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:: TERRA ANTICA (http://www.terraantica.org) è il sito dell’omonima associazione culturale veneziana dedicato all’attività di ricerca storica, di sensibilizzazione e di informazione sulle trasformazioni culturali, territoriali, sociali ed ambientali della terraferma veneziana; i gentili visitatori troveranno qui buona parte dei lavori già ultimati e pubblicati, links con altre realtà culturali simili ed affini; eventi ed opinioni che toccano i temi che ci sono più cari quali storia del territorio e la salvaguardia del paesaggio; la riscoperta delle origini dei nostri paesi della pianura veneta e veneziana in particolare, ma soprattutto la presa di coscienza che molti guai ambientali che ci preoccupano oggi sono l’esito dell’abbandono di usanze e tradizioni che ci consentivano una vita magari più severa, ma più sana, e più rispettosa dell’ambiente e più vissuta con gli altri.

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Per le strade correvano le automobili, in parte corazzate, e davano la caccia ai pedoni, li schiacciavano riducendoli in poltiglia, li spiaccicavano contro i muri delle case. Capii subito: era la lotta fra gli uomini e le macchine, preparata da molto tempo, da molto tempo attesa e temuta e finalmente scoppiata. Dappertutto morti straziati, dappertutto automobili schiacciate, contorte, mezzo bruciacchiate e in alto sopra quel groviglio uno sfrecciare di velivoli contro i quali si sparava dai tetti e dalle finestre con moschetti e mitragliatrici. Su tutti i muri vi erano manifesti eccitanti che, a lettere cubitali, ardenti come fiaccole, esortavano la nazione a prendere finalmente la parte degli uomini contro le macchine, ad accoppare finalmente i ricchi grassi, ben vestiti e profumati, i quali con l’aiuto delle macchine spremevano il grasso dal prossimo, ad accopparli insieme con le loro grandi automobili dal rombo maligno e diabolico, a incendiare finalmente le fabbriche e a ripulire e spopolare la terra violentata affinchè vi ricrescesse l’erba, e quel mondo polveroso di cemento potesse ridiventare prato, foresta, brughiera, fiume e palude.

— Hermann Hesse, Der Steppenwolf (1955)

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