{"id":2241,"date":"2016-06-12T20:17:08","date_gmt":"2016-06-12T20:17:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.terraantica.org\/?p=2241"},"modified":"2018-08-29T18:51:04","modified_gmt":"2018-08-29T18:51:04","slug":"favaro-veneto-1946-il-mito-dellautonomia-amministrativa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terraantica.org\/?p=2241","title":{"rendered":"Favaro Veneto 1946 &#8211; Il mito dell\u2019autonomia amministrativa"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"color: #800000;\">RICERCHE<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #800000;\"><strong>Favaro Veneto 1946 &#8211; Il mito dell\u2019autonomia amministrativa<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #800000;\">di Ettore Aulisio<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">1. <strong>La soppressione del Comune di Favaro Veneto (1926)<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">Il 24 agosto 1926 divenne esecutivo il Decreto Governativo col quale si sopprimevano i Comuni di Mestre, Chirignagno, Zelarino e Favaro Veneto e si stabiliva la loro aggregazione quali frazioni amministrative al Comune di Venezia.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">Da quella data a Favaro, in sostituzione degli Uffici municipali, entr\u00f2 in funzione l\u2019Ufficio frazionale che poteva operare in base alle deleghe allo stesso conferite dal Commissario del Comune di Venezia, in particolare a quelle relative all\u2019Anagrafe e allo Stato Civile.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">Facevano parte della nuova frazione tutte le localit\u00e0 gi\u00e0 incluse nei confini dell\u2019ex Comune (Favaro, Terzo-Tessera, Campalto, Dese, Ca\u2019 Solaro e Ca\u2019 Noghera).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">2. <strong>Il movimento separatista (1946)<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">Nel periodo immediatamente successivo alla seconda guerra mondiale sorse a Favaro un Comitato Cittadino che rivendicava la separazione della frazione dal Comune di Venezia e la ricostituzione del soppresso Comune amministrativo. <\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">Il Comitato cittadino separatista ebbe al suo sorgere il sostegno e l\u2019approvazione dei principali Partiti allora esistenti nel territorio: DC, PCI, PSI, non quella per\u00f2 del sindaco comunista di Venezia, l\u2019avv. Giobatta Gianquinto, il quale fu sempre contrario ad ogni forma di separazione della citt\u00e0 terraferma dalla citt\u00e0 lagunare, sia che si trattasse dell\u2019amministrazione municipale, sia che riguardasse l\u2019organizzazione del suo stesso partito politico.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">Il Sindaco Gianquinto ebbe modo di esprimere la sua contrariet\u00e0 alla separazione amministrativa anche in alcune lettere inviate ai dirigenti del PCI di Favaro, i quali, seppure controvoglia e non certo per intima convinzione, ritirarono il loro appoggio al Comitato Cittadino che non fu pi\u00f9 in grado di portare avanti le rivendicazioni separatiste. <\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">Dal punto di vista amministrativo la situazione rimase quindi la stessa di quella decretata nel 1926: Favaro continu\u00f2 ad essere una frazione del Comune di Venezia e solo sede della Delegazione municipale. <\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">A partire dagli anni settanta del \u2018900, in attuazione della politica comunale di decentramento amministrativo, alla frazione fu riconosciuta una certa autonomia ed alcune competenze amministrative che divennero negli anni sempre maggiori (istituzione prima del\u201dQuartiere\u201d e poi &#8211; nella prospettiva della costituzione della Citt\u00e0 Metropolitana di Venezia &#8211; della \u201cMunicipalit\u00e0 di Favaro Veneto\u201d).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">3. <strong>I mutamenti socio economici nella frazione (1926 \u2013 1946)<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">Nel periodo 1926 &#8211; 1946 la situazione ambientale, economica e demografica della frazione mut\u00f2 notevolmente: le opere di bonifica attuate a Dese e a Terzo-Tessera avevano permesso un notevole sviluppo delle attivit\u00e0 agricole con il formarsi anche di grandi Aziende agricole di tipo capitalistico e lo sviluppo di attivit\u00e0 artigianali legate all\u2019agricoltura. <\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">Le borgate &#8211; soprattutto Favaro e Campalto \u2013 in seguito alla costruzione del Porto Industriale di Marghera avevano registrato un notevole aumento demografico (molte persone della frazione lavoravano nelle industrie) e &#8211; coinvolte nel processo di inurbamento di tutta la terraferma -, avevano perso in parte la vecchia identit\u00e0 rurale (nel 1945 dai registri scolastici di Favaro risulta che la maggioranza dei genitori degli alunni era impiegata in attivit\u00e0 lavorative non agricole)<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">In venti anni il numero degli abitanti si era praticamente triplicato e numerosi erano i nuclei familiari provenienti da altre localit\u00e0, anche dell\u2019Italia meridionale.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_2246\" style=\"width: 353px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.terraantica.org\/2016\/06\/12\/favaro-veneto-1946-il-mito-dellautonomia-amministrativa\/17mgdamestre2\/\" rel=\"attachment wp-att-2246\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2246\" class=\" wp-image-2246\" src=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/17MgdaMestre2-300x202.jpg\" alt=\"Nasce e si espande l'area industriale di Porto Marghera\" width=\"343\" height=\"231\" srcset=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/17MgdaMestre2-300x202.jpg 300w, https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/17MgdaMestre2-148x100.jpg 148w, https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/17MgdaMestre2.jpg 861w\" sizes=\"auto, (max-width: 343px) 100vw, 343px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-2246\" class=\"wp-caption-text\">Nasce e si espande l&#8217;area industriale di Porto Marghera<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">4. <strong>I motivi della richiesta di autonomia amministrativa (1946)<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">Oggi, a distanza di circa 80 anni, non \u00e8 possibile indicare con precisione quali erano i reali motivi per cui si chiedeva nel 1946 la separazione della frazione dal Comune di Venezia e di nuovo l\u2019istituzione del soppresso Comune. <\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">In mancanza un\u2019adeguata documentazione (anche orale) si possono fare solo alcune supposizioni. <\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">&#8211; Innanzi tutto si pu\u00f2 pensare che i promotori del Comitato Cittadino ritenevano che l\u2019Amministrazione Comunale di Venezia non seguisse con la dovuta attenzione le problematiche della frazione; essi erano convinti che ci\u00f2 sarebbe stato invece possibile da parte di amministratori locali pi\u00f9 vicini ai problemi del territorio e della popolazione. <\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">&#8211; Si pu\u00f2 anche pensare che il Comitato Cittadino si fosse costituito per tutelare gli interessi economici di una parte dei cittadini, soprattutto di coloro che possedevano grosse Aziende agricole e terreni da destinare allo sviluppo edilizio.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">&#8211; Non \u00e8 da escludere infine che alla base della richiesta della separazione amministrativa ci fossero solo dei sentimenti che carattere campanilistico e che si voleva sanare il \u201ctorto\u201d subito nel 1926 da parte di Governo autoritario.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">Da un esame degli atti amministrativi del Comune di Favaro conservati presso l\u2019Archivio Municipale di Mestre risulta quanto segue:<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">&#8211; Sino al 1920 il Consiglio Comunale era eletto da un ridotto numero di elettori ed era composto quasi esclusivamente da proprietari terrieri, spesso dimoranti in altri Comuni, e da pochi commercianti\/piccoli possidenti (solo per un breve periodo svolse le funzioni di consigliere comunale un insegnante non possidente);<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">&#8211; Nel 1920 il Consiglio Comunale, grazie all\u2019introduzione del suffragio universale maschile, fu eletto da un pi\u00f9 vasto corpo elettorale e tra i consiglieri erano presenti alcuni artigiani non possidenti;<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">&#8211; Nel 1890 la carica di Sindaco divenne elettiva: da quell\u2019anno nessun Sindaco riusc\u00ec a portare a termine il suo mandato a causa dei forti contrasti esistenti fra i consiglieri\/possidenti: in circa trent\u2019anni furono eletti un numero considerevole di Sindaci (Mazzetti 3 volte, Mandricardo, Da Re, G. Costa 2 volte; Cavani 2 volte, Fornoni 2 volte, Battistella, Gottardo) che restarono in carica alcuni per due o tre anni, altri per pochi mesi, altri ancora per qualche settimana); in due occasioni il Prefetto fu costretto a nominare un Commissario. Per lunghi periodi, essendo la carica di Sindaco vacante, il Comune fu amministrato dalla sola Giunta Municipale (in alcune occasioni per diversi mesi).<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">&#8211; Nel 1915 e nel 1916 l\u2019Amministrazione Municipale fu sull\u2019orlo del fallimento finanziario in quanto gli amministratori\/possidenti da vari anni avevano redatto dei Bilanci Comunali non veritieri e comunque non indicanti le reali risorse finanziarie municipali (ad esempio non si era provveduto ad applicare l\u2019imposta sul bestiame, cio\u00e8 della maggiore entrata per casse comunali). In quell\u2019occasione il Prefetto nomin\u00f2 un Commissario \u201cad acta \u201c con il compito di redigere correttamente il Bilancio comunale.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">&#8211; A partire dal 1890 la popolazione comunale crebbe costantemente (salvo nel periodo bellico) grazie soprattutto all\u2019immigrazione di manodopera utilizzata per la coltivazione di terreni sino allora improduttivi, e anche per l\u2019aumento delle persone che giornalmente si recavano per lavorare da Campalto a Venezia. Le condizioni economiche e sanitarie di gran parte della popolazione (agricoltori, braccianti agricoli, operai, ecc.) continuarono ad essere scadenti e divennero pessime durante la crisi economica del 1912\/13. In quegli anni una grave epidemia di colera colp\u00ec gran parte della popolazione da sempre soggetta alla malaria, alla pellagra e ad altre malattie infettive (tifo, vaiolo, tbc).<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">&#8211; Nel 1903 fu costruita la nuova Scuola di Tessera (via Pinerolo) che risult\u00f2 subito insufficiente alle esigenze della popolazione in continuo aumento; in alcuni casi le classi erano pletoriche (nel 1906 una classe a Dese era composta da 102 alunni!) furono ospitate in locali di fortuna (baracche, canoniche, ecc.); sino al 1926 non ci fu nessun stanziamento per la costruzione di nuovi edifici scolastici.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">&#8211; A causa delle cattive condizioni sociali in cui versava gran parte della popolazione si verificarono varie manifestazioni di protesta anche con l\u2019occupazione della sede municipale e, in un\u2019occasione, con la minaccia di darla alle fiamme.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_2245\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.terraantica.org\/2016\/06\/12\/favaro-veneto-1946-il-mito-dellautonomia-amministrativa\/favarov\/\" rel=\"attachment wp-att-2245\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2245\" class=\"size-medium wp-image-2245\" src=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/FavaroV-300x220.jpg\" alt=\"Municipio di Favaro Veneto\" width=\"300\" height=\"220\" srcset=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/FavaroV-300x220.jpg 300w, https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/FavaroV-137x100.jpg 137w, https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/FavaroV.jpg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-2245\" class=\"wp-caption-text\">Municipio di Favaro Veneto<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">5. <strong>Nel nuovo Comune di Venezia<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">Dopo il 1926 il Comune di Venezia tra l\u2019altro provvide invece all\u2019ampliamento dell\u2019edificio municipale di Favaro capoluogo utilizzato quasi interamente come scuola elementare, alla costruzione delle scuole elementari di Campalto, di Dese e di Tessera, all\u2019istituzione della Scuola materna di Favaro; per conto della provincia fu costruita la caserma dei carabinieri.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">Il Consorzio Dese Sile complet\u00f2 la bonifica idraulica delle campagne di Tessera e Dese (in alcune zone \u2013 Ca\u2019 Noghera e Campalto \u2013 le operazioni di bonifica terminarono dopo la 2^ Guerra mondiale).<\/span><\/p>\n<p>==============================================================<br \/>\n<blockquote class=\"quotescollection-quote\"><p>La mente \u00e8 come un paracadute. Funziona solo se si apre.<\/p>\n<footer class=\"attribution\">&mdash;&nbsp;<cite class=\"author\">Albert Einstein<\/cite><\/footer><\/blockquote><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>RICERCHE Favaro Veneto 1946 &#8211; Il mito dell\u2019autonomia amministrativa di Ettore Aulisio 1. 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