{"id":1836,"date":"2013-04-01T16:35:26","date_gmt":"2013-04-01T16:35:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.terraantica.org\/?p=1836"},"modified":"2018-08-29T19:06:02","modified_gmt":"2018-08-29T19:06:02","slug":"persone-e-personaggi-del-comune-di-favaro-durante-il-regno-del-lombardo-veneto-dal-1819-al-1866","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terraantica.org\/?p=1836","title":{"rendered":"Persone e personaggi del Comune di Favaro durante il Regno del Lombardo Veneto (dal 1819 al 1866)"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #800000;\">RICERCHE<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #800000;\">Persone e personaggi del Comune di Favaro durante il Regno del Lombardo Veneto (dal 1819 al 1866)<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #800000;\">di Ettore Aulisio<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #800000;\">1 \u2013 Il Convocato Generale degli Estimati e la Deputazione Municipale<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">Durante il Regno del Lombardo Veneto nei Comuni minori, come quello di Favaro, l\u2019organo di rappresentanza era il Convocato Generale degli Estimati: ne facevano parte di diritto tutti coloro &#8211; uomini e donne, alfabeti e no &#8211; che nel territorio comunale possedevano dei beni rurali o edifici, anche se avevano la residenza anagrafica in altri Comuni; in pratica erano rappresentati i proprietari terrieri, in prevalenza residenti a Venezia, e non la popolazione quasi totalmente composta da villici e braccianti.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> L\u2019amministrazione era retta dalla Deputazione Municipale (paragonabile all\u2019attuale Giunta) composta da un Primo Deputato, eletto tra i tre maggiori possidenti del Comune, e da due Deputati municipali, eletti tra gli altri membri del Convocato, indipendentemente dall\u2019entit\u00e0 dei loro beni.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> Il Primo Deputato e i Deputati Municipali potevano amministrare il Comune delegando altre persone di loro fiducia, in genere amministratori dei loro beni; la delega poteva essere temporanea oppure era valida per tutto il mandato. Come Primo Deputato poteva essere eletto anche un Ente o un Pio Istituto: ad esempio per alcuni anni fu eletto a tale carica il Pio Istituto di Santa Maria degli Esposti che si fece rappresentare dal dottor Ghirlanda, possidente e medico del Comune, abitante tra Dese e Marcon.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> Anche i membri del Convocato potevano essere rappresentati alle riunioni da loro delegati.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">2 \u2013 Gli \u2018estimati\u2019 e no<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">Non era molto nutrita la categoria degli \u2018estimati\u2019, cio\u00e8 di coloro che dovevano pagare le tasse per i beni posseduti nel Comune: secondo i dati forniti dal Catasto Austriaco nella prima met\u00e0 dell\u2019ottocento i possidenti terrieri erano in tutto 123, ma di questi non pi\u00f9 di venti possedevano oltre i due terzi della superficie c0munale.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> In un elenco redatto verso la met\u00e0 del secolo i nominativi dei maggiori possidenti terrieri risultavano essere:<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> 1) Mensa Patriarcale; 2) Querini Stampalja Giovanni; 3) Casa degli Esposti; 4) Cerroni Domenico; 5) Bianchi Federico; 6) Giacomuzzi fratelli; 7) Giacomuzzi Angelo; 8) Luogo pio Ca\u2019 di Dio; 9) Piva Doratea; 10) Arnauld Maria Qualizza; 11) Pelutti Francesco; 12) Marcello Girolamo; 13) Cima Federico; 14) Moravia Abramo; 15) Biasutti don Giobatta; 16) Zorzi Alessandro; 17) Dri Giacomo; 18) Berna Giacomo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">Pochissime persone svolgevano delle attivit\u00e0 non rurali, attivit\u00e0 per le quali, a secondo della loro consistenza, era previsto il pagamento della tassa per il Commercio e l\u2019Industria; di tale persone si riporta un elenco nominativo relativo al 1847, anche se redatto il 13 luglio 1848, elenco pressoch\u00e9 confermato anche negli anni successivi:<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> A &#8211; INDIVIDUI OPERANTI PROFESSIONI LIBERALI: 1) Zambon dr Pietro, Medico condotto; 2) Smania Antonio, Chirurgo maggiore condotto; 3) Antolini Antonio, Proprietario della farmacia in Dese.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> B &#8211; FABBRICATORI, COMMERCIANTI ED ARTISTI, NEGOZIANTI: Nessuno.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> C- IMPRESARI DI STRADE (non residenti nel Comune): 1) Bellinato Alvise; 2) Cardin Antonio; 3) Menegazzo Antonio; 4) Usigli Leone.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> D &#8211; IMPRENDITORI DI PALAZZI: Nessuno.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> E &#8211; FABBRICATORI DI TEGOLE: 1 &#8211; Luccietti GioBatta.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> F \u2013 INDUSTRIANTI: 1) Tessaro Domenico (oste); 2) Novello Regina (oste, salsamenteria); 3) Mino Teresa (idem); 4) Trevisanello Angelo (idem); 5) Smania Andrea, prestinaio = tutti esentati dal pagamento delle tasse data l\u2019esiguit\u00e0 dell\u2019attivit\u00e0 svolta.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> G &#8211; ARTISTI GIORNALIERI: 1) Quarti Paolo, carrajo giornaliero; 2) Zanin Natale, Fabbro giornaliero; 3) Franceschi Francesco, fabbro giornaliero = tutti esentati dal pagamento delle tasse perch\u00e9 considerati di condizione miserabile.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> Non erano certamente \u2018estimati\u2019, e quindi non pagavano le tasse, i \u2018villici\u2019, cio\u00e8 la quasi totalit\u00e0 della popolazione composta in prevalenza da fittavoli, da braccianti giornalieri e da \u201clavoratori obbligati\u201d, cio\u00e8 coloro che per pagare l\u2019affitto di un \u2018casone\u2019 dovevano fornire al proprietario delle prestazioni lavorative obbligatorie.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">3 \u2013 I Primi Deputati Municipali<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">Tra i Primi Deputati di Favaro figurano alcuni nomi illustri della nobilt\u00e0 austriaca e di quella veneziana.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> Faceva parte della nobilt\u00e0 austriaca il Barone Federico Bianchi, duca di Casalanza, nato a Vienna: nel 1815 al comando delle truppe austriache sconfisse a Tolentino (Mc) Gioacchino Murat. Per la sua impresa militare, che facilit\u00f2 la Restaurazione in Italia del Vecchio Regime, ricevette da vari sovrani molteplici benemerenze: tra gli altri l\u2019Imperatore d\u2019Austria lo nomin\u00f2 Barone mentre il re di Napoli Ferdinando I &#8211; divenuto Re delle Due Sicilie &#8211; gli concesse il titolo trasmissibile di Duca di Casalanza, cio\u00e8 della localit\u00e0 del Casertano in cui fu siglata la resa definitiva dell\u2019esercito di Murat. Naturalmente le benemerenze conferitegli non erano solo onorifiche: ad esempio il re Ferdinando I gli concesse anche un assegno annuale di 9.000 ducati, l\u2019Imperatore d\u2019Austria gli concesse in propriet\u00e0 vari beni terrieri, ecc. Le consistenti ricchezze ottenute dai vari sovrani permisero al Bianchi, una volta cessato il servizio militare, di dare vita ad una grande e florida Azienda Agricola a Mogliano Veneto, il luogo in cui fiss\u00f2 la propria residenza; l\u2019azienda si estendeva anche a Dese dove possedeva vasti terreni soprattutto nella localit\u00e0 allora detta Lio Marin (attualmente denominata Garioni [o Giaroni?]). Il nobil uomo e i suoi eredi conservarono la cittadinanza austriaca, ma solo nel 1904 il titolo di Duca gli fu riconosciuto dallo Stato Italiano.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> L\u2019Azienda Agricola Bianchi \u00e8 ancora attiva.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> Per l\u2019assolvimento dell\u2019incarico amministrativo municipale si fece rappresentare da Giuseppe Luccietti, un imprenditore-possidente di Mestre.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> Apparteneva invece alla nobilt\u00e0 veneziana il conte Girolamo Querini del ramo Stampalja, esponente di un ramo cadetto di quella nobile e ricchissima famiglia; di lui non si ricordano fatti notevoli, solo che dopo la caduta della Repubblica di Venezia ricopr\u00ec alcune cariche onorifiche presso la Corte Asburgica. Mor\u00ec senza eredi diretti.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> Quando fu eletto dichiar\u00f2 per iscritto che per l\u2019assolvimento dell\u2019incarico delegava Giuseppe Luccietti, in quanto nel territorio comunale di Favaro non possedeva una casa in grado di ospitarlo.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> Il conte Giovanni Querini Stampalja, appartenente al ramo principale della famiglia, fu l\u2019erede universale dei beni dello zio Girolamo. Il conte Giovanni, figlio di Alvise, funzionario imperial regio, era un uomo di cultura e di scienze; curava le sue immense propriet\u00e0 agricole ubicate in altri Comuni veneti e cerc\u00f2 di incrementare alcune culture, quali ad esempio la produzione della seta nel trevigiano. A Dese costru\u00ec una fornace per la produzione di tegole (amministrata da Giuseppe Luccietti).<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> Fu Primo Deputato di Favaro per vari decenni, si dimise nel 1848 poco prima dell\u2019insurrezione di Venezia; alcuni anni dopo fu rieletto nuovamente alla carica di Primo Deputato, ma si dimise una seconda volta per ragioni di salute proprio vigilia dell\u2019annessione del Veneto al Regno d\u2019Italia. Era anche membro del Consiglio Comunale di Venezia.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> Morto senza eredi destin\u00f2 tutte le sue sostanze alla Fondazione Querini Stampalja con sede a Venezia, nella sua casa di Santa Maria Formosa.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> Si fece rappresentare in un primo tempo da Giuseppe Luccietti, poi dall\u2019imprenditore-possidente mestrino Puppi.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> Nell\u2019estate del 1848, durante l\u2019assedio di Venezia, ricopr\u00ec la carica di Primo Deputato una persona che non figurava tra i primi tre possidenti del Comune; si trattava di Giacomo Vecchiato, piccolo possidente e gestore dell\u2019Osteria di Favaro situata in via San Don\u00e0 (al suo posto ora \u00e8 ubicato un Istituto di Credito). La sua nomina aveva carattere politico ed era stata voluta dalle autorit\u00e0 austriache.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> L\u2019ultima persona a ricoprire la carica di Primo Deputato fu Antonio Giacomuzzi, proprietario di molti terreni nella frazione di Favaro e di una famosa Distilleria situata in Piazza Maggiore a Mestre; suo fu il compito di gestire il passaggio dalla amministrazione austriaca a quella italiana.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">4 \u2013 I Deputati Municipali<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">Fecero parte della Deputazione Municipale diversi possidenti abitanti nel Comune di Favaro o in altri Comuni, in specie di Venezia; in questa sede citiamo soprattutto i nomi di coloro che maggiormente parteciparono all\u2019attivit\u00e0 amministrativa. Il possidente di Venezia Dri Giacomo (detto Indri) che, essendo proprietario dell\u2019unica villa esistente a Favaro, prese parte pi\u00f9 degli altri alla vita del Comune; altri Deputati piuttosto attivi furono Bortolato Giovanni, Crovato Antonio, Gatto Bartolomeo, Cima Federico, Antolini Antonio (questi ultimi due si ritirarono al ritorno delle truppe austriache il 16\/17 giugno 1848), Davanzo Lorenzo, Cestaro Antonio, Giacomuzzi Giovanni, Giacomuzzi Antonio, Raganello Giovanni, Osello Giovanni, Dal Canton Gio.Batta, Checchin Giacomo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">5 \u2013 L\u2019Agente Comunale<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">In pratica il lavoro amministrativo era svolto dall\u2019Agente Comunale che, per molti anni, fu Francesco Belcarello: egli era molto presente nella sede municipale, anche di notte durante l\u2019assedio di Venezia. Aiutato dal Cursore comunale cercava di mandare avanti l\u2019Amministrazione Municipale pur nella quasi continua latitanza dei Deputati e dei loro delegati. In alcuni casi, assenti gli amministratori, dovette assumere di propria iniziativa delle decisioni anche importanti.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> Migliaia di documenti conservati all\u2019Archivio Municipale di Favaro, dalla ordinata e minuta calligrafia, testimoniano il grande e continuo lavoro che il Belcarello svolse per alcuni decenni.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #800000;\">6 \u2013 Persone e personaggi del \u201948-\u201849<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">In occasione della insurrezione e dell\u2019assedio di Venezia sono menzionate pi\u00f9 persone, innanzi tutto i due gi\u00e0 ricordati Deputati Municipali Cima Federico e Antolini Antonio: essi, assieme a Smania Antonio, Giacomo Checchin, G.Batta Osello, Tommaso Gottardo, Antonio Maguolo, Antonio Bigo, Evangelista Scrocaro, Bartolomeo Spironello e Domenico Ruzzini, aderirono subito al Governo Provvisorio e diedero vita alla Guardia Civica. Nel giugno \u201948, ritornati a Favaro gli austriaci, il Cima si dimise dalla carica di Deputato municipale, mentre l\u2019Antolini si rifugi\u00f2 a Venezia militando col grado di capitano nella Guardia Civica di quella citt\u00e0 partecipando attivamente a diverse operazioni militari; si distinse particolarmente, alcuni giorni prima della resa, nella difesa del Ponte lagunare quando riusc\u00ec a respingere un attacco nemico.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_1455\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1455\" class=\"size-medium wp-image-1455\" alt=\"Graffito memoria di una eccezionale laguna ghiacciata del 1864\" src=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/laguna_ghiacciata1864-300x224.jpg\" width=\"300\" height=\"224\" srcset=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/laguna_ghiacciata1864-300x224.jpg 300w, https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/laguna_ghiacciata1864.jpg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><p id=\"caption-attachment-1455\" class=\"wp-caption-text\">Graffito memoria di una eccezionale laguna ghiacciata del 1864<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\"> Il medico Zambon Giulio comand\u00f2 la Guardia Civica di Favaro sino al 16 giugno \u201948; nel mese di novembre di quell\u2019anno fu arrestato dalla polizia austriaca, rimesso in libert\u00e0 dopo circa un mese di carcere si allontan\u00f2 dal Comune, probabilmente per raggiungere Venezia. Il 20 gennaio del \u201949 dalle autorit\u00e0 austriache fu dichiarato \u2018fuggitivo\u2019.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> Il 22 marzo del\u201948 si allontanarono dai loro reparti dell\u2019esercito austriaco i soldati Spadon Giovanni, Briggi Girolamo, Capo Sante, Capo Giacomo, Bruson Costantino, Ricato Marc\u2019Antonio, Pavan Angelo.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> Dopo il ritorno degli austriaci si allontanarono dal Comune, probabilmente per andare a Venezia, Battisti Giuseppe, Bottarin Eugenio, Reibel Luca, Origene Onesto; senz\u2019altro aderirono alla Forze Armate del Governo Provvisorio della citt\u00e0 lagunare di Venezia Checchin Agostino, Rigo Giuseppe e Zecchinato Angelo, il quale ultimo fu ferito in combattimento a Treporti.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> Risulta che anche altre persone si allontanarono dal Comune, tra cui Raganello Giovanni, figlio dell\u2019allora gestore del traghetto lagunare, ma non si sa se ader\u00ec a qualche corpo militare o se invece, considerato che era un abile barcaiolo, provvide al trasporto clandestino di merci e persone alla citt\u00e0 di Venezia.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">7 \u2013 I barcaioli di Campalto<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">Negli anni successivi all\u2019insurrezione e all\u2019assedio di Venezia, compare spesso negli atti municipali il nome di Giovanni Raganello, succeduto al padre nella propriet\u00e0 delle barche che traghettavano persone e merci a Venezia e nella conduzione dell\u2019osteria detta \u201cAl Passo\u201d che sorgeva nei possedimenti di Giovanni Giacomuzzi; in quel periodo assunse anche la gestione del \u201cPasso\u201d di Campalto che permetteva l\u2019attraversamento del canale Osellino nei pressi del ghebo detto \u201dMorosini\u201d.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> Nel 1852 present\u00f2 istanza per avere \u201cl\u2019esclusiva licenza del trasporto giornaliero delle latteiendole da Campalto a Venezia e viceversa\u201d, istanza a cui si oppose Giovanni Giacomuzzi. La controversia tra fittavolo e proprietario dur\u00f2 per alcuni anni e solo nel 1854 fu concessa al Raganello l\u2019autorizzazione di gestire il traghetto impiegando i barcaioli Angelo Chinellato, Giuseppe Pivato, Angelo Caon e Pasquale Darisi, tutti di Campalto.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> Nel 1853, con la collaborazione, oltre che dei barcaioli gi\u00e0 citati, anche di Giuseppe Miotto, Giovanni Balliera e Giuppe Darisi, salv\u00f2 da sicuro naufragio quattro persone che erano state sorprese in laguna da una violenta tempesta.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_519\" style=\"width: 218px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-519\" class=\"size-medium wp-image-519\" alt=\"Stampa d'epoca raffigurante le &quot;latariole&quot; recanti il latte a Venezia dalle campagne\" src=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/latariole-208x300.jpg\" width=\"208\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/latariole-208x300.jpg 208w, https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/latariole.jpg 334w\" sizes=\"auto, (max-width: 208px) 100vw, 208px\" \/><p id=\"caption-attachment-519\" class=\"wp-caption-text\">Stampa d&#8217;epoca raffigurante le &#8220;latariole&#8221; recanti il latte a Venezia dalle campagne<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\"> Dal 6 gennaio al 4 febbraio del 1863, per permettere il funzionamento del traghetto, assunse a proprie spese diversi villici col compito di rompere la lastra di ghiaccio che si era formata in laguna a causa del freddo eccezionale: ci\u00f2 garant\u00ec sia il lavoro e il guadagno delle lattivendole, sia il regolare rifornimento di latte alle famiglie veneziane.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-Ricerche di archivio effettuate da Ettore Aulisio presso l\u2019Archivio Municipale di Favaro (AMV).<\/span><\/p>\n<p>==============================================================<br \/>\n<blockquote class=\"quotescollection-quote\"><p>Quale nell&#8217;arzan\u00e0 de&#8217; Viniziani<br \/>bolle l&#8217;inverno la tenace pece<br \/>a rimpalmare i legni lor non sani,<br \/>ch\u00e9 navicar non ponno &#8211; in quella vece<br \/>chi fa suo legno nuovo e chi ristoppa<br \/>le coste a quel che pi\u00f9 v\u00efaggi fece;<br \/>chi ribatte da proda e chi da poppa;<br \/>altri fa remi e altri volge sarte;<br \/>chi terzeruolo e artimon rintoppa -;<br \/>tal, non per foco ma per divin&#8217; arte,<br \/>bollia l\u00e0 giuso una pegola spessa,<br \/>che &#8216;nviscava la ripa d&#8217;ogne parte.<\/p>\n<footer class=\"attribution\">&mdash;&nbsp;<cite class=\"author\">Dante Alighieri<\/cite>, <cite class=\"title source\">Divina Commedia, Inferno, XXI, vv. 7-18<\/cite><\/footer><\/blockquote><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>RICERCHE Persone e personaggi del Comune di Favaro durante il Regno del Lombardo Veneto (dal 1819 al 1866) di Ettore Aulisio 1 \u2013 Il Convocato Generale degli Estimati e la Deputazione Municipale Durante il Regno del Lombardo Veneto nei Comuni &hellip; 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