{"id":3359,"date":"2021-12-13T16:49:26","date_gmt":"2021-12-13T16:49:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.terraantica.org\/?p=3359"},"modified":"2021-12-13T17:07:46","modified_gmt":"2021-12-13T17:07:46","slug":"la-strada-romana-annia-o-emilia-altinate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terraantica.org\/?p=3359","title":{"rendered":"La strada romana Annia o Emilia Altinate"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Mestre, Campalto, Tessera lungo l\u2019antica strada romana Emilia-Altinate che congiungeva Bologna con Aquileia passando per Padova e Altino. Fra Padova e Altino si sovrapponeva con la via Annia. L\u2019attuale via Orlanda giace sul sedime di quelle strade romane.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>di Lionello Pellizzer <\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Emilia\u2013Altinate \u00e8 l\u2019antica strada, aperta intorno al 175 a.C., che congiungeva Bologna con Aquileia, passando per Altino. Ci sono giunte diverse testimoniante tra le quali \u201cl\u2019Itinerario Antonino\u201d che la definisce \u201c<em>item ab Aquileria Bononiam<\/em>\u201d, confermando una notizia fornita dal grande geografo romano Strabone. Secondo Strabone la strada era una creazione dello stesso Emilio Lepido fautore della via Emilia (che congiungeva in linea retta Rimini con Piacenza), che aveva pianificato le arterie stradali della pianura padana in possesso dei romani, per garantire rapidi spostamenti alle legioni impegnate contro i Galli, i Liguri, gli Istri, i Reti, i Pannoni e gli altri popoli ancora belligeranti che minacciavano Aquileia e tutta la pianura padana.<br \/>La via Annia fu costruita nel 131 a.C. dal pretore Tito Annio Rufo e collegava Adria con Aquileia. Ad Adria arrivava anche la Popilia proveniente da Rimini. L\u2019Annia transitava lungo la costa veneta, raggiungeva Altino e poi Aquileia. Passava per Padova e quindi da Padova, nel tratto fino ad Altino, c\u2019era la sovrapposizione con l\u2019Emilia-Altinate. Queste strade romane mettono in evidenza il ruolo importante di Altino e di Aquileia come crocevia verso il Danubio. Da Altino partiva la Claudia Augusta diretta verso la Germania passando per Trento.<br \/>Della via Annia, nel tratto Padova\u2013Altino, conosciamo due stazioni, cio\u00e8 posti di ristoro per uomini e cavalli con alloggi, bagni, officine; una era a San Bruson, l\u2019altra a Marghera. Ci si arrivava seguendo un percorso alla destra della riviera del Brenta, secondo alcuni studiosi, lungo la riva sinistra secondo altri e, in questo caso le stazioni sarebbero state a Dolo e a Mestre<br \/>Nel 1873 fu istituita la Regia Deputazione di Storia Patria e una Commissione che doveva indagare sulle tracce ancora esistenti delle strade romane che transitavano per il territorio veneziano. I 4 componenti della Commissione si riunirono il 17 maggio 1883 a Mestre, con gli accompagnatori l\u2019avv. Marco Allegri e il parroco di Favaro don Sebastiano Bellinato, ottimi conoscitori del territorio. La prima tappa fu un casolare fra Campalto e Marghera (era il luogo dove sorgeva il borgo di Marghera, dove ora c\u2019\u00e8 il Forte Marghera), posto sul confine fra il comune di Favaro e quello di Mestre. Il luogo era chiamato \u201cPonte di Pietra\u201d sebbene non ci passasse pi\u00f9 alcun fiume e non si scorgessero tracce del ponte. Oggi c\u2019\u00e8 una viuzza laterale dell\u2019Orlanda, proprio di fronte alla via Cavergnago, a testimoniare quel luogo dove passava un braccio, ora scomparso, del \u201cFiume di Mestre\u201d o Marzenego e dove esisteva un ponte di pietra a scavalcarlo. Le mappe ottocentesche testimoniano che, sulle barene dell\u2019antico \u201cTombello\u201d (ora chiamato S. Giuliano) c\u2019erano le tracce di quell\u2019antico canale chiamato \u201ccanale del Tombello o Tombellin \u201d che portava in laguna.<br \/>Pi\u00f9 avanti verso Campalto la Commissione vide l\u2019antichissima chiesa di S. Martino, ricostruita a partire dal 1503 dai Morosini e chiamata S. Martino di Strada, a ricordo della strada romana che le passava accanto. La Commissione ricordava l\u2019importanza che ebbe quella localit\u00e0, essendo percorsa dall\u2019esercito dei Franchi di Pipino durante la guerra contro i Veneziani. Probabilmente il nome di \u201cstrada d\u2019Orlando\u201d fu dato in quell\u2019epoca a ricordo del paladino Orlando.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/Via-Annia-emilia-Altinate-1869.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3360\" width=\"631\" height=\"370\" srcset=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/Via-Annia-emilia-Altinate-1869.jpg 851w, https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/Via-Annia-emilia-Altinate-1869-300x176.jpg 300w, https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/Via-Annia-emilia-Altinate-1869-150x88.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 631px) 100vw, 631px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><br \/>La strada proseguiva verso Tessera e Terzo ma, appena dopo la chiesa di S. Martino, si perdevano le tracce della strada il cui sedime, largo circa 20 metri, per secoli era stato di propriet\u00e0 dell\u2019abbazia di S. Cipriano e poi del Patriarcato di Venezia. Quindi sopra la strada si coltivavano il grano e le viti. Nonostante questo le tracce erano ancora visibili. Una mappa di Nicol\u00f2 Dal Cortivo del 1551, la riporta segnata con una linea rossa. La Commissione ascolt\u00f2 un contadino del luogo, certo Filippo Bottacin, che testimoni\u00f2 di aver trovato ripetutamente, a poca profondit\u00e0, pietre e ghiaie. La Commissione s\u2019inoltr\u00f2 pi\u00f9 avanti verso Tessera e, alla cascina n. 101, fra i campi dei Ceresa, allora proprietari di quelle terre, \u201cl\u2019Emilia ricomparve larga circa 20 metri e vide che da questo punto \u201cproseguiva retta per oltre 4 chilometri\u201d. In localit\u00e0 C\u00e0 Bianca (si trova a Tessera in corrispondenza dell\u2019incrocio con la via Piovega) la strada si ritrovava larga 10 metri, fino all\u2019incrocio con la strada comunale di Terzo (attuale via Trestina che viene da Favaro costruita dal Comune di Favaro nel 1842\/43). A Terzo si trovava l\u2019oratorio dei Certosini, demolito nel 1876, le cui pietre servirono per il restauro della chiesa di S. Andrea di Favaro (da \u201cI Certosini, i Morosini e il Patriarcato di Venezia\u2026\u201d di L. Pellizzer).<br \/>La Commissione arriv\u00f2 a Ca\u2019 Noghera, in mezzo a terreni paludosi ma fu \u201csorpresa nel vedere nuovamente il magnifico spettacolo dell\u2019Emilia, che correva colla sua larghezza normale di 20 metri, perfettamente retta fino a Pagliaga, cio\u00e8 al Dese e alle paludi che qui lo fiancheggiano\u201d. Un disegno del 1777 tratto dal Catastico del Patriarcato, mostra chiaramente le \u201cvestigia\u201d dell\u2019antica strada romana (vedi il disegno).<br \/>Per quella giornata le ricerche finirono in quel luogo, per proseguire all\u2019indomani fino ad Altino e poi pi\u00f9 oltre fino ad Aquileia.<br \/><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/Via-Annia-emilia-Altinate-1869-2-1024x580.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3361\" width=\"650\" height=\"368\" srcset=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/Via-Annia-emilia-Altinate-1869-2-1024x580.jpg 1024w, https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/Via-Annia-emilia-Altinate-1869-2-300x170.jpg 300w, https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/Via-Annia-emilia-Altinate-1869-2-150x85.jpg 150w, https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/Via-Annia-emilia-Altinate-1869-2-1536x869.jpg 1536w, https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/Via-Annia-emilia-Altinate-1869-2.jpg 1636w\" sizes=\"auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mestre, Campalto, Tessera lungo l\u2019antica strada romana Emilia-Altinate che congiungeva Bologna con Aquileia passando per Padova e Altino. 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