{"id":2497,"date":"2016-07-10T10:06:01","date_gmt":"2016-07-10T10:06:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.terraantica.org\/?p=2497"},"modified":"2018-08-29T18:48:52","modified_gmt":"2018-08-29T18:48:52","slug":"romani-e-longobardi-a-cividale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terraantica.org\/?p=2497","title":{"rendered":"Romani e Longobardi a Cividale"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #800000;\">ESCURSIONI<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #800000;\"><strong>Romani e Longobardi a Cividale<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #800000;\">di Ettore Aulisio<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">Questa \u00e8 una piccola nota preparata a supporto della escursione a Cividale del Friuli che l&#8217;Associazione ha organizzato il 10 maggio 2008. \u00a0L&#8217;escursione era parte di \u00a0un percorso conoscitivo di un&#8217;era storica la cui prima tappa\u00a0fu la visita guidata alla mostra &#8220;<em><strong>ROMA E I BARBARI: La Nascita di un Nuovo Mondo<\/strong><\/em>&#8221; organizzata il\u00a05 Aprile 2008 \u00a0a Venezia da Palazzo \u00a0 Grassi.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #800000;\"><em>\u201cCivid\u00e2t no je une vile, ma une ponte di cit\u00e2t\u201d<br \/>\n<\/em>(Cividale non \u00e8 un paese ma una piccola citt\u00e0)<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">Cividale, l\u2019antica <em>Forum Iulii<\/em>, pur contando meno di 12 mila abitanti, ha l\u2019aspetto di una piccola citt\u00e0: ci\u00f2 dipende sia dall\u2019impianto urbano proprio di un grosso centro, sia dalla presenza di numerosi monumenti e tesori d\u2019arte che, distribuiti nelle vie e nelle piazze o raccolti in chiese e musei, ne documentano la storia e l\u2019importanza politica e culturale avute per tanti secoli.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">I Romani, dopo aver sconfitto nel 115 a.C. i Galli Carni, si insediarono nella Valle del Natisone dove esistevano \u00a0sparsi insediamenti paleoveneti e celtici. Tra il 56 e il 50 a.C., per iniziativa di Giulio Cesare, fu fondata la citt\u00e0 di <em>Forum Iulii<\/em>, protetta da mura di difesa su tre lati e, a sud, dal profondo solco scavato dal Natisone.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_2597\" style=\"width: 253px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2597\" class=\"size-medium wp-image-2597\" src=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/cividale-10-05-08-042-243x300.jpg\" alt=\"Statua commemorativa al Fondatore della Citt\u00e0 Giulio Cesare (Foto del ns socio Giuliano Polles)\" width=\"243\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/cividale-10-05-08-042-243x300.jpg 243w, https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/cividale-10-05-08-042-81x100.jpg 81w, https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/cividale-10-05-08-042.jpg 690w\" sizes=\"auto, (max-width: 243px) 100vw, 243px\" \/><p id=\"caption-attachment-2597\" class=\"wp-caption-text\">Statua commemorativa al Fondatore della citt\u00e0: Giulio Cesare<br \/>(foto del ns socio Giuliano Polles)<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">Sotto la dominazione Romana fu importante centro commerciale e militare; nel V secolo, alla fine dell\u2019Impero romano, assunse anche notevole importanza religiosa e politica divenendo prima sede vescovile, poi, in seguito alla decadenza di Aquileia, capitale della Regione (\u201c<em>caput Venetiae<\/em>\u201d).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #800000;\">I Longobardi tra storia e leggenda<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">Nel mese di aprile del 568, il re longobardo Alboino proveniente dalla Pannonia, invase e depred\u00f2 il territorio italiano, divenendone successivamente \u201csignore\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">Paolo Diacono nella sua Storia dei Longobardi cos\u00ec ricorda la vicenda:<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">\u00ab<em>Ipse Albuin adduxit Langobardos in Italia, invitatos a Narsete scribarum; et movit Albuin rex Langobardorum de Pannonia mense Aprilis {anno 568} a pascha indictione prima. Secunda vero indictione coeperunt praedare in Italia. <\/em><em>Tertia autem indictione factus est dominus Italiae.\u00bb<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">La citt\u00e0 di <em>Forum Iulii<\/em> fu subito scelta come capitale del primo Ducato d\u2019Italia, affidato da re Alboino al nipote Gisulfo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">In quel <em>periodo \u201cla citt\u00e0 diede il nome a tutto il territorio che dominava (Friuli) e fu la citt\u00e0 per antonomasia (Civitas, poi Civitas Austriae). Distrutta nel 610 dagli Avari si riprese lentamente; durante il secolo VIII fu uno dei centri pi\u00f9 attivi e vivaci dell\u2019Italia longobarda, come lasciano capire i molti monumenti. Nel 737 vi si insedi\u00f2 il patriarca di Aquileia, Callisto\u2026. Divennero re d\u2019Italia Ratchis (744-749) e Astolfo (749-756), fratelli d\u2019origine cividalese, come Paolo Diacono, lo storico dei Longobardi e poeta (c. 730-799) e il patriarca S.Paolino (c.730-802), poeta, teologo e consigliere di Carlo Magno\u201d.<\/em> (dalla Guida d\u2019Italia del TCI, Milano 2005).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">Nel 774 Cividale fu occupata dai Franchi; nel secolo successivo fu ancora sede del Ducato e \u201c<em>continu\u00f2 lo splendore culturale gi\u00e0 raggiunto nel periodo Longobardo (il Duca Berengario divenne re d\u2019Italia, 888 &#8211; 924)<\/em>, <em>ma fu tragicamente interrotto dalle invasioni degli Ungari, scatenatesi su tutta la regione fra l\u2019899 e il 950<\/em>\u201d (dalla Guida d\u2019Italia del TCI, Milano 2005).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\"><strong>Le origini leggendarie<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">Secondo le loro tradizioni, riprese in seguito da storici quali Paolo Diacono, i Longobardi in origine si chiamavano <strong>Winnili<\/strong> e abitavano la Scandinavia meridionale. Sotto la guida di due condottieri, i fratelli Ibor e Aio, migrarono verso sud e si stabilirono sulle coste meridionali del Mar Baltico. Qui vennero in conflitto con un\u2019altra popolazione germanica, quella dei Vandali: l\u2019esito della guerra fu molto incerto perch\u00e9 i Winnili, pur essendo molto valorosi, erano in numero esiguo e non erano in grado di far fronte a nemici molto pi\u00f9 numerosi di loro.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">La leggenda narra che i capi dei Vandali pregarono il dio Odino di concedere loro la vittoria, ma il dio supremo disse che avrebbe decretato la vittoria del popolo che avesse visto per primo il mattino della battaglia. I capi Longobardi invece ricorsero a Frigg, la moglie di Odino, la quale li consigli\u00f2 di presentarsi uomini e donne insieme al sorgere del sole, le donne coi capelli sciolti fin sotto il mento come fossero barbe. Al sorgere del sole Frigg fece s\u00ec che Odino si girasse dalla parte dei Winnili e questi quando li vide chiese: &#8220;<em>Chi sono quelli con le lunghe barbe<\/em>?&#8221; (<em>langb\u00e4rte<\/em> in germanico antico). Al che la dea rispose: &#8220;<em>Poich\u00e9 gli hai dato un nome, dai loro anche la vittoria<\/em>&#8220;. In tal modo i Winnili in quel giorno vinsero la guerra, assunsero un nuovo nome e adottarono Odino (Totani) come loro dio. Altra divinit\u00e0 da loro venerata era Thor o Tonar, dio del tuono e del metallo, il cui culto prevedeva la decapitazione di una capra.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\"><strong>Le testimonianze storiche e archeologiche<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">Il primo contatto dei Longobardi con i Romani risale all\u2019anno 5 d. C., durante la campagna di Tiberio contro le trib\u00f9 germaniche. Lo storico Velleio Patercolo, che accompagnava la vittoriosa spedizione, li descrisse\u00a0\u00a0 come dei guerrieri pi\u00f9 feroci ancora degli altri Germani: <em>&#8220;Gens etiam Germana feritate ferocio<\/em>r&#8221;.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">Successivamente lo storico Romano Tacito li ricorda con queste parole<em>:<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\"><em> &#8220;Contra Longobardus paucitas nobilitat: plurimis ac valentissimis nationibus cincti non per obsequium, sed proeliis et periclitando tuti sunt<\/em>&#8220;, ovvero: <em>&#8220;Al contrario, la nobilt\u00e0 dei Longobardi dipende dal loro esiguo numero: circondati da numerose genti valorosissime, si tutelano non con la sottomissione, ma con aggressioni armate<\/em>&#8220;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">I Longobardi all\u2019inizio del VI secolo si stabilirono in Pannonia che abbandonarono per\u00f2 nel 568. Nel mese di aprile di quell\u2019anno, con le mogli e con i figli e con ogni masserizia, guidati da re Alboino, marciarono verso l\u2019Italia, dove giunsero l\u2019anno successivo. Vi arrivarono lungo la Via Postumia e attraverso la Valle del Vipacco; la leggenda narra che Alboino si sia soffermato a guardare il panorama della Terra che si accingeva a conquistare dalla vetta di un monte che da allora, fino alla met\u00e0 del XX secolo fu chiamato Monte del Re, o Monte Re, ora meglio noto come Nanos.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">Giunti alle pendici meridionali delle Alpi occuparono la Venezia Giulia. Alboino affid\u00f2 la citt\u00e0 militarmente pi\u00f9 importante, <em>Forum Julii<\/em>, al migliore dei suoi generali, Gisulfo, che divenne duca del Friuli.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">Dopo il Veneto Alboino invase la Lombardia, conquist\u00f2 Milano (569), assedi\u00f2 Pavia che capitol\u00f2 solo nel 571. L\u2019occupazione longobarda interess\u00f2 in seguito molte altre regioni: Emilia, Toscana, Umbria (ducato di Spoleto), Marche, Abruzzo e Campania (ducato di Benevento); mentre il resto d&#8217;Italia rimaneva sotto la giurisdizione dell&#8217;impero bizantino. Politicamente il loro regno fu costituito da una serie di ducati, con sede nelle principali citt\u00e0, che eleggevano un re; questi risiedeva a Pavia e amministrava le proprie terre attraverso agenti (castaldi), che avevano anche la funzione di controllo sull&#8217;operato dei duchi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #800000;\"><strong>Itinerario della visita guidata di Cividale<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #800000;\">(durata circa 2 ore e mezzo).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\"><strong><u>Piazza Paolo Diacono<\/u><\/strong>: \u00e8 sede del pittoresco mercato delle erbivendole. La piazza \u00e8 circondata da edifici antichi e interessanti soprattutto per le tracce di affreschi e per le decorazioni in cotto delle finestre; in questo luogo sorgeva l\u2019abitazione di Paolo Diacono, il pi\u00f9 famoso storico longobardo.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_2577\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2577\" class=\"size-medium wp-image-2577\" src=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/CividaledFriuli_duomo-300x201.jpg\" alt=\"Cividale del Friuli Duomo e palazzo dei veneti Provveditori\" width=\"300\" height=\"201\" srcset=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/CividaledFriuli_duomo-300x201.jpg 300w, https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/CividaledFriuli_duomo-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/CividaledFriuli_duomo.jpg 550w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><p id=\"caption-attachment-2577\" class=\"wp-caption-text\">Cividale del Friuli Duomo e palazzo dei veneti Provveditori<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\"><strong><u>Duomo e Museo Cristiano<\/u><\/strong>: Il Duomo fu eretto nel 1457 sul luogo di una preesistente chiesa distrutta dal terremoto del 1448; nel 1502 venne ricostruito in forme rinascimentali dagli architetti e scultori Pietro e Tullio Lombardo (artisti molto attivi a Venezia: S. Maria dei Miracoli, SS. Giovanni e Paolo, ecc). Facciata semplice e slanciata, con tre portali ogivali. L\u2019 interno \u00e8 ampio e solenne, suddiviso in tre navate al termine delle quali sorgono tre absidi; vi, sono collocate molte opere d\u2019arte (monumenti funebri, sculture, dipinti di Palma il Giovane e altri).<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_2576\" style=\"width: 231px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2576\" class=\"wp-image-2576\" src=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/CividaledelF_Ingresso-cattedrale-145x300.jpg\" alt=\"Cividale del Friuli Particoalre dell'ingresso al duomo\" width=\"221\" height=\"457\" srcset=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/CividaledelF_Ingresso-cattedrale-145x300.jpg 145w, https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/CividaledelF_Ingresso-cattedrale-48x100.jpg 48w\" sizes=\"auto, (max-width: 221px) 100vw, 221px\" \/><p id=\"caption-attachment-2576\" class=\"wp-caption-text\">Cividale del Friuli particolare dell&#8217;ingresso al duomo. (foto del ns socio Lionello Pellizzer)<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_2588\" style=\"width: 296px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2588\" class=\" wp-image-2588\" src=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/CividaledF_Duomo_Pala_-dorata-300x181.jpg\" alt=\"Duomo di Cividale. Pala di Pellegrino II\u00b0\" width=\"286\" height=\"172\" srcset=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/CividaledF_Duomo_Pala_-dorata-300x181.jpg 300w, https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/CividaledF_Duomo_Pala_-dorata-150x90.jpg 150w, https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/CividaledF_Duomo_Pala_-dorata.jpg 730w\" sizes=\"auto, (max-width: 286px) 100vw, 286px\" \/><p id=\"caption-attachment-2588\" class=\"wp-caption-text\">Duomo di Cividale. Pala di Pellegrino II\u00b0<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">L\u2019opera pi\u00f9 notevole \u00e8 la <strong>Pala di Pellegrino II,<\/strong> posta sull\u2019altare maggiore; \u00e8 in argento sbalzato e dorato e raffigura la Madonna col Bambino, santi, angeli e il patriarca Pellegrino II. Ricchissimo e di particolare interesse il <strong>Tesoro:<\/strong> vi sono conservati anche due reliquari di arte barbarica (VIII-IX sec.).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">Dal Duomo si accede direttamente al <strong>Museo Cristiano<\/strong> (<a style=\"color: #800000;\" href=\"http:\/\/www.cividale.com\">www.cividale.com<\/a>), costituito nel 1946\/47; oltre agli affreschi provenienti dal Tempietto Longobardo, vi \u00e8 conservato il pi\u00f9 importante complesso italiano di preziose sculture d\u2019arte barbarica. Altre opere d\u2019arte notevoli: il <strong>Battistero di Callisto<\/strong> (VIII sec.), <strong>l\u2019Ara di Ratchis<\/strong> (VIII sec.) e la <strong>Cattedra marmorea<\/strong> del sec. XI).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\"><strong><u>Museo Archeologico<\/u><\/strong><u>:<\/u> si trova in Piazza del Duomo, nel Palazzo dei Provveditori Veneti eretto su disegno di Palladio. E\u2019 una raccolta ricca di testimonianze di vita e storia locale. Particolarmente famosi sono i cimeli longobardi, patriarcali e veneti.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_2602\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2602\" class=\"wp-image-2602 size-medium\" src=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/Tempiettolongobardo-300x169.jpg\" alt=\"Particolare di un fregio scultoreo che adorna l'interno del Tempietto longobardo (foto del ns socio Lionello Pellizzer)\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/Tempiettolongobardo-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/Tempiettolongobardo-150x84.jpg 150w, https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/Tempiettolongobardo-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/Tempiettolongobardo.jpg 1056w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><p id=\"caption-attachment-2602\" class=\"wp-caption-text\">Particolare di un fregio scultoreo che adorna l&#8217;interno del Tempietto longobardo (foto del ns socio Lionello Pellizzer)<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\"><strong><u><a href=\"http:\/\/www.tempiettolongobardo.it\/\">Tempietto Longobardo<\/a>:<\/u> <\/strong>\u00e8 questa la denominazione corrente dell\u2019<a href=\"http:\/\/www.tempiettolongobardo.it\/\">Oratorio di S. Maria in Valle<\/a>. Si trova presso la riva del fiume Natisone: davanti all\u2019ingresso si pu\u00f2 ammirare il bellissimo panorama sul fiume che scorre tra profonde e scoscese pareti.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_2583\" style=\"width: 362px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2583\" class=\"wp-image-2583\" src=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/CividaledelF_-Natisone-300x169.jpg\" alt=\"Cividale del Friuli_ fiume Natisone. (foto del ns socio Lionello Pellizzer)\" width=\"352\" height=\"198\" srcset=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/CividaledelF_-Natisone-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/CividaledelF_-Natisone-150x84.jpg 150w, https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/CividaledelF_-Natisone-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/CividaledelF_-Natisone.jpg 1056w\" sizes=\"auto, (max-width: 352px) 100vw, 352px\" \/><p id=\"caption-attachment-2583\" class=\"wp-caption-text\">Cividale del Friuli_ fiume Natisone<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_2598\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2598\" class=\"size-medium wp-image-2598\" src=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/cividale-10-05-08-021-300x202.jpg\" alt=\"Percorso sospeso sopra il fiume Natisone per accedere al Tempietto longobardo. (foto del ns socio Giuliano Polles) \" width=\"300\" height=\"202\" srcset=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/cividale-10-05-08-021-300x202.jpg 300w, https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/cividale-10-05-08-021-148x100.jpg 148w, https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/cividale-10-05-08-021-1024x690.jpg 1024w, https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/cividale-10-05-08-021.jpg 1129w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><p id=\"caption-attachment-2598\" class=\"wp-caption-text\">Percorso sospeso sopra il fiume Natisone per accedere al Tempietto longobardo.<br \/>(foto del ns socio Giuliano Polles)<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">Il Tempietto (sec.VIII-IX): \u00e8 considerato forse il maggiore monumento dell\u2019alto Medioevo occidentale. All\u2019interno dell\u2019edificio si possono ammirare numerose sculture di periodo romano e di periodo altomedievale, alcuni affreschi (notevole quello delle \u201cSante\u201d) e anche degli stucchi risalenti al sec. VIII.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_2600\" style=\"width: 235px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2600\" class=\"size-medium wp-image-2600\" src=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/cividale-10-05-08-037-225x300.jpg\" alt=\"Cividale del Friuli Ponte del diavolo. (foto del ns socio Giuliano Polles)\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/cividale-10-05-08-037-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/cividale-10-05-08-037-75x100.jpg 75w, https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/cividale-10-05-08-037-768x1024.jpg 768w, https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/cividale-10-05-08-037.jpg 960w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><p id=\"caption-attachment-2600\" class=\"wp-caption-text\">Cividale del Friuli Ponte del diavolo.<br \/>(foto del ns socio Giuliano Polles)<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\"><strong><u>Ponte del Diavolo<\/u><\/strong><u>:<\/u> unisce le due alte e rocciose sponde del Natisone; fu costruito nel secolo XV. Nell\u2019ottobre del 1917 fu in parte distrutto dalle truppe italiane in ritirata e, nel 1918, fu ricostruito dagli Austriaci. E\u2019 alto m. 20,50 e ha due archi disuguali (rispettivamente m. 24,50 e m. 18,40 di diametro).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">Nello stesso giorno l&#8217;escursione si \u00e8 completata con la visita alle\u00a0Abbazie benedettine\u00a0di Sesto al Reghena e di Summaga che hanno una ascendenza diretta con la presenza dei Longobardi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\"><strong>Le Abbazie benedettine\u00a0di Sesto al Reghena e di Summaga<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">Al confine tra le province di Venezia e Pordenone, a poca distanza l\u2019una dall\u2019altra, sorgono due Abbazie benedettine interessanti sia per la loro storia, sia per le particolarit\u00e0 architettoniche e l\u2019opere d\u2019arte che conservano.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_2580\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2580\" class=\"wp-image-2580 size-medium\" src=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/Sesto-al-Reghena-300x215.jpg\" alt=\"Sesto al Reghena ingresso al complesso dell'abbazia\" width=\"300\" height=\"215\" srcset=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/Sesto-al-Reghena-300x215.jpg 300w, https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/Sesto-al-Reghena-139x100.jpg 139w, https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/Sesto-al-Reghena.jpg 788w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><p id=\"caption-attachment-2580\" class=\"wp-caption-text\">Sesto al Reghena ingresso al complesso dell&#8217;abbazia. (foto del ns socio Lionello Pellizzer)<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">L\u2019Abbazia benedettina di Sesto al Reghena (a sei miglia romane da Concordia) fu fondata nell\u2019anno 741 dai duchi longobardi Anto e Marco; sorge sulla riva occidentale del fiume e fu molto importante in periodo altomedievale. Cessato il dominio longobardo, ebbe donazioni da Carlo Magno, da Lotario e da Berengario; il momento di maggiore splendore si ebbe per\u00f2 tra l\u2019XI e il XIV secolo quando, erano alle\u00a0\u00a0 sue dipendenze oltre 50 ville e castelli sparsi tra il Veneto, il Friuli e l\u2019Istria ,. A partire dal sec. XIV inizi\u00f2 la sua decadenza.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_2579\" style=\"width: 383px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2579\" class=\"wp-image-2579\" src=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/Sesto-Al-Reghena_-Abbazia_part-300x169.jpg\" alt=\"Sesto Al Reghena. Abbazia. Particolare di un affresco esterno alla Chiesa\" width=\"373\" height=\"210\" srcset=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/Sesto-Al-Reghena_-Abbazia_part-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/Sesto-Al-Reghena_-Abbazia_part-150x84.jpg 150w, https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/Sesto-Al-Reghena_-Abbazia_part-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/Sesto-Al-Reghena_-Abbazia_part.jpg 1056w\" sizes=\"auto, (max-width: 373px) 100vw, 373px\" \/><p id=\"caption-attachment-2579\" class=\"wp-caption-text\">Sesto Al Reghena. Abbazia. Particolare di un affresco esterno alla Chiesa. (foto del ns socio Lionello Pellizzer)<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">Il piccolo centro urbano di Sesto si \u00e8 sviluppato all\u2019interno dei resti della fortificazione abbaziale; parte delle antiche strutture monasteriali sono inglobate in edifici \u00a0 ricostruiti nel tempo (Municipio, canonica, asilo, ecc.). Passando sotto un robusto torrione si accede alla Basilica abbaziale: si tratta di un edificio in forme romanico-bizantine. All\u2019interno \u00e8 conservato un ciclo di affreschi di enorme interesse artistico; molti dipinti <em>(\u201cAssunzione dell\u2019Evangelista Giovanni\u201d, <\/em><em>\u201c<\/em><em>Incoronazione della Vergine\u201d, \u201cMadonna col Bambino\u201d, \u201cMartirio di San Pietro\u201d, ecc.<\/em>) risalgono all\u2019inizio del sec. XIV e sono attribuiti ad artisti della bottega padovana di Giotto, che, in quel periodo, era impegnato nei lavori della Cappella degli Scrovegni.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">L\u2019Abbazia benedettina di Summaga, sorta tra i secoli X e XI, vanta un\u2019altra origine e la sua storia \u00e8 maggiormente legata a quella della Citt\u00e0 di Concordia, maggiormente influenzata dall\u2019arte bizantina.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_2578\" style=\"width: 405px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2578\" class=\"wp-image-2578\" src=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/Summaga_pieve-300x187.jpg\" alt=\"Summaga. Pieve (foto del ns socio Lionello Pellizzer)\" width=\"395\" height=\"246\" srcset=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/Summaga_pieve-300x187.jpg 300w, https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/Summaga_pieve-150x94.jpg 150w, https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/Summaga_pieve.jpg 880w\" sizes=\"auto, (max-width: 395px) 100vw, 395px\" \/><p id=\"caption-attachment-2578\" class=\"wp-caption-text\">Summaga. Pieve<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">Restauri effettuati nella seconda met\u00e0 del novecento hanno riportato alla luce sulle pareti affreschi di notevole interesse: \u201c<em>il tema da essi proposto si riferisce alla Redenzione che si apre con il Paradiso Terrestre in cui Adamo ed Eva sono protagonisti\u2026; compaiono poi i sacrifici di Abramo, Melchisedech e di Abele \u2026 La vicenda continua con il tema della presenza di Dio e del suo insegnamento simboleggiato dai serafini, dagli Evangelisti, dal Cristo, dagli Apostoli e dagli Angeli, \u2026..\u201d <\/em>(Dal libro: \u201cLa via Annia, memoria e presente\u201d, Venezia 1984).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">Nel 1960 furono riportati alla luce affreschi del secolo XI raffiguranti scene cavalleresche (cavalieri, arcieri, musici, lotte di grifoni e di leoni, personificazioni di virt\u00f9 e vizi).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">Dell\u2019inizio del secolo XIII sono probabilmente gli affreschi situati nell\u2019abside della chiesa; suddivisi in tre zone sovrapposte, essi rappresentano la \u201d<em>Madonna col Bambino<\/em>\u201d fra angeli e simboli degli Evangelisti, \u201c<em>Cristo tra gli Apostoli<\/em>\u201d, \u201c<em>Le vergini stolte e le vergini sagge<\/em>\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>==============================================================<br \/>\n<blockquote class=\"quotescollection-quote\"><p>(&#8230;) l\u00ec dove passa quella via antica<br \/>ci sar\u00e0 ancora un bosco<br \/>cos\u00ec pensieri di alberi<br \/>e progetti di foglie<br \/>si accarezzano e si sognano&#8230;<\/p>\n<footer class=\"attribution\">&mdash;&nbsp;<cite class=\"author\">Linda Mavian<\/cite>, <cite class=\"title source\">Dalla lirica CITT\u00c0 PERDUTE in Dattiloscritto d&#8217;acqua (1994)<\/cite><\/footer><\/blockquote><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ESCURSIONI Romani e Longobardi a Cividale di Ettore Aulisio Questa \u00e8 una piccola nota preparata a supporto della escursione a Cividale del Friuli che l&#8217;Associazione ha organizzato il 10 maggio 2008. \u00a0L&#8217;escursione era parte di \u00a0un percorso conoscitivo di un&#8217;era &hellip; <a href=\"https:\/\/www.terraantica.org\/?p=2497\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[171,1],"tags":[772,769,766,767,771,470,765,770,816,563,817,474,773,774,818,768],"class_list":["post-2497","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-escursioni","category-attivita","tag-abbazia","tag-alboino","tag-cividale","tag-cividat","tag-forum-iulii","tag-friuli","tag-longobardi","tag-natisone","tag-pala-dorata","tag-paolo-diacono","tag-papa-pellegrino-ii","tag-romani","tag-sesto-al-reghena","tag-summaga","tag-tempietto-longobardo","tag-winnili"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2497","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2497"}],"version-history":[{"count":19,"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2497\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2987,"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2497\/revisions\/2987"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2497"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2497"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2497"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}