{"id":1666,"date":"2013-01-14T22:58:50","date_gmt":"2013-01-14T22:58:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.terraantica.org\/?p=1666"},"modified":"2018-09-04T07:55:51","modified_gmt":"2018-09-04T07:55:51","slug":"1848-49-il-comune-di-favaro-durante-la-rivolta-e-lassedio-di-venezia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terraantica.org\/?p=1666","title":{"rendered":"1848 &#8211; \u2018 49: Il Comune di Favaro durante la rivolta e l&#8217;assedio di Venezia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">RICERCHE<\/span><\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #800000;\">1848 &#8211; \u2018 49: Il Comune di Favaro <\/span><\/h2>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #800000;\">durante la rivolta e l&#8217;assedio di Venezia<\/span><\/h2>\n<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"color: #800000;\">di Ettore Aulisio<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\"><strong>22 marzo 1848: l\u2019insurrezione e la costituzione della Guardia Civica.<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">Il Comune di Favaro ader\u00ec sin dalla prima ora all\u2019insurrezione di Venezia e alla proclamazione del Governo Provvisorio.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">Il 22 marzo 1848 si svolse spontaneamente una Assemblea pubblica: nella sede municipale, dinanzi al deputato municipale Federico Cima, si presentarono il medico condotto Giulio Zambon ed alcuni abitanti del Comune, soprattutto piccoli proprietari terrieri: Antonio Smania, Giacomo Checchin, G.Battista Osello, Tommaso Gottardo, Antonio Maguolo, Antonio Bigo, Evangelista Scrocaro, Bartolomeo Spironello, Domenico Ruzzini. Mentre la riunione era in corso giunse l\u2019altro deputato municipale, il signor Antonio Antolini; arrivava da Venezia dove era gi\u00e0 stato nominato capo della squadriglia della Guardia Civica del Sestriere di Santa Croce.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">I convenuti, seguendo l\u2019esempio di altri Comuni del Distretto, proposero di dar vita immediatamente alla Guardia Cittadina \u201cper <em>difesa, e tutela delle loro sostanze, interessando la Deputazione di cooperare perch\u00e9 sia regolata a seconda delle norme vigenti, e delle altre Comun<\/em>i\u201d.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">Cima ed Antolini, i due deputati municipali in carica, s\u2019impegnarono subito per realizzare quanto deciso dall\u2019assemblea: invitarono i parroci \u201c<em>a suonare le campane dalle ora dodici all\u2019una, onde invitare li comunisti di doversi recare immediatamente colle armi nella Residenza Comunale per li urgenti bisogni del Comune<\/em>\u201d; successivamente, ascoltati gli abitanti (i \u2018comunisti\u2019), provvidero ad inviare la seguente lettera di nomina al dottor Smania, chirurgo in Favaro:<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">\u201c<em>Si compiace la scrivente deputazione di aderire alla Vostra nomina a comandante della Guardia Civica di Favaro, Dese, e Campalto; nomina infatti che vi fa onore essendo seguita dietro generale acclamazione del popolo oggi a questo nostro luogo di residenza radunato per l\u2019istituzione di questa truppa civica. Tutta la scrivente confidando nei vostri patri sentimenti [\u2026\u2026] pel bene comune vi esterna i pi\u00f9 sensi di stima\u201d. Subito dopo, redatto l\u2019elenco degli individui iscrittisi volontariamente, la Deputazione municipale attiv\u00f2 \u201cla guardia civica notturna<\/em>\u201d.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">Da notare che per la prima volta nei documenti ufficiali si accenna al \u2018popolo radunato\u2019, alla convocazione degli abitanti, a sentimenti patri, ecc.; vocaboli ed espressioni ignorate precedentemente. Si era creato davvero un nuovo clima politico.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">La Guardia Civica \u2013 altro elemento nuovo per la vita di Favaro &#8211; era composta su base volontaria da un numero imprecisato di individui, alcuni dei quali, gi\u00e0 facenti parte della guarnigione austriaca di Venezia, il 22 marzo si erano ribellati ai comandanti ed erano ritornati nei loro paesi di origine. Ai militi, anche se volontari, la Deputazione corrispose un compenso in denaro e, cosa non certamente agevole a quei tempi a Favaro, anche una sede.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">Nei mesi successivi la Guardia Civica non venne impegnata in azioni militari, bens\u00ec nel mantenimento dell\u2019ordine pubblico e nel controllo del territorio; compiti non indifferenti in considerazione della particolare situazione politica e militare di quel periodo. Dal 17 marzo sino al ritorno degli austriaci furono operati arresti di alcune persone, ma non per motivi politici.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\"><strong>La situazione nella primavera del 1848<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">Con la costituzione della Guardia civica ebbe inizio la partecipazione del Comune di Favaro agli avvenimenti che portarono alla cacciata degli austriaci, alla formazione del Governo Provvisorio e poi a una guerra che per 17 mesi coinvolse popolazione e amministrazione comunale.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">Ma quale era in quell\u2019anno la situazione del Comune di Favaro, quali erano le condizioni della sua popolazione?<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">Nella primavera del \u201948 la situazione era pressappoco la stessa di quella indicata nella prima parte di questa pubblicazione; l\u2019amministrazione austriaca aveva provveduto negli anni precedenti alla riattivazione di alcune strade e la popolazione, grazie al lungo periodo di pace e alla assenza di carestie, era aumentata di oltre 400 unit\u00e0, cio\u00e8 di un terzo L\u2019aumento era dovuto soprattutto alla immigrazione di famiglie che venivano a cercare lavoro in un luogo da sempre con pessime situazioni ambientali, dove occorreva convivere con la malaria e le ricorrenti epidemie di colera, vaiolo e tifo. Nel Comune, infatti, l\u2019indice di mortalit\u00e0 era sempre notevolmente alto, soprattutto quello infantile. Due esempi per tutti: a Dese in circa un decennio, dal 1838 al 1847, furono registrati 349 nati e ben 411 morti; in tutto il Comune oltre un terzo dei nati moriva nel primo anno di vita e meno della met\u00e0 superava i venti anni.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">Inoltre, in tutto il territorio continuava ad essere molto limitato il numero delle persone impiegate in attivit\u00e0 lavorative non agricole; da un elenco del 1848 risulta che operavano in Comune 2 medici condotti (abitanti fuori Comune), 1 proprietario di farmacia, 4 impresari di strade e un costruttore di tegole che abitavano per\u00f2 altrove, 5 persone che si industriavano nella vendita di vino e salsamenteria. Vi erano anche 1 carraio, 1 tessitore, 1 fabbro, tutti e tre di condizione definita \u2018miserabile\u2019.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">In tali condizioni la popolazione e l\u2019amministrazione comunale di Favaro vissero la non facile situazione creatasi con i nuovi avvenimenti politici e militari.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #800000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"Banconote del Governo provvisorio di Venezia\" alt=\"\" src=\"http:\/\/bargarchivio.altervista.org\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/Immagine-470.jpg\" width=\"567\" height=\"333\" \/><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #800000;\">Il Governo Provvisorio e lo \u2018Stato di guerra\u2019<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">Sin dai primi giorni di aprile il \u201cComitato per la provendia\u201d, che aveva sede a Mestre, stabil\u00ec il contingente dei generi (buoi per la macellazione, pane, vino, foraggio, cavalli, carretti, ecc), che ogni Comune del Distretto doveva fornire alla guarnigione di Forte Marghera e alle truppe di passaggio. Dopo due mesi di requisizioni le scorte di alcuni generi vennero a mancare e l\u2019amministrazione di Favaro lo fece presente, inutilmente, al \u201cComitato di provendia\u201d.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">Difficolt\u00e0 maggiori l\u2019amministrazione comunale incontr\u00f2 nel fornire vitto e alloggio, mezzi di trasporto e foraggio al Reggimento Svizzero (i volontari gi\u00e0 facenti parte dell\u2019esercito pontificio, comandato dal generale Durando), composto da 1.200 soldati che pi\u00f9 volte attraversarono e sostarono nel territorio. Il Comune dovette assistere anche i soldati feriti di questo Reggimento e trasportarli all\u2019Ospedale a Vene<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #800000;\">Il ritorno degli austriaci e la \u201cguerra guerreggiata in loco\u201d<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">Il 17 giugno 1848 alla Deputazione municipale furono consegnati due distinti ordini scritti per la consegna di buoi; uno proveniva dalla guarnigione di Marghera, l\u2019altro dal comando delle truppe austriache che avevano occupato la sera prima la frazione di Dese. La Deputazione provvide a consegnare agli austriaci il bue richiesto, ma non sappiamo se soddisf\u00f2 la richiesta dei militari che difendevano Venezia.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #800000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"Battaglia forte Marghera in una rappresentazione dell'epoca\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.storiologia.it\/venezia\/doc0800e.jpg\" width=\"595\" height=\"440\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #800000;\">Inizi\u00f2 quel giorno per Favaro un nuovo capitolo della storia che aveva avuto principio il 22 marzo: dallo \u201cstato di guerra\u201d dei mesi precedenti si pass\u00f2 alla situazione comunemente denominata \u201ccon la guerra guerreggiata in loco\u2019.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">Al passaggio delle truppe straniere volontarie accorse a difendere Venezia, si sostituirono i Reggimenti dell\u2019Esercito Austriaco che si stabilirono numerosi in tutto il territorio: immediatamente per alloggiare la truppa e per assistere i feriti, i nuovi arrivati requisirono molte abitazioni, chiese, canoniche, osterie, locali scolastici, ecc. Per le operazioni militari costruirono trincee e fortificazioni a ridosso del Canale Osellino e lungo via Passo e via Orlanda, verso Cavergnaghi; installarono postazioni di artiglieria a Campalto. Infine lungo l\u2019argine di conterminazione lagunare stabilirono e presidiarono una linea di blocco che rappresentava la linea del fronte. Da parte loro gli insorti allagarono i campi situati tra Campalto e Forte Marghera e, prima di ritirarsi da Campalto, portarono via il natante che serviva per il passaggio dell\u2019Osellino. Per alcuni mesi colpirono con le palle dei loro cannoni l\u2019abitato di Campalto e la stessa chiesa di San Martino.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">Le campagne e le case poste nelle vicinanze della linea di combattimento dovettero essere abbandonate, in quei campi non fu raccolto il frumento e fu vietato anche il pascolo del bestiame, pena il sequestro dello stesso.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-1522\" title=\"Giacomelli_Sortita_PonteCampana\" alt=\"La battaglia della sortita in un dipinto del Giacomelli\" src=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/Giacomelli_Sortita_PonteCampana-300x209.jpg\" width=\"585\" height=\"316\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #800000;\">L\u2019occupazione militare e l\u2019assedio di Venezia e Forte Marghera<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">Giunti a Favaro gli austriaci, il deputato Federico Cima si dimise dall\u2019incarico, mentre l\u2019altro componente la Deputazione, Antonio Antolini, si rifugi\u00f2 a Venezia partecipando alla difesa della citt\u00e0. Gli austriaci provvidero immediatamente a nominare \u201cin via interinale\u201d una nuova Deputazione municipale composta da tre piccoli possidenti del luogo: Giacomo Vecchiato (Primo Deputato), Lorenzo Davanzo e Pietro Cestaro (Deputati). Il Primo Deputato, il signor Vecchiato, era anche proprietario dell\u2019Osteria di Favaro sita in via San Don\u00e0, quasi di fronte alla allora sede Muncipale. In quel periodo l\u2019osteria divenne il centro principale del paese: l\u00ec dovevano ritrovarsi le persone precettate dal nuovo governo, l\u00ec si riunivano spesso gli amministratori comunali. Solo nell\u2019autunno del \u201948 la nomina della Deputazione fu convalidata dal Convocato.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">In tutto in Comune si stanziarono migliaia di soldati dell\u2019esercito austriaco, soprattutto a Campalto, considerata zona di prima linea. La chiesa di San Martino fu trasformata in ospedale militare.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">Il soggiorno di questa gran massa di soldati e le operazioni belliche richiedevano, ogni giorno di pi\u00f9, l\u2019intervento dell\u2019Amministrazione Comunale che spesso si trov\u00f2 in grande difficolt\u00e0 nel rinvenire non solo i generi alimentari richiesti, ma anche nel reclutare i \u2018villici\u2019 impiegati nello scavo delle trincee. Dovevano essere messi a disposizione degli occupanti anche dei carriaggi per il trasporto dei militari e delle cose. Per far fronte alle tante richieste delle autorit\u00e0 militari \u2013 richieste che dovevano essere prontamente esaudite &#8211; sia l\u2019agente comunale che il cursore furono costretti a pernottare nelle Sede Municipale.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">Leggendo le varie note conservate all\u2019Archivio Municipale di Favaro si pu\u00f2 comprendere sia le difficolt\u00e0 degli amministratori comunali, sia lo stato in cui era ridotta la popolazione, minacciata oltre tutto da rappresaglie dagli occupanti.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">In pi\u00f9 occasioni la truppa si diede al furto di generi alimentari e a numerosi atti di vandalismo, alcuni per far fronte ai propri problemi (requisizione di imbarcazioni e di arredo scolastico in legno da destinare al riscaldamento), altri fini a se stessi.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">Le autorit\u00e0 austriache per\u00f2 vollero dare un carattere di \u201cnormalit\u00e0\u201d a quella situazione, che proprio normale non poteva considerarsi: fu dato l\u2019ordine di riaprire le scuole (non si sa in quali locali), di riprendere le vaccinazioni antivaiolose, di avvisare i contribuenti affinch\u00e9 pagassero le tasse dovute (ma la maggioranza dei contribuenti si trovava nell\u2019assediata Venezia), di riunire il Convocato (ma anche in questo caso gli estimati risiedevano a Venezia), di completare la costruzione delle strade per Tessera e a Campalto, cio\u00e8 per le due localit\u00e0 dove si fronteggiavano gli eserciti nemici. Le disposizioni delle autorit\u00e0 austriache in quel periodo rispondevano a un\u2019operazione di facciata ed erano invece inattuabili.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"Alla fine Manin per evitare la distruzione della sua amata citt\u00e0, ma anche per la popolazione stremata dall'assedio, dalla fame e dal colera, si arrende e si assiste al ritorno degli austriaci.\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.storiologia.it\/venezia\/doc0800g.jpg\" width=\"559\" height=\"397\" \/><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #800000;\">La fine delle ostilit\u00e0: i danni di guerra<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">Con la resa di Venezia, avvenuta il 22 agosto 1849, cessarono tutte le operazioni belliche, ma non cessarono i problemi per la popolazione che doveva riappropriarsi del proprio territorio in molte parti sconvolto, e non vennero meno le difficolt\u00e0 della Amministrazione municipale che, senza risorse finanziarie, doveva rimettere in moto la macchina comunale e doveva provvedere al risanamento dei danni provocati dalla guerra.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">Non \u00e8 possibile fare un elenco completo di tutti i danni che furono denunciati subito dopo la fine delle ostilit\u00e0. Da quanto sinora \u00e8 stato scritto \u00e8 facile comprendere quali essi furono: numerosi fabbricati distrutti o danneggiati, riduzione del patrimonio zootecnico e forestale, non effettuazione in alcune localit\u00e0 del Comune dei raccolti e sospensione delle attivit\u00e0 agricole, campagne e strade danneggiate dall\u2019escavazione delle trincee, interruzione del commercio con Venezia. Ai possidenti e a qualche \u2018villico\u2019 fu corrisposto un risarcimento finanziario per gran parte dei danni materiali subiti, ma nessun risarcimento fu previsto (e concesso) per la maggioranza dei \u2018villici\u2019che avevano dovuto abbandonare le loro abitazioni e la campagna, che avevano sofferto disagi e miseria, che erano stati colpiti dalle epidemie di tifo, colera e vaiolo. Ricordiamo solo che in quegli anni fu molto alto il numero dei morti, di molto superiore a quello dei nati.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #800000;\">Disertori, fuggitivi e patrioti<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">Dagli elenchi e dalle comunicazioni giunti in Comune in diversi periodi, risulta che il 22 marzo si allontanarono dai loro reparti i soldati dell\u2019esercito austriaco domiciliati nel Comune: Giovanni Spadon di Dese, Girolamo Briggi, Sante Capo e Giacomo Capo di Favaro, Costantino Bruson, Marc\u2019Antonio Ricato e Angelo Pavan di Campalto.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">Dopo il ritorno degli austriaci si allontanarono dal Comune Giuseppe Battisti, Eugenio Bottarin, Luca Reibel, Onesto Origene. Successivamente anche due giovani di Campalto, Giuseppe Rigo e Angelo Zecchinato, raggiunsero Venezia e parteciparono alla difesa della citt\u00e0 (Zecchinato, arruolatosi nel Corpo dei Cacciatori delle Alpi, fu ferito il 3 agosto 1849 in combattimento a Treporti). Anche tale Agostino Checchin si rec\u00f2 a Venezia e prest\u00f2 servizio nel Corpo di Gendarmeria. Risulta che si allontanarono dal Comune altre persone, tra cui Giovanni Raganello, figlio del gestore del traghetto di Campalto, ma non si sa se ader\u00ec a qualche corpo militare o se invece, essendo un provetto barcaiolo, non provvide al trasporto clandestino di merci e persone nella citt\u00e0 di Venezia.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">Le due principali figure di \u201cantiaustriaci\u201d furono senz\u2019altro Antonio Antolini e Giulio Pietro Zambon; il primo divenne capitano della Guardia Civica di Venezia e partecip\u00f2 attivamente a diverse operazioni militari; alcuni giorni prima della resa si distinse particolarmente nella difesa del Ponte lagunare, riuscendo a respingere un attacco nemico . Il secondo, che sino al 16 giugno del \u201948 aveva comandato la Guardia Civica di Favaro, nel mese di novembre fu arrestato dagli austriaci; rimesso in libert\u00e0 dopo un mese di carcere, si allontan\u00f2 dal Comune, probabilmente per raggiungere Venezia, e il 20 gennaio 1849 fu dichiarato \u201cfuggitivo\u201d.<\/span><\/p>\n<p>==============================================================<br \/>\n<blockquote class=\"quotescollection-quote\"><p>ALTERNIS IDEM TONSAS CESSARE NOVALIS<br \/>ET SEGNEM PATIERE SITU DURESCERE CAMPUM;<br \/>AUT IBI FLAVA SERES MUTATO SIDERE FARRA,<br \/>UNDE PRIUS LAETUM SILIQUA QUASSANTE LEGUMEN<br \/>75 AUT TENUIS FETUS VICIAE TRISTISQUE LUPINI<br \/>SUSTULERIS FRAGILIS CALAMOS SILVAMQUE SONANTEM. <br \/><br \/>trad. di Luca Canali<br \/>[Cos\u00ec lascerai riposare ad anni alterni i maggesi falciati, e lascerai indurire col riposo il campo stremato;<br \/>oppure, mutate stelle, seminerai i biondi grani dai baccelli crepitanti, o la tenue veccia, o i fragili steli,<br \/>piccola selva suonante, dell&#8217;amaro lupino.]<\/p>\n<footer class=\"attribution\">&mdash;&nbsp;<cite class=\"author\">Publio Virgilio Marone<\/cite>, <cite class=\"title source\">Georgica Libro 1\u00b0 &#8211; vv 71-76<\/cite><\/footer><\/blockquote><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>RICERCHE 1848 &#8211; \u2018 49: Il Comune di Favaro durante la rivolta e l&#8217;assedio di Venezia di Ettore Aulisio 22 marzo 1848: l\u2019insurrezione e la costituzione della Guardia Civica. 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