{"id":1358,"date":"2012-05-06T18:51:24","date_gmt":"2012-05-06T18:51:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.terraantica.org\/?p=1358"},"modified":"2018-09-04T08:07:15","modified_gmt":"2018-09-04T08:07:15","slug":"viaggio-nel-montefeltro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terraantica.org\/?p=1358","title":{"rendered":"Viaggio nel Montefeltro"},"content":{"rendered":"<h2 style=\"text-align: center;\">Viaggio nel Montefeltro<\/h2>\n<p>di Ettore Aulisio<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Suggerimento per un viaggio da Rimini a San Leo sulle tracce di briganti e cornuti, di fantasmi e maghi, tra rocche e pievi, seguendo la via degli antichi sapori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo strano turista giunto con la Panda in Romagna, nei pressi della citt\u00e0 di Rimini sdraiata tra le sue innumerevoli discoteche da sballo, guarda fuori del finestrino ed il suo pensiero automaticamente va al poeta Giovanni Pascoli che, oltre cento anni fa, scriveva:<\/p>\n<p>\u00ab<em>Romagna solat\u00eca, dolce paese&#8230;&#8230;: \/ il paese ove, andando, ci accompagna \/ l\u2019azzurra vis\u00efon di San Marino: \/ sempre mi torna al cuore il paese\/ cui regnarono Guidi e Malatesta,\/ cui tenne il Passator cortese, \/ re della strada, re della foresta<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oramai quasi pi\u00f9 nessuno si ricorda del Passatore, il barbuto brigante che, prima di essere cristianamente impiccato dal delegato pontificio, ne fece di tutti i colori, rubando e uccidendo qua e l\u00e0, ma, soprattutto, seducendo in ogni dove non solo le belle e procaci contadinelle, ma anche le super-be e all\u2019apparenza altezzose nobildonne delle citt\u00e0. Il turista pensa che attualmente in Italia altre persone si dedicano con tanto successo all\u2019arte della seduzione, anche di minorenni, e non vengono impiccate. Come cambiano i tempi!!!<\/p>\n<p>IL PARADISO (FISCALE) DELLA REPUBBLICA DI SAN MARINO<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi pensieri in verit\u00e0 rattristano un po\u2019 il turista italiano che preferisce andare con lo sguardo e i pensieri a ci\u00f2 che si intravede al di l\u00e0 dell\u2019autostrada. A dire il vero, per\u00f2, il paesaggio \u00e8 non \u00e8 pi\u00f9 quello descritto dal poeta: grovigli di strade e di edifici, di altri edifici ed ancora di edifici hanno invaso e ancora invadono la campagna che dal mare si stende verso le colline. Appare a tratti per\u00f2 la \u201c<em>vision<\/em> di San Marino\u201d, non tanto dolce per il turista che, quando la visit\u00f2, rimase deluso per la profusione di falsi architettonici e per tutte le chincaglierie di pessimo gusto che si vendevano per le strade. Eppure ancor oggi per qualcuno la visione di San Marino \u00e8 dolce, anzi paradisiaca, lo \u00e8 per tutti coloro che vogliono dare un sicuro ed esentasse rifugio ai loro capitali finanziari; l\u2019antipatia del turista per questa piccola Repubblica non sar\u00e0 forse dettata dall\u2019invidia e dal fatto che non ha capitali da esportare? Soffre forse il turista della sindrome della volpe e l\u2019uva?<\/p>\n<p>A RIMINI CON LA MOGLIE DEL DIAVOLO<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lasciamo perdere queste considerazioni troppo personali e ritorniamo al viaggio che il nostro turista ha deciso di compiere alla ricerca di cose belle, interessanti, soprattutto un po\u2019 strane e, perch\u00e9 no, anche saporite; giunto al casello di Rimini Nord esce dall\u2019autostrada e segue prima la via Emilia verso Rimini; qui, di poco oltrepassato il cippo del Km 4 in localit\u00e0 di San Martino in Riparotta, sulla sinistra cisono nell\u2019area di un distributore di benzina i resti di un Mausoleo Romano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il rudere, che \u00e8 detto comunemente \u201cdella moglie del diavolo\u201d, \u00e8 formato da un conglomerato di pietre e pozzolana. Data un\u2019occhiata in giro per vedere se c\u2019\u00e8 qualche diavolo nei paraggi, il turista &#8211; anche per giustificare la sosta &#8211; fa rifornimento di benzina, e pensa che forse di diabolico qui c\u2019\u00e8 solo il prezzo del carburante.<\/p>\n<p>Poi ritorna indietro e si dirige verso Sant\u2019Arcangelo di Romagna che raggiunge dopo pochi km.; se fosse stato un architetto avrebbe forse proseguito per Rimini dove sorge il Tempio Malatestiano, opera del maggior teorico rinascimentale dell\u2019architettura italiana.<\/p>\n<p>SANTARCANGELO DI ROMAGNA: DOVE GAREGGIANO I CORNUTI<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sant\u2019Arcangelo \u00e8 una cittadina agricolo-commerciale costituita da una parte moderna, pianeggiante, e da una parte d\u2019epoca medievale posta su una piccola altura, il colle di Giove. La parte medievale del paese, dominata dalla Rocca Malatestiana. Si presenta ben conservata nel suo antico impianto urbanistico con stradette tortuose e squarci ambientali piuttosto suggestivi.<\/p>\n<div id=\"attachment_1362\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1362\" class=\"size-medium wp-image-1362\" title=\"santarcangelo_r\" src=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/santarcangelo_r-300x81.jpg\" alt=\"Santarcangelo di Romagna\" width=\"300\" height=\"81\" srcset=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/santarcangelo_r-300x81.jpg 300w, https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/santarcangelo_r.jpg 635w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><p id=\"caption-attachment-1362\" class=\"wp-caption-text\">Sant&#39; Arcangelo di Romagna<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il piccolo colle, come documentano gli scavi archeologici, fu abitato dai tempi preistorici sino a tutta l\u2019et\u00e0 romana. Poi arrivarono i Barbari che distrussero tutto o quasi, probabilmente per\u00f2 il nucleo del paese fu ricostituito dai Longobardi che, cos\u00ec pensa il turista, vi fondarono una Pieve intitolandola come era loro abitudine a San Michele Arcangelo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Verso la fine del medioevo il borgo divenne possesso della famiglia dei Malatesta di Rimini. Per il turista per\u00f2 la cosa pi\u00f9 interessante non sono n\u00e9 la storia della cittadina, n\u00e9 le superstiti testimonianze architettoniche, bens\u00ec sapere cosa accade ogni anno l\u2019undici novembre, il giorno in cui si festeggia San Martino. Qui forse \u00e8 opportuno fare una divagazione cronologica e riferire di quando il turista, ancor giovane e con pochi mezzi finanziari (e di trasporto) da Venezia si recava all\u2019Universit\u00e0 di Urbino con il treno; in un\u2019occasione \u2013 era il giorno di San Martino &#8211; in una stazioncina dopo Bologna salirono diversi uomini che scherzando e vociando dicevano che andavano a Sant\u2019Arcangelo di Romagna per \u201cla corsa dei cornuti\u201d. Il nostro giovane studente, non ancora turista, non cap\u00ec se quei signori andavano a Sant\u2019Arcangelo a vedere quei poverini che, per loro disattenzione o per lo spirito di iniziativa delle proprie mogli, metaforicamente avevano il capo incorniciato da un bel paio di corna, proprio come i cervi, oppure se a tale corsa intendevano partecipare essi stessi come protagonisti. In entrambi casi la questione era piuttosto curiosa e lo studente, con gli anni divenuto turista, decise che bisognava prima o poi avere un chiarimento andando sul posto (anche perch\u00e9 seppe che corse dei cornuti si svolgono o si svolgevano in diversi paesi italiani in occasione della Festa di San Martino). A chi chiedere chiarimenti in merito, all\u2019ufficio del turismo, allo IAT? ai vigili o al sindaco? Oppure al parroco? Forse lui, per dovere d\u2019ufficio, \u00e8 il pi\u00f9 informato di tutti, ma non pu\u00f2parlare. Ma \u00e8 il caso, \u00e8 opportuno chiedere a qualcuno se ha mai partecipato alla corsa dei cornuti? E se questi si offende? Nel dubbio il turista procede oltre e decide di non fare per il momento domande in merito.<\/p>\n<p>SUORE E RITI PAGANI<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il turista, gi\u00e0 che c\u2019\u00e8, a Sant\u2019Arcangelo vorrebbe sapere altre cose e vedere le \u201cgrotte delle monache\u201d anche per soddisfare un\u2019altra sua curiosit\u00e0: che cosa ci facevano l\u00e0 dentro quelle pie donne? Pregavano o rievocavano riti pagani? E\u2019 senz\u2019altro certo che Sant\u2019Arcangelo nasconde una sua storia sotterranea e misteriosa: qui le cavit\u00e0, i pozzi, i cunicoli e le gallerie costituiscono un\u2019altra citt\u00e0 sotto quella visibile, a molti ancora sconosciuta. Le guide turistiche dichiarano che: \u00ab<em>\u00e8 impossibile descrivere le emozioni e le sensazioni che si provano inoltrandosi nei meandri pi\u00f9 reconditi di questo mondo, isolato nella sua quiete millenaria, ma indissolubilmente collegato con la realt\u00e0 soprastante. Assolutamente imperdibile \u00e8 la visita guidata all\u2019interno della grotta monumentale, un viaggio indietro nel tempo, in una sorta di labirinto, alla scoperta di antiche leggende ed eccitanti racconti. Gli ipogei di Santarcangelo sono disposti su tre piani e vengono distinti in \u201cgrotte a struttura semplice\u201c ed altre a \u201cstruttura complessa\u201d. Se per i primi piani si \u00e8 ipotizzato un uso pratico (depositi, cantine per la conservazione del nostro Sangiovese, grazie ad una temperatura costante di 12\/13 gradi), per i secondi non si esclude, invece, una finalit\u00e0 cultuale. Gli studiosi, a tale proposito, avanzano numerose ipotesi: tombe etrusche, grotte paleocristiane, sacelli per il culto orientale del Dio Mitra, basilichette di monaci Basiliani ecc&#8230; Tuttora \u00e8 un vero mistero! Sappiamo invece con certezza che, indipendentemente dalla loro origine, sono stati ottimi rifugi per gli abitanti della citt\u00e0 durante la seconda guerra mondiale, occasione in cui furono messi tutti in comunicazione<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al termine della visita il turista continua ad avere le idee un po\u2019 confuse, per\u00f2 considera stimolante visitare luoghi che conservano una certa atmosfera di mistero &#8230;Un\u2019idea gli viene in mente: forse in quelle grotte il brigante Passatore incontrava le mogli dei cornuti? La storia a volte \u00e8 troppo arida e un po\u2019 di immaginazione per rivivere il passato non fa male. Almeno i medici non lo sconsigliano.<\/p>\n<p>SANT\u2019ARCANGELO, ARRIVEDERCI&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il nostro turista non ha molto tempo a disposizione e quindi, con rammarico, tralascia di vedere le altre cose interessanti di questo paese dall\u2019aria sonnolenta, ad esempio il Museo degli usi e costumi della gente di Romagna dove \u00e8 raccolta una ricca documentazione su storia, economia, lingua e tradizioni contadine e artigianali della zona; forse avrebbe trovato l\u00ec una risposta alle sue curiosit\u00e0. Oppure avrebbe potuto visitare la bottega del mangano, la Stamperia Marchi, dove vi sono tutti gli antichi attrezzi per stampare le tele di canapa e lino, soprattutto tovaglie, con i disegni tradizionali. Pazienza, si accontenter\u00e0, una volta ritornato a casa, di guardare le tele che ha comprate nella non lontana Gambettola.<\/p>\n<div id=\"attachment_1363\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1363\" class=\"size-medium wp-image-1363\" title=\"Bottega_mangano\" src=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/Bottega_mangano-300x222.jpg\" alt=\"Bottega Mangano\" width=\"300\" height=\"222\" srcset=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/Bottega_mangano-300x222.jpg 300w, https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/Bottega_mangano.jpg 301w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><p id=\"caption-attachment-1363\" class=\"wp-caption-text\">Bottega del mangano<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_1364\" style=\"width: 306px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1364\" class=\"size-full wp-image-1364\" title=\"Sferisterio\" src=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/Sferisterio.jpg\" alt=\"Sferisterio\" width=\"296\" height=\"221\" \/><p id=\"caption-attachment-1364\" class=\"wp-caption-text\">Sferisterio<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si ripromette per\u00f2 di ritornare per cercare di soddisfare le sue curiosit\u00e0, ma prima di partire si ferma per fare uno spuntino: un po\u2019 di piadina con formaggio pecorino \u2018di fossa\u2019 e un buon bicchiere di albana passito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcuni avventori gli dicono di ritornare a novembre per la festa di San Martino, non tanto per la questione della corsa dei cornuti, ma per assaporare nell\u2019osterie altri vini, il pagadebit (ottimo col risotto), il cagnina (da bere mangiando castagne arrosto o con le torte), oppure il famosissimo sangiovese di Romagna (ottimo con carni e salumi e pasta all\u2019uovo).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Risalito in auto, questa volta il turista lascia la strada statale Emilia e si avvia verso l\u2019interno percorrendo la strada provinciale n\u00b0 14, detta Santarcangiolese. Si incomincia lievemente a salire sulle colline un po\u2019 spiattellate da cui, ogni tanto si ergono altere delle rupi dominate da rocche e castelli. E sullo sfondo appare la dolce vision di San Marino&#8230;.<\/p>\n<p>NELLE TERRE DEI GUIDI E DEI MALATESTA: IL BALCONE DELLA ROMAGNA<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019itinerario automobilistico del turista prosegue per la strada di Torriana e si passa poco distante dalla Pieve di San Michele Arcangelo: si tratta di un edificio molto antico (VI secolo) ed interessante, di origine bizantina. Forse varrebbe la pena di vederlo, e il turista, pur in cerca di cose strane e curiose, cede al desiderio che ha di vedere le chiese antiche, soprattutto quelle paleocristiane, bizantine e romaniche. Questo \u00e8 il suo debole, forse glielo possiamo perdonare?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proseguendo il viaggio appaiono le pittoresche rupi di Torriana che si raggiunge percorrendo tre chilometri in salita. Il paese fino al 1938 era denominato \u201cScorticata\u201d a causa dell\u2019asperit\u00e0 dello spuntone di roccia, una volta quasi privo di vegetazione, sul quale fu costruita la rocca. Il romagnolo Benito Mussolini, che proprio in quell\u2019anno aveva emanato le leggi per purificare l\u2019italica razza, non poteva tollerare che un paese tanto pittoresco fosse indicato con un toponimo cos\u00ec brutto; e allora, vedendo che nella zona c\u2019erano torri e rocche lo ribattezz\u00f2 con il toponimo di \u201cTorriana\u201d. Il colle per\u00f2 rimase sempre scorticato, anche se negli ultimi anni la vegetazione spontanea sta ricoprendo alcuni dirupi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da Torriana, che si trova a 337 metri sul livello del mare, si pu\u00f2 ammirare un bel paesaggio, la vista va dal mare all\u2019interno, e per tale motivo al paese \u00e8 stato dato l\u2019appellativo di \u00abbalcone della Romagna\u00bb. Su un colle di fronte, a poca distanza, troneggia la Rocca che sovrasta il borgo di Verrucchio dove, si dice, ebbe origine la famiglia dei Malatesta la quale, suddivisa nel tempo in diversi rami, govern\u00f2 a lungo questa parte della Romagna e la costa, da Rimini, a Gradara, a Pesaro, a Fano e, per un certo periodo sino a Senigallia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Famosa famiglia quella dei Malatesta, sempre in lotta con i Signori suoi vicini, i Guidi e i Montefeltro, famosa anche perch\u00e9 fece per lungo tempo parlare di s\u00e9 le cronache nere, con complotti che nelle tante rocche avevano origine e che nelle rocche stesse tragicamente si concludevano. Nella rocca di Gradara furono uccisi da Giangiotto i due pi\u00f9 celebri amanti del medioevo italiano, Paolo e Francesca, quelli che fecero commuovere anche il bisbetico Dante Alighieri. E, come racconta la leggenda, proprio nei sotterranei del Castello di Torriana fu trucidato lo stesso Giangiotto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E il turista a questo punto si domanda: perch\u00e9 Giangiotto non partecip\u00f2 alla corsa dei cornuti di Sant\u2019Argangelo: forse perch\u00e9 era zoppo? Ma se vi avesse partecipato, Dante avrebbe pi\u00f9 parlato di lui nella Divina Commedia? In attesa di trovare una risposta a questi esistenziali quesiti, il turista da Torriana si gode la vista del paesaggio romagnolo e del Montefeltro e osserva spuntare sui colli, macchiati qua e l\u00e0 dalla disordinata vegetazione arborea, le rocche e borghi di Talamello (patria del formaggio di fossa), di Pie- tracuta, e un po\u2019 pi\u00f9 lontano quella di San Leo. La meta del viaggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il borgo di Torriana \u00e8 pittoresco, ha conservato la struttura e l\u2019aspetto medievale; qui ci abitarono anche gli etruschi, poi nel medioevo costruirono torri di difesa e una rocca, ancora visibile verso la fine del medioevo, che ne divenne padrona la famiglia Malatesta. Il turista, percorrendo le scoscese e strette strade del borgo, cerca di respirare quest\u2019aria che sa di antico e di immobilit\u00e0 nel tempo: si ferma e quasi si estranea dalla realt\u00e0, gli sembra quasi di essere fuori del tempo, ma l\u2019aria sa anche di altri odori che vengono dalle poche case abitate e dalla cucina del ristorante. Ritorna quindi con la mente su questa terra gustando l\u2019odore, anzi il profumo di una cucina antica, genuina, come quella di quando lui ragazzo viveva in un paese dell\u2019Italia centrale. Profumo di sughi di carne cotti lentamente per condire la pasta all\u2019uovo, profumo di coniglio in porchetta, di arrosto di cinghiale&#8230;&#8230;.E che dire della carne d\u2019agnello servita su delle piccole griglie per non farla raffreddare?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">IL CASTELLO DEL FANTASMA AZZURRINA.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poco distante da Torriana si erge il castello di Montebello, perfettamente conservato e visitabile. Si tratta senza dubbio di uno degli edifici storici pi\u00f9 interessanti di tutto il territorio della Signoria malatestiana. E&#8217; un complesso in cui \u00e8 possibile leggere ancora con chiarezza gli interventi subiti nel corso di secoli, da quelli pi\u00f9 strettamente militari a quelli finalizzati all&#8217;adattamento in dimora nobiliare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mastio e parte della fortezza sono risalenti all&#8217;originale struttura dell&#8217;anno 1000. La residenza signorile risale alla seconda met\u00e0 del 1400 quando ai Malatesta subentrarono i Conti Guidi di Bagno, tuttora legittimi proprietari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una visita alla Rocca riserva molte sorprese anche per i tesori e i segreti che vi sono custoditi. Si trovano mobili di gran pregio che vanno dal 1300 al 1700. Bella la collezione di forzieri e cassapanche tra cui spicca una cassa dipinta risalente, si dice, alle Crociate. Cunicoli misteriosi, passaggi oscuri, pozzi profondissimi e strani accadimenti hanno alimentato la leggenda di un fantasma, quello di una bimba di circa 5 anni, figlia del feudatario, scomparsa nei sotterranei del castello nel 1375: il corpo della bambina non fu pi\u00f9 ritrovato. Qualcuno sostiene che il fantasma di nome Azzurrina si aggiri ancor oggi tra le mura e che ogni cinque anni (in quelli che terminano con lo zero o con il cinque) faccia sentire nottetempo i suoi tristi e struggenti lamenti. Chi gestisce il castello ha provveduto a registrare i lamenti e li offre, in vendita, ai turisti che non possono attendere la fine del quinquennio (\u00e8 una specie di Napoli dove si vende l\u2019aria del Vesuvio confezionata in scatolette di cartone). E\u2019 certo che l\u2019industria turistica ha fatto grandi progressi uti- lizzando i prodotti delle pi\u00f9 moderne tecnologie: ora le famiglie tedesche o russe o lombarde che abitualmente affollano le spiagge romagnole, hanno la possibilit\u00e0 e la soddisfazione, una volta ritornate nelle loro citt\u00e0, di riascoltare o di far ascoltare ai loro vicini i tristi lamenti di \u201cAzzurrina\u201d! Che bello!!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">SAN LEO CI ATTENDE<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le ore passano e il turista deve arrivare sino a San Leo e quindi, una volta sceso a valle, giunto al bivio con Verrucchio procede oltre, vincendo la tentazione di salire sino alla Rocca che arcigna domina la valle. Oramai il turista non ha pi\u00f9 vent\u2019anni (e neppure trenta, quaranta, cinquanta&#8230;) e deve tenere conto della sua resistenza fisica (scarsa) e mentale (?) rinunciando a qualcosa. Perci\u00f2 niente Verrucchio, niente Rocca, storie leggendarie d\u2019amori e delitti, si procede per la strada che si snoda nella valle del Marecchia (pi\u00f9 che un fiume sembra un indisciplinato torrente) e poco dopo oltrepassa il confine tra Romagna e Marche, tra la provincia di Rimini e quella di Pesaro Urbino. Giunto a Pietracuta (quanto gli piace questo nome! Sa tanto di medievale) \u00e8 indeciso se prendere la strada che risale il corso del fiume e si dirige verso il santuario abbandonato di Saiano &#8211; con resti longobardi e i resti di una torre cilindrica di origine bizantina &#8211; un\u2019antica Pieve (con cripta e resti d\u2019epoca romana) poco prima di Secchiano, Macerata Feltria, Talamello e le ex miniere di Perticara, Sant\u2019Agata, Carpegna (che prosciutti!), ecc. &#8230;.., oppure proseguire per la strada che in pochi km di salita lo porta a San Leo. Dopo un attimo di riflessione, proprio per i motivi gi\u00e0 detti, il turista decide per l\u201coppure\u201d.<\/p>\n<div style=\"width: 192px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"Rocca di San leo\" src=\"http:\/\/t2.gstatic.com\/images?q=tbn:ANd9GcQayid1v77mPCNqQtB8IEAhIMn-BvE1d-vbYm6ccmNniay7AQJcsQ\" alt=\"Rocca di San leo\" width=\"182\" height=\"277\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Rocca di San leo<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">SAN LEO<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che dire di San Leo? Niente, quello che prova il turista osservando l\u2019ardita rocca o la pieve o il duomo romanici, se lo tiene per s\u00e9. Solo due note storiche: a) in questo luogo ebbe origine la famiglia dei Montefeltro che governarono, abbellendola, la citt\u00e0 di Urbino; b) San Leo fu da Berengario proclamata capitale d\u2019Italia. Solo, particolare non indifferente, l\u2019Italia politica non c\u2019era ancora.<\/p>\n<p>==============================================================<br \/>\n<blockquote class=\"quotescollection-quote\"><p>Ricordo de&#8217; libri ch&#8217;io lascio serrati nel cassone<\/p>\n<footer class=\"attribution\">&mdash;&nbsp;<cite class=\"author\">Leonardo da Vinci<\/cite>, <cite class=\"title source\">Manoscritti di Madrid. Madrid 8936 (1493) Folio 2v<\/cite><\/footer><\/blockquote><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Viaggio nel Montefeltro di Ettore Aulisio Suggerimento per un viaggio da Rimini a San Leo sulle tracce di briganti e cornuti, di fantasmi e maghi, tra rocche e pievi, seguendo la via degli antichi sapori. 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