vive ed opera a Leibnitz (Austria), ha intrapreso la propria formazione artistica nel 2007 con la pittura astratta espressiva.

Nelle sue opere utilizza non soltanto gli strumenti tradizionali della pittura, ma sperimenta con pennelli, spatole, paste,resine, oli, emulsioni, pigmenti, inchiostro, gesso, terra, sabbia, cenere, ecc., anche con attrezzi che nascono dalla fantasia dell’artista.
La pittura diventa il luogo in cui si esprimono le più profonde emozioni. E’ una continua ricerca interiore tesa al raggiungimento di risultati che destano interesse per la carica espressiva delle masse e del colore, che producono sensazioni, pensieri, sogni, emozioni, intuizioni, spontaneità e passione.

Il pubblico è invitato a scoprire, dividere, dilettarsi e a godere l’arte, la quale può anche emozionare, stimolare, eccitare, ma senza nessun obbligo di essere coinvolto.

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FORTUNATUS ET ILLE DEOS QUI NOVIT AGRESTES,
PANAQUE, SYLVANUMQUE SENEM, NYMPHASQUE SORORES.

[Beato colui che conobbe i dei della campagna!
e Pan, e il vecchio Silvano, e le sorelle Ninfe]

— Virgilio, Georgicon, L. II

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2 risposte a Passione in 3 D

  1. Pino scrive:

    L’artista austriaca Andrea Guidassoni, viene a Campalto, invitata dall’associazione “Terra Antica”, sciorinando una serie di tele caratterizzate da accesi cromatismi e da un’irruenza gestuale, che memori della stagione dell’informale, soprattutto europeo, si stemperano in una caleidoscopica ricchezza timbrica.
    Il pensiero, inizialmente afasico, si espande nella liquidità delle stesure, dando vita ai liberi flussi emotivi.
    L’inconscio affiora così dal tabù del non detto, dando luogo a corto circuiti cromatici evocativi e seduttivi al tempo stesso.
    L’artista propone al visitatore, di vedere le opere attraverso occhiali tre D; questo artificio dà a questi flussi cromatici una ulteriore forza emozionale.
    L’osservatore, viene così rapito ed entra in mondi silenziosi, dove echi sensibili affiorano, creando una tensione, ricca di suggestioni introspettive.
    Il sapiente controllo delle applicazioni polimetriche, la stesura di cere lucide, la violenza dei contrasti cromatici, rivelano una creatività felice, risultato di un equilibrio conquistato a poco a poco, senza mai smarrire la coerenza espressiva.
    Campalto 07-11-2013
    Raimondo Squizzato

  2. Pino scrive:

    Quando ci è stato proposto di curare la mostra dell’artista austriaca Andrea Guidassoni, avevamo dei dubbi, come associazione, sul gradimento di un pubblico popolare per un’esposizione di pittura astratta, poco comprensiva per la mancanza di immagini che aiutano e stimolano i nostri sensi visivi ad identificare oggetti o cose reali; e poi cosa sono quegli occhialini neri tridimensionali proposti per osservare i quadri?
    E’ la terza dimensione; tanto ricercata dai pittori e dagli autori dell’immagine fotografica, televisiva o cinematografica, – quest’ultimi per riprodurla hanno studiato le applicazioni usando le nuove conoscenze dei sistemi elettronici ed informatici – trova la sua applicazione, usando comunque sempre strumenti auxiliari (occhialini o visiere di varia natura) per osservarla in una superficie piana.
    La pittrice non solo attraverso l’utilizzo di questi strumenti auxiliari – occhialini – ma con la sua abilità pittorica ha lavorato le sue opere con la stesura di pigmenti e sovrapposizione di colori creando un effetto emozionale straordinario.
    E ha stupito.
    I primi astanti, quando si proponeva loro di indossare gli occhialini erano diffidenti imbarazzati, sospettosi. Cos’è questa proposta? Si chiedevano un po’ meravigliati. Già erano stati attratti dai colori gradevoli e caldi delle 27 tele esposte di varia grandezza, e accettavano poco convinti, di rivedere le stesse opere in un contesto diverso.
    Le esclamazioni verbali, la curiosità, il desiderio di sapere, ed in un caso anche possedere, erano incontenibili. La domanda ricorrente era come si possono raggiungere questi risultati? Non mancavano naturalmente i complimenti verbali e scritti all’autrice.
    Per alcuni momenti l’interesse suscitato dall’esposizione personale di pittura A. Guidassoni, ospitata nella pieve di San Martino in strata di Campalto, in occasione dei festeggiamenti del patrono, è entrata in competizione con la bella pala dell’altare di San Martino (anonimo del 1500) e l’archittetura stessa della chiesetta.

    Claudio Piovesan

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