{"id":3485,"date":"2025-05-27T22:00:28","date_gmt":"2025-05-27T22:00:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.terraantica.org\/?p=3485"},"modified":"2025-05-28T16:09:02","modified_gmt":"2025-05-28T16:09:02","slug":"appunti-per-una-storia-minore-di-un-comune-minore-durante-il-regno-del-lombardo-veneto-1819-1966","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terraantica.org\/?p=3485","title":{"rendered":"Appunti per una Storia Minore di un Comune Minore durante il Regno del Lombardo Veneto (1819 \u2013 1866)"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><b>Appunti per una Storia Minore di un Comune Minore durante il Regno del Lombardo -Veneto (1819 \u2013 1866).<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">di Ettore Aulisio<\/p>\n<p class=\"p2\"><span class=\"s2\"><b>1 &#8211; 1819, L\u2019istituzione del Comune di Favaro.<\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\">Nel 1819, durante il Regno del Lombardo Veneto, a completamento della Riforma dell\u2019Amministrazione locale delle Province Venete, fu istituito \u201c<i>la<\/i>\u201d <b>Comune di Favaro<\/b> (o di Favero come spesso era indicato anche nei documenti ufficiali, sui manifesti e sul lo stesso timbro della Deputazione Municipale).<\/span><\/p>\n<p class=\"p2\"><span class=\"s1\">Il nuovo Comune era il pi\u00f9 esteso (oltre 41 Kmq) dei sette Comuni che componevano il <b>Distretto II di Mestre<\/b> di cui occupava la parte nord-orientale; per tutto il periodo storico considerato (1819 \u2013 1866) la superficie comunale rimase immutata.<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\">Favaro, avendo meno di 3.000 abitanti, fu classificato \u201c<b>Comune minore<\/b>\u201d e perci\u00f2 l\u2019organo di rappresentanza della popolazione non fu il \u201c<b>Consiglio Comunale<\/b>\u201d a carattere elettivo, ma il \u201c<b>Convocato Generale degli estimati<\/b>\u201d di cui di diritto facevano parte tutti i possidenti terrieri (grandi o piccoli, maschi o femmine, alfabeti e no, residenti o no) che dovevano corrispondere al Comune dei tributi per le loro propriet\u00e0; in definitiva nel Convocato erano presenti i proprietari terrieri in prevalenza residenti a Venezia e Mestre, e non la popolazione locale quasi totalmente composta da villici e braccianti.<\/span><\/p>\n<p class=\"p2\"><span class=\"s2\"><b>2 &#8211; Il Convocato Generale degli Estimati e la Deputazione Municipale <\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\">Il Convocato provvedeva all\u2019elezione della <b>Deputazione Municipale<\/b> composta da un <b>Primo Deputato<\/b> eletto tra i tre maggiori possidenti del Comune, e da due <b>Deputati municipali<\/b> eletti tra gli altri membri indipendentemente dall\u2019entit\u00e0 dei loro beni. <\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\">Il Primo Deputato e i Deputati Municipali potevano amministrare il Comune delegando al loro posto altre persone di loro fiducia, in genere amministratori dei loro beni; la delega poteva essere temporanea oppure valida per tutto il mandato. Come Primo Deputato poteva essere eletto anche un Ente o un Pio Istituto: ad esempio per alcuni anni fu eletto a tale carica il Pio Istituto di Santa Maria degli Esposti che si fece rappresentare dal dottor Ghirlanda, possidente e medico del Comune abitante tra Dese e Marcon.<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\">Anche gli altri componenti del Convocato potevano essere rappresentati alle riunioni da persone da loro delegate.<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\">Il numero degli \u201cestimati\u201d nel Comune di Favaro era piuttosto limitato, in tutto 123; di questi meno di venti, tutti non residenti nel Comune, possedevano oltre i due terzi dei terreni; tale situazione rimase praticamente immutata per diversi decenni.<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\"> Verso la met\u00e0 dell\u2019ottocento i maggiori possidenti risultarono essere:<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\"> 1) <strong>Mensa Patriarcale<\/strong>; <\/span><span class=\"s1\">2) <strong>Querini Stampalja Giovanni<\/strong> erede del C.te Gerolamo); 3) <strong>Casa degli Esposti<\/strong>; 4) <strong>Cerroni Domenico<\/strong>; 5) <strong>Bianchi Barone Federico<\/strong>; 6) <strong>Giacomuzzi<\/strong> fratelli; 7) <strong>Giacomuzzi Angelo<\/strong>; 8) <strong>Luogo pio Ca\u2019 di Dio<\/strong>; 9) <strong>Piva Doratea<\/strong>; 10) <strong>Arnauld Maria Qualizza<\/strong>; 11) <strong>Pelutti Francesco<\/strong>; 12) <strong>Marcello C.te Girolamo<\/strong>;\u00a013) <strong>Cima Federico<\/strong>; 14) <strong>Moravia Abramo<\/strong>; 15) <strong>Biasutti don Giobatta<\/strong>; 16) <strong>Zorzi Alessandro<\/strong>; 17) <strong>Dri Giacomo<\/strong>; 18) <strong>Berna Giacomo<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\">Degli altri abitanti del Comune pochissimi erano coloro che svolgevano delle attivit\u00e0 non rurali, attivit\u00e0 per le quali, a seconda della loro consistenza, era previsto il pagamento della tassa per il Commercio e l\u2019Industria; di tale persone si riporta un elenco nominativo relativo al 1847, anche se redatto il 13 luglio 1848, elenco pressoch\u00e9 confermato anche negli anni successivi:<\/span><\/p>\n<p class=\"p6\"><span class=\"s2\">A &#8211; Individui operanti professioni liberali<\/span><span class=\"s1\">:<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>1) <strong>Zambon dr. Pietro<\/strong>, medico condotto;<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>2) <strong>Smania Antonio<\/strong>, chirurgo maggiore condotto; 3) <strong>Antolini Antonio<\/strong>, proprietario della farmacia in Dese.<\/span><\/p>\n<p class=\"p6\"><span class=\"s2\">B &#8211; Fabbricatori, commercianti ed artisti, negozianti<\/span><span class=\"s1\">: nessuno.<\/span><\/p>\n<p class=\"p6\"><span class=\"s2\">C- Impresari di strade<\/span><span class=\"s1\"> (non residenti nel Comune): 1) <strong>Bellinato Alvise<\/strong>; 2) <strong>Cardin Antonio<\/strong>; 3) <strong>Menegazzo Antonio<\/strong>; 4)<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span><strong>Usigli Leone<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p class=\"p6\"><span class=\"s2\">D &#8211; Imprenditori di palazzi<\/span><span class=\"s1\">: nessuno.<\/span><\/p>\n<p class=\"p6\"><span class=\"s2\">E &#8211; Fabbricatori di tegole<\/span><span class=\"s1\">: 1 &#8211; <strong>Luccietti GioBatta<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p class=\"p6\"><span class=\"s2\">F \u2013 Industrianti<\/span><span class=\"s1\">: 1) <strong>Tessaro Domenico<\/strong> (oste); 2) <strong>Novello Regina<\/strong> (oste, salsamenteria); 3) <strong>Mino Teresa<\/strong> (<em>idem<\/em>); 4) <strong>Trevisanello Angel<\/strong>o (<em>idem<\/em>); 5) <strong>Smania Andrea,<\/strong> prestinaio (panettiere-fornaio); tutti esentati dal pagamento delle tasse data l\u2019esiguit\u00e0 dell\u2019attivit\u00e0 svolta.<\/span><\/p>\n<p class=\"p6\"><span class=\"s2\">G &#8211; Artisti giornalieri<\/span><span class=\"s1\">: 1) <strong>Quarti Paolo<\/strong>, carrajo giornaliero; 2) <strong>Zanin Natale, <\/strong>fabbro giornaliero; 3)<strong> Franceschi Francesco,<\/strong> fabbro giornaliero;\u00a0 tutti esentati dal pagamento delle tasse perch\u00e9 considerati di condizione miserabile.<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\">Non erano certamente \u2018estimati\u2019, e quindi non pagavano le tasse, i \u2018villici\u2019, cio\u00e8 la quasi totalit\u00e0 della popolazione composta in prevalenza da fittavoli, da braccianti giornalieri e da \u201clavoratori obbligati\u201d, cio\u00e8 da coloro che per pagare l\u2019affitto di un \u2018casone\u2019 dovevano fornire al proprietario delle prestazioni lavorative obbligatorie. <\/span><\/p>\n<p class=\"p2\"><span class=\"s2\"><b>3 \u2013 I \u201cPrimi Deputati Municipali \u201c<\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\">Tra i Primi Deputati di Favaro figurano alcuni nomi illustri della nobilt\u00e0 austriaca e di quella veneziana.<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\">Faceva parte della nobilt\u00e0 austriaca il <b>Barone Federico Bianchi<\/b>, duca di Casalanza, nato a Vienna: nel 1815 al comando delle truppe austriache, il Bianchi<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>sconfisse a Tolentino (Mc) le truppe di Gioacchino Murat. Per la sua impresa militare, che facilit\u00f2 la Restaurazione in Italia del Vecchio Regime, ricevette da vari sovrani molteplici benemerenze: tra gli altri l\u2019Imperatore d\u2019Austria lo nomin\u00f2 Barone mentre il re di Napoli Ferdinando I &#8211; divenuto Re delle Due Sicilie &#8211;<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>gli concesse il titolo trasmissibile di Duca di Casalanza, cio\u00e8 della localit\u00e0 del Casertano in cui fu siglata la definitiva resa dell\u2019esercito di Murat. Naturalmente le benemerenze conferitegli non erano solo onorifiche: ad esempio il re Ferdinando I gli concesse anche un assegno annuale di 9.000 ducati, l\u2019Imperatore d\u2019Austria gli concesse in propriet\u00e0 vari beni terrieri, ecc. Le consistenti ricchezze ottenute dai vari sovrani permisero al Bianchi, una volta cessato il servizio militare, di dare vita ad una grande e florida Azienda Agricola a Mogliano Veneto, il luogo in cui fiss\u00f2 la propria residenza; l\u2019azienda si estendeva anche a Dese dove possedeva vasti terreni soprattutto nella localit\u00e0 allora detta Lio Marin (attualmente denominata Garioni). Il nobil-uomo (NH) e i suoi eredi conservarono la cittadinanza austriaca anche dopo l\u2019annessione del Veneto all\u2019Italia, ma solo nel 1904 il titolo di Duca gli fu riconosciuto dallo Stato Italiano. L\u2019Azienda Agricola Bianchi \u00e8 ancora attiva. Per l\u2019assolvimento dell\u2019incarico amministrativo municipale si fece rappresentare da <b>Giuseppe Luccietti<\/b>, un imprenditore-possidente di Mestre. <\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\">Apparteneva invece alla nobilt\u00e0 veneziana il conte <b>Girolamo Querini<\/b> del ramo <strong>Stampalja<\/strong>, esponente di un ramo cadetto di quella antica e ricchissima famiglia; di lui non si ricordano fatti notevoli, solo che dopo la caduta della Repubblica di Venezia ricopr\u00ec alcune cariche onorifiche presso la Corte Asburgica. Mor\u00ec senza eredi diretti. Quando fu eletto dichiar\u00f2 per iscritto che per l\u2019assolvimento dell\u2019incarico delegava <b>Giuseppe Luccietti<\/b>, in quanto nel territorio comunale di Favaro non possedeva una casa in grado di ospitarlo. <\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\">Il conte <b>Giovanni Querini Stampalja<\/b>, appartenente al ramo principale della famiglia, fu l\u2019erede universale dei beni dello zio Girolamo. Il conte Giovanni, figlio di Alvise, funzionario imperial regio, era uomo di cultura e di scienze; curava le sue immense propriet\u00e0 agricole ubicate in vari Comuni veneti e cerc\u00f2 di incrementare alcune colture agricole quali ad esempio la produzione della seta nel trevigiano. A Dese costru\u00ec una fornace per la produzione di tegole (amministrata da <strong>Giuseppe Luccietti<\/strong>). Fu Primo Deputato di Favaro per vari decenni, si dimise nel 1848 poco prima dell\u2019insurrezione di Venezia; alcuni anni dopo fu rieletto nuovamente alla carica di Primo Deputato, ma si dimise una seconda volta per ragioni di salute proprio vigilia dell\u2019annessione del Veneto al Regno d\u2019Italia. Era contemporaneamente anche membro del Consiglio Comunale di Venezia. Morto senza eredi destin\u00f2 tutte le sue sostanze alla Fondazione Querini Stampalja con sede a Venezia nella sua casa di Santa Maria Formosa. A Favaro si fece rappresentare in un primo tempo da <b>Giuseppe Luccietti<\/b>, poi dall\u2019imprenditore-possidente mestrino <b>Puppi<\/b>.<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\">Nell\u2019estate del 1848, durante l\u2019assedio di Venezia, ricopr\u00ec la carica di Primo Deputato una persona che non figurava tra i primi tre possidenti del Comune; si trattava di<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span><b>Giacomo Vecchiato,<\/b> piccolo possidente e gestore dell\u2019Osteria di Favaro situata in via San Don\u00e0 (al suo posto ora \u00e8 ubicato un Istituto di Credito). La sua nomina aveva carattere politico ed era stata voluta dalle autorit\u00e0 austriache.<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\">L\u2019ultima persona a ricoprire la carica di Primo Deputato fu <b>Antonio Giacomuzzi<\/b>, proprietario di molti terreni nella frazione di Favaro e di una famosa Distilleria situata in Piazza Maggiore a Mestre; suo fu il compito di gestire il passaggio dalla amministrazione austriaca a quella italiana, <\/span><\/p>\n<p class=\"p2\"><span class=\"s2\"><b>4 &#8211; I Deputati Municipali<\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\">Fecero parte della Deputazione Municipale diversi possidenti abitanti nel Comune di Favaro o in altri Comuni, in specie di Venezia; in questa sede citiamo soprattutto i nomi di coloro che maggiormente parteciparono all\u2019attivit\u00e0 amministrativa. Il possidente di Venezia <b>Dri Giacomo (<\/b>detto<b> Indri)<\/b> che, essendo proprietario dell\u2019unica villa esistente a Favaro, prese parte pi\u00f9 degli altri alla vita del Comune; altri Deputati piuttosto attivi furono <b>Bortolato Giovanni, Crovato Antonio, Gatto Bartolomeo, Cima Federico, Antolini Antonio<\/b> (questi ultimi due aderirono apertamente al Governo provvisorio di Manin e si ritirarono al ritorno a Favaro delle truppe austriache il 17 giugno 1848), <b>Davanzo Lorenzo, Cestaro Antonio, Giacomuzzi Giovanni, Giacomuzzi Antonio, Raganello Giovanni, Osello Giovanni, Dal Canton Gio.Batta, Checchin Giacomo. <\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"p2\"><span class=\"s2\"><b>5 &#8211; L\u2019Agente Comunale <\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\">In pratica il lavoro amministrativo era svolto dall\u2019Agente Comunale che, per molti anni, fu <b>Francesco Belcarello<\/b>: egli era molto presente nella sede municipale, anche di notte durante l\u2019assedio di Venezia. Aiutato dal Cursore comunale cercava di mandare avanti l\u2019Amministrazione Municipale pur nella quasi continua latitanza dei Deputati e dei loro delegati. In alcuni casi, assenti gli amministratori, dovette assumere di propria iniziativa delle decisioni anche importanti.<\/span><\/p>\n<p class=\"p7\"><span class=\"s1\">Migliaia di documenti conservati all\u2019Archivio Municipale di Favaro, dalla ordinata e minuta calligrafia, testimoniano il grande e continuo lavoro che il Belcarello svolse per alcuni decenni.\u00a0<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_2520\" style=\"width: 538px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2520\" class=\"size-full wp-image-2520\" src=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/BB_r.jpg\" alt=\"\" width=\"528\" height=\"675\" srcset=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/BB_r.jpg 528w, https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/BB_r-78x100.jpg 78w, https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/BB_r-235x300.jpg 235w\" sizes=\"auto, (max-width: 528px) 100vw, 528px\" \/><p id=\"caption-attachment-2520\" class=\"wp-caption-text\">Copertina della riedizione di &#8220;Barche e Barcaroli&#8221; al quale \u00e8 stato aggiunto il supplemento curato da Selina Zampedri su &#8220;canoe e kayak&#8221;<\/p><\/div>\n<p class=\"p2\"><span class=\"s2\"><b>6 &#8211; Persone e personaggi del \u201948-\u201849<\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\">In occasione della insurrezione e dell\u2019assedio di Venezia sono menzionate pi\u00f9 persone, innanzi tutto i due gi\u00e0 ricordati Deputati Municipali <b>Cima Federico e Antolini Antonio<\/b> che essi, assieme a <b>Smania Antonio, Giacomo Checchin, G.Batta Osello, Tommaso Gottardo, Antonio Maguolo, Antonio Bigo, Evangelista Scrocaro, Bartolomeo Spironello e Domenico Ruzzini,<\/b> aderirono subito al Governo Provvisorio e diedero vita alla Guardia Civica di Favaro. Nel giugno \u201948, ritornati a Favaro gli austriaci, il Cima si dimise dalla carica di Deputato municipale, mentre l\u2019<strong>Antolini<\/strong> si rifugi\u00f2 a Venezia militando col grado di capitano nella Guardia Civica di quella citt\u00e0 e partecipando attivamente a diverse operazioni militari; si distinse particolarmente, alcuni giorni prima della resa, nella difesa del Ponte lagunare quando, a San Secondo, riusc\u00ec a respingere un attacco nemico (cfr. Archivio di Stato Venezia).<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\">Il medico <b>Zambon Giulio<\/b> comand\u00f2 la Guardia Civica di Favaro sino al 16<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>giugno \u201948; nel mese di novembre di quell\u2019anno fu arrestato dalla polizia austriaca, rimesso in libert\u00e0 dopo circa un mese di carcere si allontan\u00f2 dal Comune, probabilmente per raggiungere Venezia. Il 20 gennaio del \u201949 dalle autorit\u00e0 austriache fu dichiarato \u2018<em><strong>fuggitivo<\/strong><\/em>\u2019.<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\">Il 22 marzo del\u201948 si allontanarono dai loro reparti dell\u2019esercito austriaco i soldati <b>Spadon Giovanni, Briggi Girolamo, Capo Sante, Capo Giacomo, Bruson Costantino, Ricato Marc\u2019Antonio, Pavan Angelo<\/b>.<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\">Dopo il ritorno degli austriaci si allontanarono dal Comune di Favaro<b> Battisti Giuseppe, Bottarin Eugenio, Reibel Luca, Origene Onesto<\/b>, ma non si sa se queste persone si rifugiarono a Venezia o andarono altrove; senz\u2019altro aderirono alla Forze Armate del Governo Provvisorio della citt\u00e0 lagunare di Venezia <b>Checchin Agostino, Rigo Giuseppe e Zecchinato Angelo<\/b>, il quale ultimo fu ferito in combattimento a Treporti.<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\">Risulta, sempre dagli Atti comunali, che anche altre persone si allontanarono dal Comune, tra essi c\u2019era <b>Raganello Giovanni<\/b> di Campalto, figlio dell\u2019allora gestore del traghetto lagunare, non si sa per\u00f2 se ader\u00ec a qualche corpo militare repubblicano o se invece, considerato che era un abile barcaiolo, provvide al trasporto clandestino di merci e persone alla citt\u00e0 di Venezia.<\/span><\/p>\n<p class=\"p2\"><span class=\"s2\"><b>7 &#8211; I barcaioli di Campalto<\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"p7\"><span class=\"s1\">Negli anni successivi all\u2019insurrezione e all\u2019assedio di Venezia, compare spesso negli atti municipali il nome di <b>Giovanni Raganello<\/b>, succeduto al padre nella propriet\u00e0 delle barche che traghettavano persone e merci a Venezia e nella conduzione dell\u2019osteria detta \u201cAl Passo\u201d che sorgeva nei possedimenti di Giovanni Giacomuzzi; in quel periodo assunse anche la gestione del \u201cPasso\u201d di Campalto che permetteva<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>l\u2019attraversamento del canale Osellino nei pressi del ghebo detto \u201dMorosini\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"p7\"><span class=\"s1\">Nel 1852 present\u00f2 istanza per avere \u201c<i>l\u2019esclusiva licenza del trasporto giornaliero delle lattivendole da Campalto a Venezia e viceversa\u201d<\/i>, istanza a cui si oppose Giovanni Giacomuzzi. La controversia tra fittavolo e proprietario dur\u00f2 per alcuni anni e solo nel 1854 fu concessa al Raganello l\u2019autorizzazione di gestire il traghetto impiegando i barcaioli <b>Angelo Chinellato, Giuseppe Pivato, Angelo Caon e Pasquale Daris<\/b><strong>i<\/strong>, tutti di Campalto. <\/span><\/p>\n<p class=\"p7\"><span class=\"s1\">Nel 1853, con la collaborazione, oltre che dei barcaioli<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>gi\u00e0 citati, anche di <b>Giuseppe Miotto, Giovanni Balliera e Giuseppe Darisi,<\/b> salv\u00f2 da sicuro naufragio quattro persone che erano state sorprese in laguna da una violenta tempesta. <\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/latariole.jpg\" alt=\"Stampa d'epoca raffigurante le &quot;latariole&quot; recanti il latte a Venezia dalle campagne\" width=\"334\" height=\"481\" \/><\/p>\n<p class=\"p7\"><span class=\"s1\">Dal 6 gennaio al 4 febbraio del 1863, per permettere il funzionamento del traghetto,<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>assunse a proprie spese diversi villici col compito di rompere la lastra di ghiaccio che si era formata in laguna a causa del freddo eccezionale: ci\u00f2 garant\u00ec sia il lavoro e il guadagno delle lattivendole (<strong><em>latariole<\/em><\/strong>), sia il regolare rifornimento di latte alle famiglie veneziane. <\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Appunti per una Storia Minore di un Comune Minore durante il Regno del Lombardo -Veneto (1819 \u2013 1866). di Ettore Aulisio 1 &#8211; 1819, L\u2019istituzione del Comune di Favaro. Nel 1819, durante il Regno del Lombardo Veneto, a completamento della &hellip; <a href=\"https:\/\/www.terraantica.org\/?p=3485\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1,13],"tags":[1063,1065,211,1064,511],"class_list":["post-3485","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-attivita","category-ricerche","tag-comune-minore","tag-deputati-municipali","tag-favaro","tag-popolazione","tag-regno-del-lombardo-veneto"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3485","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3485"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3485\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3495,"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3485\/revisions\/3495"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3485"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3485"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3485"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}