La Terra non è una proprietà privata

DISCUSSIONI

La Terra non è una proprietà privata

di don Albino Bizzotto*

Noi, come umanità, non viviamo sulla Terra, noi siamo Terra.
Inscindibilmente legati alla comunità di tutti gli esseri viventi. Gli elementi che formano la nostra vita sono gli stessi di quelli delle altre specie di esseri. Respiriamo tutti la stessa aria, beviamo la stessa acqua. Senza la Terra noi non siamo.

La Terra non è una proprietà privata, né una miniera inesauribile, né una discarica per ogni genere di rifiuti, né la merce di scambio per speculazioni finanziarie. È l’organismo che fornisce gli elementi della vita a tutti gli altri esseri, noi compresi. Ha una sua natura, un suo linguaggio, i suoi tempi. Se ci teniamo alla vita e alla gioia di vivere dovremmo tener conto del punto di vista della Terra; passare da una cosmologia di possesso e di dominio a una cosmologia di alleanza e di relazione creativa.

I sistemi dominanti di produzione e consumo stanno provocando devastazioni ambientali, l’esaurimento delle risorse e una massiccia estinzione di specie viventi. Come mai prima nella storia ci troviamo in una situazione in cui la nostra specie, l’essere umano sapiente o demente, corre il rischio di scomparire. E attraverso due fonti di distruzione:
– La prima: la macchina di morte della tecno-scienza fatta di armi nucleari, chimiche e biologiche, che possono distruggere l’umanità in 25 modi diversi.
– La seconda è data dal caos creato nel sistema Terra e che si manifesta nel riscaldamento globale e nei cambiamenti climatici. Su questo non ci sono allarmi, ci sono dati precisi.

Secondo l’ultimo rapporto ONU di valutazione degli Ecosistemi del Millennio, dei 24 elementi considerati fondamentali pèr la vita, 15 registrano un alto grado di degenerazione. La produzione di anidride carbonica continua a crescere senza sosta e le possibilità di mantenere le temperature entro i limiti di sicurezza si stanno riducendo rapidamente.

Perché non ha grande dignità politica un programma che si proponga di rendere più pulita l’aria che respiriamo, tra le più inquinate d’Europa, più sicura l’acqua potabile che beviamo, più garantito e sano il cibo che mangiamo, più bello il paesaggio dove viviamo?
L’Italia, il Veneto: paesi dove abitare, non corridoi veloci! Di fronte alla Terra, che non ce la fa più e che già oggi ha bisogno di un anno e mezzo per recuperare quello che le viene sottratto in un anno; di fronte all’urgenza delle risposte che tutti dobbiamo dare per il riequilibrio climatico (saranno i comportamenti quotidiani della gran massa della gente del mondo e non solo i comportamenti virtuosi di gruppi minoritari a decidere della salvezza del pianeta) ; scegliamo la vita e non la crescita come obiettivo primario, creando un’alleanza globale per proteggere la Terra e occuparci gli uni degli altri.

Dopo la grande crisi della seconda guerra mondiale è nata la Dichiarazione dei diritti dell’ uomo; perché con l’attuale crisi globale non potrebbe nascere la Dichiarazione universale dei diritti della terra? Proviamoci.

* fondatore dei Beati costruttori di pace

[Pubblicato su Il Mattino di Padova 1.05.2014]

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C’è un’aria, un’aria, ma un’aria | che manca l’aria.

— Giorgio Gaber

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