{"id":1205,"date":"2012-03-05T23:16:08","date_gmt":"2012-03-05T23:16:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.terraantica.org\/?p=1205"},"modified":"2018-09-04T08:36:23","modified_gmt":"2018-09-04T08:36:23","slug":"storia-di-strade-storia-del-territorio-la-via-annia-1-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terraantica.org\/?p=1205","title":{"rendered":"Storia di strade, storia del territorio: la via Annia (1)"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #800000;\">RICERCHE 22<br \/>\n<\/span><\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #800000;\">Storia di strade, storia del territorio: la via Annia (1)<\/span><\/h2>\n<p><span style=\"color: #800000;\">a cura di Ettore Aulisio<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\"><strong>Municipalit\u00e0 di Favaro: lo stato attuale del territorio<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> Il vasto territorio della Municipalit\u00e0 di Favaro Veneto appare ora altamente antropizzato: la campagna \u00e8 intensamente coltivata, sono presenti diversi agglomerati urbani in continua espansione, alcuni insediamenti produttivi ed importanti strutture viarie e di grande comunicazione. La presenza umana si riscontra di continuo anche sull\u2019argine lagunare sia per le attivit\u00e0 connesse al tempo libero, sia per gli interventi negativi che hanno trasformato parte della gronda lagunare in discarica di rifiuti, soprattutto industriali(1).<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> In epoca romana gran parte del territorio era compreso nella \u2018centuriazione\u2019 della vicina citt\u00e0 di Altino, era attraversato dalla via Annia e nei dintorni sorgevano anche diverse ville. Dopo le varie invasioni barbariche &#8211; ultime quelle degli Ungari(2) &#8211; la situazione ambientale mut\u00f2 profondamente: per molti secoli caratteristica principale di gran parte del territorio, soggetto al dilagare delle acque fluviali e lagunari, fu quella di un avanzato grado di abbandono.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> Vaste zone paludose e numerosi appezzamenti di terreni incolti, utilizzati come pascoli, si stendevano a ridosso dell\u2019argine lagunare, soprattutto tra la localit\u00e0 di Campalton(3) e la foce del fiume Dese (4); come risulta dalle varie cartografie conservate all\u2019Archivio di Sato di Venezia, grandi boschi ricoprivano considerevoli estensioni di terreno nei pressi del borgo di Dese, poche erano le sparse case e praticamente assenti erano gli agglomerati urbani, mentre era pessimo lo stato delle strade che risultavano impraticabili nelle stagioni invernali.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> Le opere di bonifica e di dissodamento dei terreni incolti, effettuate soprattutto nella prima met\u00e0 del secolo XX, modificarono notevolmente la configurazione territoriale di questa parte della terraferma che assunse un aspetto essenzialmente agricolo; successivamente la costruzione dell\u2019aeroporto, i massicci interventi di urbanizzazione e la costruzione di importanti opere viarie, produssero ulteriori modificazioni del paesaggio.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\"><strong>Il territorio in epoca romana<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> In epoca romana la situazione del territorio non era certamente quella di abbandono, assunta nel periodo medievale e praticamente conservata sino a circa un secolo fa: in quell\u2019epoca il territorio risentiva della floridezza economica della citt\u00e0 di Altino, l\u2019importante centro agricolo e commerciale che sorgeva poco oltre il fiume Dese, e che, come ricordano vari autori antichi, traeva la propria ricchezza dall\u2019abbondanza delle acque, dalla salubrit\u00e0 del clima, dalla bont\u00e0 dei pascoli e dalla florida vegetazione del circostante territorio.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> Come afferma Giulia Fogolari(5), per lo sviluppo economico di Altino e del territorio limitrofo fu per\u00f2 determinante la presenza della via Annia: \u201cFu questa via a segnare la fortuna di Altino che venne cos\u00ec a trovarsi fra Padova e Aquileja, su un corso fluviale, il tratto terminale del Sile\u2026\u201d.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> La via Annia, costruita nel 131 d.C, era infatti una delle principali arterie stradali d\u2019epoca romana: con un percorso un po\u2019 all\u2019interno della linea di costa, collegava Adria ad Aquileja passando per Padova e Altino. Poco prima dell\u2019attuale Mestre avveniva il congiungimento con la via Popilia (o Popillia), altra importante strada consolare che, percorrendo un tracciato posto proprio ai margini lagunari, univa la citt\u00e0 di Hadriani (probabile Ariano) ad Altino. Le vie Annia e Popilia non solo collegavano fra loro i principali scali portuali dell\u2019Alto Adriatico, ma mettevano in comunicazione la terra dei Veneti con la via Emilia e con la via Flaminia e, quindi, con l\u2019articolato sistema viario realizzato da Roma.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> Ricostruire la storia dell\u2019antica strada significa cogliere le modificazioni ambientali e socioeconomiche del territorio della Municipalit\u00e0 di Favaro e di una pi\u00f9 ampia realt\u00e0 subregionale; per questo motivo, in occasione di iniziative che tendono alla conoscenza del territorio\u00a0\u00a0 si vogliono rendere noti, seppure in modo parziale, i risultati di studi storici, archeologici e naturalistici(6).<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_832\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-832\" class=\"size-medium wp-image-832\" title=\"viaannia\" src=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/viaannia-300x265.jpg\" alt=\"Foto aerea rilevante il tracciato della via Annia fra Tessera ed Altino\" width=\"300\" height=\"265\" srcset=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/viaannia-300x265.jpg 300w, https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/viaannia.jpg 521w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><p id=\"caption-attachment-832\" class=\"wp-caption-text\">Foto aerea rilevante il tracciato della via Annia fra Tessera ed Altino<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\"><strong>La via Annia tra Padova e Altino: il percorso<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> I maggiori contributi per individuare il tracciato che la via Annia seguiva da Padova ad Altino ci sono dati innanzi tutto dai rinvenimenti archeologici; altre notizie sono ricavate sia dalla lettura degli antichi documenti che descrivono i percorsi delle maggiori vie dell\u2019Impero Romano, sia dall\u2019analisi toponomastica. Altre importanti informazioni sono da qualche tempo fornite dallo studio delle foto aeree; a tal proposito \u00e8 da ricordare il lavoro eseguito nel 1962 dal gen. Giulio Schmiedt che fotograf\u00f2 il tracciato della via Annia tra Lova ed Altino.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> Il ritrovamento di quattro cippi miliari in localit\u00e0 Stanga (Padova), San Bruson, Campalto e Quarto d\u2019Altino hanno permesso di individuare il percorso della via Annia tra Altino e Padova; subito dopo questa citt\u00e0 la strada seguiva prima il corso del fiume Meduacus (antico nome del fiume Brenta); successivamente, dopo l\u2019attuale Mestre, costeggiava la Laguna sino ai pressi dell\u2019attuale foce del fiume Dese. Tali indicazioni sono confermate non solo dal persistere di alcuni toponimi nelle zone attraversate dalla strada (Ponte di Pietra, Terzo, Quarto), ma anche dai rinvenimenti archeologici effettuati in occasione del rafforzamento dell\u2019argine del Dese e delle campagne sistematiche di scavi condotte a Valle Pagliaga,nel 1952,) e nella tenuta Fornasotti (nel 1965).<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> L\u2019indicazione che la via attraversava il fiume Dese poco pi\u00f9 a monte del luogo ove avviene la confluenza col fiume Zero, \u00e8 fornita dal ritrovamento di molti blocchi costituenti la parte in muratura di un ponte; altre informazioni circa il tracciato della strada sono state ricavate dall\u2019esplorazione delle necropoli che la fiancheggiavano prima di entrare in Altino: nel tratto della via prima dell\u2019attraversamento del fiume furono rinvenuti, nella campagna di scavi effettuata da Jacopo Marcello a Valle Pagliaga nel 1952 (7), numerosi ed importanti resti di sepolcri; proprio dalla necropoli di Valle Pagliaga tra gli altri furono tratti dal fango e dalle acque palustri parti del grande mausoleo a pianta circolare che documenta, in modo inequivocabile, lo stato di floridezza raggiunto dal territorio attraversato dalla via Annia. Il monumento funebre \u00e8 stato solo parzialmente ricostruito nelle sale del Museo Nazionale di Altino ed \u00e8 in attesa da circa mezzo secolo di una pi\u00f9 degna sistemazione.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> Nella necropoli della tenuta Fornasotti, situata tra il corso del Dese e la citt\u00e0 di Altino, nel 1965 furono riportati alla luce le fondazioni di un porticato in mattoni e i resti di un grande basamento, composto di pietre squadrate, poggiante su una fondamenta composta da pali infissi nel terreno. Si trattava, molto probabilmente, del molo di uno dei vari porti-canali di cui era dotata la citt\u00e0 di Altino.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> Il monumento ritrovato in Valle Pagliaga tra l\u2019altro comprende: le parti di un tamburo decorato a bassorilievo, le due cornici che lo comprendevano, le colonne scanalate che poggiavano sulla cornice superiore, la statua del defunto (un magistrato locale) che era posta all\u2019interno del monumento. Michele Tombolani cos\u00ec descrive la statua: \u201cgiovane nell\u2019aspetto, \u00e8 riprodotto stante, indossa tunica e toga, regge nella sinistra il \u2018volumen\u2019, il rotolo della legge, presso il piede sinistro ha lo \u2018scrinium\u2019, atto a contenerlo. Il volto, improntato da una paca austerit\u00e0, mostra evidente, nell\u2019idealizzazione dei tratti fisionomici e nel trattamento piuttosto sobrio della capigliatura, il riflesso di modelli dell\u2019arte urbana di et\u00e0 augustea.\u201d (In \u201cLA VIA ANNIA\u2026\u201d, pag. 54).<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_1215\" style=\"width: 175px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1215\" class=\"size-full wp-image-1215\" title=\"Pavimento_musivo_Altino_r\" src=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/Pavimento_musivo_Altino_r.jpg\" alt=\"Pavimento musivo di Altino\" width=\"165\" height=\"220\" \/><p id=\"caption-attachment-1215\" class=\"wp-caption-text\">Pavimento musivo di Altino<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\"><strong>La via Annia tra Padova e Altino: le stazioni di sosta<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> Secondo la \u2018Tabula Peutingeriana\u201d(8) la distanza tra Padova ed Altino era di 30 miglia: lungo questo percorso erano situati due stazioni di sosta che non erano delle semplici \u2018mutaziones\u2019 (posti di breve sosta per i cambi di cavalli), ma delle \u2018mansiones\u2019, cio\u00e8 posti in cui avvenivano soste di riposo con possibilit\u00e0 di ristoro ed alloggio.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> Una \u2018mansio\u2019 sorgeva a dodici miglia da Padova presso San Bruson (\u2018ad duodecimun\u2019), l\u2019altra a nove miglia da Altino, nei pressi di Mestre(\u2018ad nonum\u2019).<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_1217\" style=\"width: 739px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1217\" class=\" wp-image-1217  \" title=\"peutingeriana\" src=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/peutingeriana1.jpg\" alt=\"Tavola Peutingeriana\" width=\"729\" height=\"429\" \/><p id=\"caption-attachment-1217\" class=\"wp-caption-text\">Tavola Peutingeriana<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: center;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<span style=\"color: #800000;\"> Note:<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> 1 &#8211; Recentemente la situazione \u00e8 migliorata, soprattutto dopo la bonifica ambientale del tratto in riva alla laguna, tra Campalto e San Giuliano, dove \u00e8 prevista anche la costruzione di una pista ciclabile che prosegue sino a Tessera.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> 2 &#8211; Nell\u2019anno 899 gli Ungari attraversarono le Alpi seminando terrore nella pianura padana e sconfissero sul Brenta il re d\u2019Italia Berengario. Nel 902 lo stesso re Berengario rafforz\u00f2 le proprie truppe di campagna arruolando dei mercenari ungari che si aveva fatto accampare anche a Campalto, lungo il tracciato della Via Annia.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> 3 &#8211; Gi\u00e0 abitata in et\u00e0 preistorica (vedi: S. Marsale, \u201cLe pietre raccontano\u201d, pubblicato da Terra Antica nel 1993)<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> 4 &#8211; Una volta in quella localit\u00e0, prima della deviazione verso Nord, vi sfociava il fiume Sile.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> 5 &#8211; Per definire il percorso della Via Annia si fa riferimento in particolare ai contributi di G. Focolari e di M. Tombolani pubblicati nel libro \u201cLA VIA ANNIA \u2013 memoria e presente\u201d, edito dalla Provincia di Venezia nel 1984.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> 6 &#8211; Il presente testo, salvo alcune modifiche, fu pubblicato da Terra Antica in occasione in una delle manifestazioni \u201cPer terra \u2026 per acqua: alla conoscenza del territorio del Quartiere 10\u201d.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> 7 &#8211; In occasione delle opere di bonifica idraulica di quel territorio.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> 8 &#8211; La \u2018Tabula Peutingeriana\u2019 , conservata nella Biblioteca di Vienna, \u00e8\u00a0 la copia medievale (XII-XII sec.) di un itinerario completo dell\u2019Impero Romano ricavata probabilmente da una mappa itineraria del III o IV secolo d.C.. Si tratta di una rappresentazione cartografica su rotolo di pergamena, compilata secondo le cognizioni geografiche antiche, con gravi deformazioni determinate dall\u2019altezza del rotolo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #800000;\">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #800000;\">Riferimenti bibliografici:<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> Si sono consultati:<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> AA.VV. &#8211; La via Annia: memoria e presente &#8211; Venezia 1984<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> Gusso A. &#8211; Mestre e le sue strade &#8211; Mestre 1992<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> AA.VV. &#8211; Lagunarie: aspetti e caratteri della cultura materiale &#8211; Venezia 1983<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> AA.VV. &#8211; Sulle orme di Orlando &#8211; leggende e luoghi carolingi in Italia &#8211; Ferrara 1986<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> Documenti e cartografie conservati all&#8217;Archio di Stato di Venezia e all&#8217;Archivio Municipale di Favaro.<\/span><\/p>\n<p>==============================================================<br \/>\n<blockquote class=\"quotescollection-quote\"><p>I rifiuti mandano un doppio crudele messaggio: ci dicono che le cose vengono usate con economica brutalit\u00e0, senza comprensione e sintonia, e che tutto ci\u00f2 che non conserva l&#8217;abbagliante luccichio del nuovo di zecca \u00e8 semplicemente da buttare: che terribile oracolo: l&#8217;usa e getta come canone fondamentale della nostra societ\u00e0!<\/p>\n<footer class=\"attribution\">&mdash;&nbsp;<cite class=\"author\">Alex Langer (1996)<\/cite><\/footer><\/blockquote><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>RICERCHE 22 Storia di strade, storia del territorio: la via Annia (1) a cura di Ettore Aulisio Municipalit\u00e0 di Favaro: lo stato attuale del territorio Il vasto territorio della Municipalit\u00e0 di Favaro Veneto appare ora altamente antropizzato: la campagna \u00e8 &hellip; <a href=\"https:\/\/www.terraantica.org\/?p=1205\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[13],"tags":[394,235,396,397,393,392,391,219,395],"class_list":["post-1205","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-ricerche","tag-adria","tag-altino","tag-fogolari","tag-impero-romano","tag-padova","tag-romane","tag-strade","tag-via-annia","tag-ville-romane"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1205","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1205"}],"version-history":[{"count":11,"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1205\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3091,"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1205\/revisions\/3091"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1205"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1205"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1205"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}