{"id":1027,"date":"2012-02-09T22:05:29","date_gmt":"2012-02-09T22:05:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.terraantica.org\/?p=1027"},"modified":"2018-09-27T10:09:47","modified_gmt":"2018-09-27T10:09:47","slug":"larte-del-ceramista-e-i-prodotti-ceramici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terraantica.org\/?p=1027","title":{"rendered":"L\u2019arte del ceramista e i prodotti ceramici"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #800000;\">RICERCHE 20<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #800000;\">L\u2019arte del ceramista e i prodotti ceramici<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #800000;\">di Anna Maria Ferraguti e Ettore Aulisio<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #800000;\">Foto di Luigina Gottardo<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">L\u2019arte del ceramista<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\"><em>Ceramica e arte figulina<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> Il termine \u201cceramica\u201d \u00e8 utilizzato per indicare sia l\u2019attivit\u00e0 di produrre oggetti impastando sostanze minerali naturali, principalmente argilla e caolino, con acqua e la successiva cottura, sia i prodotti stessi ottenuti da tale attivit\u00e0.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> Il termine deriva dal vocabolo greco <em>keramos<\/em> (\u2018vaso\u2019, \u2018argilla\u2019) ed \u00e8 entrato nell\u2019uso comune solo da circa due secoli; dal vocabolo latino <em>figulus<\/em> (piccolo recipiente di terracotta), deriva invece \u2018arte figulina\u2019 con la quale si vuole indicare la lavorazione e la produzione dei vasi di terracotta.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> La gamma della produzione ceramica \u00e8 attualmente vastissima: essa va dai laterizi (mattoni, piastrelle, ecc.) al vasellame, dagli impianti igienici alle ceramiche artistiche, dalle terrecotte rustiche alle porcellane.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> I prodotti pi\u00f9 largamente diffusi vanno sotto diverse denominazioni, a seconda delle loro differenti caratteristiche che si ottengono con:<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 30px;\"><span style=\"color: #800000;\">a) l\u2019applicazione di tecniche diverse per la fabbricazione;<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> b) l\u2019impiego di determinati tipi di materie prime per l\u2019impasto, la decorazione e il rivestimento;<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> c) l\u2019adozione di diversi processi di cottura.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">Tutte le variet\u00e0 di lavorazione ceramica hanno per\u00f2 in comune la serie di trasformazioni dell\u2019argilla provocate dalla cottura a cui sono sottoposti i prodotti dopo la loro formatura ed essiccamento.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\"><em>L\u2019argilla figulina<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> L\u2019argilla adatta per essere lavorata a mano per la produzione delle ceramiche &#8211; e perci\u00f2 detta \u2018argilla figulina\u2019 o \u2018caolinica\u2019- \u00e8 costituita da due gruppi di minerali: quelli propriamente \u201cargillosi\u201d, quali il caolino, e quelli invece \u201cnon argillosi\u201d, come il quarzo e la calcite; i primi danno plasticit\u00e0 all\u2019impasto ceramico, i secondi conferiscono solidit\u00e0 durante la cottura.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> Nella \u201cargilla figulina\u201d i due elementi debbono essere presenti in percentuali uguali. Se vi \u00e8 una prevalenza dei minerali argillosi si ha infatti una pasta troppo grassa e conseguentemente poco solida, mentre se prevalgono minerali non argillosi, si possono produrre delle fratture durante la cottura e inoltre si hanno notevoli difficolt\u00e0 nell\u2019opera di modellamento.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> E\u2019 compito dell\u2019artigiano procedere ad operazioni di decantazione per creare un giusto equilibrio tra i componenti dell\u2019argilla figulina alla quale aggiunger\u00e0 varie quantit\u00e0 di acqua a seconda del tipo di pasta che gli serve per modellare le parti dell\u2019oggetto che intende produrre. Si avr\u00e0 pertanto:<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 30px;\"><span style=\"color: #800000;\">a) pasta molle per preparare le decorazioni tipo \u2018barbottine\u2019; .<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> b) Pasta semimolle per modellare elementi applicati (anse, piedi);<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> c) Pasta consistente (con percentuale minima d\u2019acqua) per il modellamento al tornio;<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> d) Pasta dura (consistenza del cuoio) propria del vaso in fase di tornitura.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\"><em>I rivestimenti<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> I prodotti ceramici ottenuti da una prima cottura, le terrecotte, sono in genere porosi e necessitano quindi di un rivestimento impermeabilizzante.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> E\u2019 detto \u201cingobbio\u201d il rivestimento di un oggetto di terracotta dopo la prima cottura con uno velo bianco di argilla fine, applicato a spruzzo oppure per immersione del manufatto; questo tipo di rivestimento ha lo scopo di conferire all\u2019oggetto un aspetto porcellanoso e di predisporlo alla decorazione.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> La decorazione: pu\u00f2 essere dipinta oppure eseguita a graffito, in modo che venga di nuovo alla luce il colore naturale dell\u2019impasto.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> La \u201cinvetriatura\u201d \u00e8 l\u2019operazione di impermeabilizzazione dell\u2019oggetto in terracotta con una vernice trasparente, detta \u201cvetrina piombifera\u201d, perch\u00e9 composta di sabbie ad alto contenuto di silice e di ossido di piombo. Tale rivestimento rende pi\u00f9 compatte e lucenti sia le superfici delle terrecotte dopo la prima cottura, sia le superfici delle maioliche e delle porcellane.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> Si ha invece la \u201csmaltatura\u201d quando il manufatto di ceramica \u00e8 ricoperto con un rivestimento impermeabilizzante a base vetrosa, di tonalit\u00e0 chiara, lo \u201csmalto stannifero\u201d, un composto di stagno e piombo; questo procedimento \u00e8 impiegato in particolare per la produzione di manufatti di maiolica.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> La \u201cvetrina piombifera\u201d e lo \u201csmalto stannifero\u201d si possono tingere con colori vetrificabili, dovuti a ossidi metallici, i quali, secondo la temperatura e l&#8217;atmosfera del forno, si comportano in modo diverso e danno quindi diverso effetto.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_987\" style=\"width: 265px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-987\" class=\"size-medium wp-image-987\" title=\"invetriatura\" alt=\"Terracotta: boccale con invetriatura che rende l\u2019oggetto pi\u00f9 compatto e lucente (Barchi, PU)\" src=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/invetriatura-255x300.jpg\" width=\"255\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/invetriatura-255x300.jpg 255w, https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/invetriatura.jpg 282w\" sizes=\"auto, (max-width: 255px) 100vw, 255px\" \/><p id=\"caption-attachment-987\" class=\"wp-caption-text\">Terracotta: boccale con invetriatura che rende l\u2019oggetto pi\u00f9 compatto e lucente (Barchi, PU)<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\"><em style=\"color: #800000;\">I colori<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> I colori delle decorazioni sono dati da ossidi metallici che variano a seconda della tonalit\u00e0 che si intende ottenere: per le tonalit\u00e0 verdi si utilizza l\u2019ossido di rame, per quelle gialle l\u2019ossido di ferro, mentre gli azzurri sono prodotti dall\u2019ossido di cobalto e i bruni dall\u2019ossido di manganese.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> Secondo la temperatura che devono subire, i colori si dicono a piccolo fuoco o a fuoco di muffola (da applicarsi soltanto sui rivestimenti: circa 600\u00b0), e a grande fuoco (da applicarsi sotto e dentro i rivestimenti a temperature oscillanti dai 900\u00b0 a 970\u00b0 e oltre).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #800000;\">* * *<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">I prodotti ceramici<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #800000;\"><em>Le tipologie<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> Esistono diverse qualit\u00e0 e tipologie di ceramica: esse vengono classificate in base al tipo di creta utilizzata per l\u2019impasto, al rivestimento applicato ai singoli prodotti e alle tecniche praticate per la fabbricazione.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> Il termine \u201cceramica\u201d si riferisce quindi alla terracotta, alla maiolica, alla terraglia, al gr\u00e8s e alla porcellana.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> Le terrecotte e i gr\u00e8s naturali si ottengono dalle argille comuni, le maioliche dalle argille fini, mentre le terraglie, i gr\u00e8s fini e le porcellane si producono con impasti di caolino. I gr\u00e8s e le porcellane sono impermeabili all\u2019acqua per loro natura, mentre gli altri prodotti sono impermeabilizzati con l\u2019applicazione di vetrine o smalti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\"><em>La terracotta<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> Con il termine terracotta si indicano le ceramiche porose pi\u00f9 semplici e meno pregiate (vasi, statuette, materiale per la cottura, laterizi, ecc.) ottenute da una sola cottura di un impasto di argilla comune con acqua; i primi esemplari di terrecotte, sotto forma di vasellame, risalgono al periodo neolitico.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> Gli oggetti prodotti possono essere essiccati al sole o cotti in forni ad alta temperatura (900\u00b0 &#8211; 1000\u00b0 C.); a seconda della percentuale di ossido di ferro nell\u2019argilla impiegata, la terracotta acquista colore che varia dal rosso acceso, al rosso scuro, al marrone o al nero.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> I manufatti ottenuti da una prima cottura ad alta temperatura (il cosiddetto \u2018biscotto\u2019) possono essere adoperati come forme base per altri prodotti ceramici da sottoporre a pi\u00f9 cotture e a processi di impermeabilizzazione quali, ad esempio, le terrecotte invetriate monocrome, le terrecotte ingobbiate invetriate.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> Attualmente \u00e8 molto sviluppata, soprattutto a livello industriale, la produzione di terrecotte per l\u2019edilizia (mattoni, piastrelle, refrattari, ecc.); ha invece perso notevolmente d\u2019importanza la produzione, una volta molto diffusa, di oggetti d\u2019uso comune (vasellame, recipienti per la conservazione degli alimenti, vasi, ecc.). Gli utensili d\u2019uso quotidiano prodotti in alluminio, e pi\u00f9 recentemente in plastica, hanno sostituito sempre pi\u00f9 quelli che erano fabbricati con l\u2019argilla soprattutto nelle botteghe artigianali, oramai quasi del tutto scomparse.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_990\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-990\" class=\"size-medium wp-image-990\" title=\"terracotta\" alt=\"Terracotta: boccali in terracotta d\u2019uso comune (Bassano, VI)\" src=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/terracotta-300x200.jpg\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/terracotta-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/terracotta-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/terracotta.jpg 397w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><p id=\"caption-attachment-990\" class=\"wp-caption-text\">Terracotta: boccali in terracotta d\u2019uso comune (Bassano, VI)<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\"><em>La maiolica<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> E\u2019 cos\u00ec detta la terracotta che, prima di essere sottoposta a una seconda cottura a 920\u00b0-940\u00b0 C, viene ricoperta da smalto stannifero bianco o colorato; per tale motivo i prodotti in maiolica \u2013 oggetti decorativi e ornamentali, stoviglie, mattonelle, ecc. &#8211; sono pi\u00f9 pregiati di quelli di terracotta.\u00a0 Il termine \u2018maiolica\u2019 deriva dall\u2019antico nome dell\u2019isola di Maiorca da cui, sin dal Medio Evo, erano importati manufatti a lustro metallico. In seguito, nel Rinascimento, con tale termine si indicarono i prodotti ceramici italiani che avevano un rivestimento, ottenuto con l\u2019impiego di un particolare smalto composto di sostanze silicee, di calcino, e di parti variabili di piombo e stagno.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> In Francia con il termine \u201c<em>fa\u00efence<\/em>\u201d (Faenza) si designano ceramiche costituite da un\u2018argilla tenera e opaca, ricoperta da uno smalto stannifero, e pi\u00f9 in generale si indicano le ceramiche antiche prodotte nel cinque e seicento al di fuori d\u2019Italia (Delft, Germania, Francia). Per i prodotti italiani dello stesso periodo viene indicato il nome maiolica.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> Oggi il termine &#8220;maiolica&#8221; si usa soprattutto per distinguere la ceramica smaltata e decorata sopra lo smalto, da quella non smaltata o ingobbiata sotto vetrina; nello studio della ceramica antica il termine viene abbinato al vocabolo \u201carcaica\u201d per indicare una tipologia di ceramica medievale.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_988\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-988\" class=\"size-medium wp-image-988\" title=\"Maiolica: zuccheriera e piccolo boccale (FO)\" alt=\"Maiolica: zuccheriera e piccolo boccale (FO)\" src=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/maiolica-300x194.jpg\" width=\"300\" height=\"194\" srcset=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/maiolica-300x194.jpg 300w, https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/maiolica.jpg 454w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><p id=\"caption-attachment-988\" class=\"wp-caption-text\">Maiolica: zuccheriera e piccolo boccale (FO)<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\"><em>La terraglia<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> I prodotti di terraglia sono di qualit\u00e0 superiore (pi\u00f9 duri e resistenti) a quelli di maiolica e si ottengono da un impasto di argilla chiara con feldspato e quarzo, ricoperto da una vernice piombifera; la cottura avviene a temperature basse, comprese tra i 1100\u00b0 e i 950\u00b0 C. I prodotti di terraglia divengono impermeabili solo se sottoposti alla invetriatura e alla smaltatura.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> Le terraglie hanno una colorazione bianco avorio, la superficie \u00e8 piuttosto porosa; un particolare tipo di terraglia inglese \u00e8 di color bianco crema.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> Per un lungo periodo in Europa vennero prodotte ceramiche di questo tipo in sostituzione della porcellana cinese, famosi erano i manufatti di Delft (Olanda.; Sul finire del Settecento la supremazia olandese venne indebolita dall&#8217;innovazione della terraglia a impasto bianco e poroso introdotta in Inghilterra, dove alcune fabbriche dal 1750 si specializzarono nelle produzione di ceramiche, indicate col termine \u201ccolor crema\u201d, di stile neoclassico e di finissima qualit\u00e0.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> La scoperta della terraglia inglese e la sua diffusione in Europa, semplificando ed accelerando la produzione con l\u2019applicazione di criteri industriali, produsse l\u2019abbassamento dei prezzi, e, conseguentemente, una minore richiesta della maiolica. La prima fabbrica di terraglia italiana entr\u00f2 in attivit\u00e0 a Faenza, ma nell\u2019ottocento si affermarono, in particolare per i servizi di tavola, i prodotti della Ditta Richard di Milano; particolarmente apprezzate, anche se diffuse in ambito regionale, erano le terraglie prodotte nel Veneto a Nove e a Bassano, nelle Marche a Fabriano, dalla Ditta Miliani.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-991\" alt=\"Terraglia\" src=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/terraglia-209x300.jpg\" width=\"209\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/terraglia-209x300.jpg 209w, https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/terraglia.jpg 283w\" sizes=\"auto, (max-width: 209px) 100vw, 209px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"color: #800000;\">4 \u2013 Terraglia: zuppiera della fine \u2018800 in stile inglese (Fabriano, AN)<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\"><em>Il gr\u00e8s<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> Il gr\u00e8s \u00e8 un materiale durissimo, refrattario, che si ottiene dall&#8217;argilla cotta a temperature comprese fra 1200 e 1280 \u00b0C.; \u00e8 di pasta compatta ed \u00e8 affine alla porcellana per durezza ed impermeabilit\u00e0. I prodotti in gr\u00e8s possono essere bianchi, grigi o rosso scuro, e vengono vetrinati solo per scopi decorativi.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> I manufatti in gr\u00e8s venivano prodotti sin da tempi molto antichi in Cina (dinastia Shang, XVIII-XI secolo ca. a.C.), e in altri Paesi dell\u2019Estremo Oriente: Corea (dinastia Silla, I secolo a.C. &#8211; X secolo d.C.) e Giappone (medioevo).<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> La produzione del gr\u00e8s europeo fu avviata in Germania sul finire del Trecento; con il materiale che si estraeva dalle terre bagnate del Reno inizialmente si fabbricarono dei vasi molto resistenti e, soprattutto a partire dal XV secolo, anche del vasellame<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> Nella regione della Renania, durante la fabbricazione del gr\u00e8s veniva aggiunto nei forni del sale da cucina: alle elevate temperature il sodio formava una pellicola vetrosa di silicato sodico, mentre il cloro evaporava.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-986\" alt=\"Gres\" src=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/gres-copia-209x300.jpg\" width=\"209\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/gres-copia-209x300.jpg 209w, https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/gres-copia.jpg 283w\" sizes=\"auto, (max-width: 209px) 100vw, 209px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"color: #800000;\">5 \u2013 Gr\u00e8s: boccale da birra (BL)<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\"><em>La porcellana<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> Tra tutti i prodotti ceramici la porcellana \u00e8 il pi\u00f9 raffinato: durante la cottura l\u2019impasto delle porcellane subisce un processo di vetrificazione che rende i manufatti impermeabili e dal caratteristico aspetto traslucido.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> L\u2019impasto, a seconda della quantit\u00e0 e qualit\u00e0 dei componenti, \u00e8 divisibile in due grandi famiglie, a \u201cPasta dura\u201d\u201d e a \u201cPasta tenera\u201d.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> La porcellana a \u201cpasta dura\u201d, detta anche la \u201cvera porcellana\u201d, \u00e8 costituita da un equilibrato impasto di caolino, feldspato e quarzo e viene cotta a temperatura assai elevata (1300-1400\u00b0C). Tale tipo di porcellana \u00e8 bianca, sonora, traslucida e compatta; presenta inoltre una durezza cos\u00ec elevata da non essere scalfita nemmeno dall\u2019acciaio.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> La porcellana a \u201cpasta tenera\u201d: \u00e8 costituita da una \u2018fritta\u2019 vetrosa e da argilla bianca e viene cotta a una temperatura inferiore ai 1300\u00b0C; presenta un colorito latteo e pasta meno dura e meno sonora della precedente.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> La porcellana a pasta dura venne scoperta in Cina, durante la dinastia dei T\u2019ang (618-907 d.C.) usando il caolino; il termine di \u201cporcellana\u201d fu usato da Marco Polo nei suoi scritti (verso la fine XIII secolo) per indicare il tipo di ceramica trasparente da lui visto nei suoi viaggi. Il prodotto fu subito apprezzato dalle Corti europee, ma un regolare commercio tra Oriente ed Europa inizi\u00f2 solo dopo l\u2019apertura da parte di Vasco de Gama della \u201cvia delle Indie\u201d(1498).<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> Gli alchimisti europei nel Rinascimento tentarono invano di definire la composizione delle porcellane cinesi. Solo a Firenze e in alcune localit\u00e0 francesi si arriv\u00f2 vicini alla scoperta della formula dell\u2019 \u201cl\u2019impasto molle\u201d, simile alla porcellana, ma non avente per\u00f2 la durevolezza e la risonanza della ceramica cinese perch\u00e9 mancante del caolino, ancora sconosciuto in Europa.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> Solo nel 1707 fu impiantata fuori dalla Cina la prima fabbrica di \u201cporcellana dura\u201d, a Meissen, in Germania, dove fu scoperto un giacimento di caolino; alcuni anni dopo inizi\u00f2 la produzione della \u201cporcellana dura\u201d anche in Francia, alla Manifattura di S\u00e8vres. Nel secolo XVIII la scoperta in territorio francese di altri giacimenti di caolino, increment\u00f2 in quella nazione la produzione della porcellana di alta qualit\u00e0, come quella di Limoges, ancora oggi tra le pi\u00f9 apprezzate.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> Sempre verso la met\u00e0 del settecento in Italia nacquero delle fabbriche di \u201cporcellana dura\u201d, famosa quella di Doccia, in Toscana (la \u201c Ginori\u201d) dove si producevano, oltre a oggetti d\u2019uso comune, manufatti decorativi e ornamentali, complessi statuari e raffinati servizi da tavola.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-989\" alt=\"Porcellana\" src=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/porcellana-300x209.jpg\" width=\"300\" height=\"209\" srcset=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/porcellana-300x209.jpg 300w, https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/porcellana.jpg 340w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"color: #800000;\">6 \u2013 Porcellana: Zuppiere in \u201cpasta tenera\u201d (fine \u2018800, Richard, MI)<\/span><\/p>\n<p>==============================================================<br \/>\n<blockquote class=\"quotescollection-quote\"><p>(&#8230;) se poi si scavasse in un terreno duro, oppure non si trovasse a qualunque profondit\u00e0 vena d&#8217;acqua, allora debbonsi raccoglier le acque, o dai tetti, o da altri luoghi alti, nelle cisterne con lastrico di smalto. &#8230;.. Codeste conserve d&#8217;acqua, ove si costruiscano duplicate o triplicate, in modo che dall&#8217;una all&#8217;altra si possano tramutare colando le acque, ne renderanno assai pi\u00f9 salubre l&#8217;uso; imperocch\u00e8 se vi \u00e8 un luogo al fondo ove depositi il fango, rimarr\u00e0 pi\u00f9 limpida l&#8217;acqua, e senza odore, e conserver\u00e0 il suo natural sapore.<\/p>\n<footer class=\"attribution\">&mdash;&nbsp;<cite class=\"author\">Vitruvio<\/cite>, <cite class=\"title source\">De Architettura<\/cite><\/footer><\/blockquote><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>RICERCHE 20 L\u2019arte del ceramista e i prodotti ceramici di Anna Maria Ferraguti e Ettore Aulisio Foto di Luigina Gottardo L\u2019arte del ceramista Ceramica e arte figulina Il termine \u201cceramica\u201d \u00e8 utilizzato per indicare sia l\u2019attivit\u00e0 di produrre oggetti impastando &hellip; <a href=\"https:\/\/www.terraantica.org\/?p=1027\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[13],"tags":[313,311,355,309,308,310,354,306,307],"class_list":["post-1027","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-ricerche","tag-argilla-figulina","tag-ceramica","tag-colori","tag-gres","tag-maiolica","tag-porcellana","tag-rivestimenti","tag-terracotta","tag-terraglia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1027","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1027"}],"version-history":[{"count":20,"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1027\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3110,"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1027\/revisions\/3110"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1027"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1027"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1027"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}