{"id":3504,"date":"2026-01-05T16:06:31","date_gmt":"2026-01-05T16:06:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.terraantica.org\/?p=3504"},"modified":"2026-01-05T16:28:05","modified_gmt":"2026-01-05T16:28:05","slug":"i-prodotti-agricoli-dai-contratti-di-affitto-delle-tenute-in-gronda-lagunare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terraantica.org\/?p=3504","title":{"rendered":"I prodotti agricoli dai contratti di affitto delle tenute in gronda lagunare"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">I prodotti agricoli dai contratti di affitto delle tenute in gronda lagunare<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">a cura di Lionello Pellizzer<\/p>\n<p>Documenti dell\u2019Archivio di Stato datati 1507 e 1590 descrivono i prodotti agricoli della terra veneta. Dall\u2019elenco mancava il mais, arrivato con la scoperta dell\u2019America.<\/p>\n<p>La polenta, prima del mais, era fatta con altri cereali; l\u2019agresta era uva acerba per \u201ccondimento\u201d. Le scritture contabili dei Frati Certosini di Tombello e Terzo. ll \u201ctemporal\u201d non significava \u201ctempesta\u201d ma maiale ingrassato.<br \/>\nUn documento catastale del 15 aprile 1507 descrive le terre prese in affitto da Tonio Bircarosto abitante a Tessera che, per quelle terre, pagava consegnando prodotti agricoli: frumento, miglio, sorgo, vino, polli, oche, spalla (di porco), galline, uova, l\u2019agresta. Nel documento del 1590 e\u0300 descritto il terreno in Terzo e Tessera lavorato da Nale (Natale) Moreto detto Busolin e sono elencati gli stessi prodotti. Nell\u2019elenco mancava il mais perche\u0301 non poteva esserci.<\/p>\n<p>Per questo nuovo cibo (mais) dobbiamo ringraziare Cristoforo Colombo che, al ritorno dall\u2019America, porto\u0300 con se alcuni semi di una pianta chiamata <strong>mahiz<\/strong> (che voleva dire grani d\u2019oro). Le prime coltivazioni si diffusero in Europa 30 anni dopo la scoperta dell\u2019America (anno 1492), nella Andalusia introdotte dagli Arabi che lo impiegavano come foraggio. Verso il 1520 la coltivazione del mais si diffuse in Portogallo, poi in Francia e nell\u2019Italia del Nord; tra il 1530 ed il 1540 arriva a Venezia. Inizialmente veniva coltivato a scopo di studio in orti e giardini di appassionati botanici; la prima regione italiana a coltivarlo in campi veri e propri fu il Veneto.<\/p>\n<div id=\"attachment_3505\" style=\"width: 336px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3505\" class=\"wp-image-3505\" src=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/mais_var.jpg\" alt=\"mais o mahiz, alcune variet\u00e0 attuali coltivate tradizionalmente nel Veneto\" width=\"326\" height=\"452\" srcset=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/mais_var.jpg 80w, https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/mais_var-72x100.jpg 72w\" sizes=\"auto, (max-width: 326px) 100vw, 326px\" \/><p id=\"caption-attachment-3505\" class=\"wp-caption-text\">mais o mahiz, alcune variet\u00e0 attuali coltivate tradizionalmente nel Veneto<\/p><\/div>\n<p>La prima seminatura di mais avvenne nel 1554 divenendo presto popolare soprattutto per la sua ottima resa agricola rispetto ai cereali tradizionali. La vera e propria esplosione del mais avverra\u0300 nel 1700, in concomitanza di una serie di terribili carestie che colpirono a ripetizione tutto il continente europeo e l\u2019Italia.<br \/>\nNel Veneto il mais determino\u0300 la struttura dei campi coltivati: il cosiddetto \u201c<em>regime dei tre campi<\/em>\u201d, due a frumento ed uno a granoturco, circondati da filari di viti e gelsi (Marino Berengo). In questo modo \u201c<em>il podere si trincerava nella sua autosufficienza, col produrre i due generi di base del canone dominicale (vino e grano), assicurando al coltivatore la sua polenta e la legna necessaria a cuocerla<\/em>\u201d (Berengo).<\/p>\n<p>Dal Veneto il mais si diffuse in Friuli, dove la sua presenza e\u0300 documentata dal 1580, quindi nel bergamasco e nel milanese. Il mais venne chiamato grano turco per indicare la sua origine straniera, infatti con il termine turco nel XVI secolo si identificava tutto quello che aveva origini coloniali. In Piemonte si diffuse a meta\u0300 del \u2018700 e da subito ando\u0300 a occupare un posto di rilievo nella cucina locale. ( cfr. <em>La polenta, Storia e ricetta<\/em> di Cinzia Zanconi).<br \/>\nLa storia della polenta e\u0300 pero\u0300 molto piu\u0300 antica e comincia durante l\u2019epoca romana, quando veniva consumata spesso la \u201c<strong><em>pultem<\/em><\/strong>\u201d (da cui il nome polenta), ovvero farina di farro cotta e solitamente arricchita con altri ingredienti come carne o legumi. Nell\u2019antica Grecia, invece, veniva preparato un predecessore della polenta con la farina d\u2019orzo.<\/p>\n<p>L\u2019a<em>gresta<\/em>: per agresta si intendeva un <a href=\"https:\/\/guideespresso.it\/agresto-il-condimento-medievale-origini\/\">condimento acidulo<\/a> ottenuto dalla cottura del mosto di uva acerba con l&#8217;aggiunta di aceto e spezie. Si usava e si usa anche oggi, come ingrediente per salse o direttamente soprattutto su carne e pesce, ma anche sulle verdure grigliate.<\/p>\n<div id=\"attachment_3506\" style=\"width: 419px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3506\" class=\"wp-image-3506\" src=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/IMG_4678Agresto.jpg\" alt=\"Preparazione dell' agresto\" width=\"409\" height=\"467\" srcset=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/IMG_4678Agresto.jpg 549w, https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/IMG_4678Agresto-263x300.jpg 263w, https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/IMG_4678Agresto-88x100.jpg 88w\" sizes=\"auto, (max-width: 409px) 100vw, 409px\" \/><p id=\"caption-attachment-3506\" class=\"wp-caption-text\">Preparazione dell&#8217;agresto<\/p><\/div>\n<p>In Archivio di Stato si trovano moltissimi documenti raccolti nel Fondo di Sant\u2019Andrea della Certosa dei Frati Certosini. Essi giunsero a Venezia da Firenze nel 1422 e si insediarono nell\u2019isola di Sant\u2019Andrea di Venezia. Nel 1435 ereditarono, per testamento da Nicolo\u0300 Cornaro, la &#8220;Possessione di Tombello&#8221; che corrisponderebbe all\u2019incirca al territorio dell\u2019attuale Parco di S. Giuliano e ad un pezzo di Villaggio Laguna. Oltre a queste terre, ebbero anche la Possessione a Terzo di Tessera (circa 120 campi).<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-3507\" src=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/Mensa-Patr.-busta-143_anno1507.jpg\" alt=\"Estratto dal resoconto dell'affitto di una proprieta della Mensa Patriarcale\" width=\"730\" height=\"1185\" srcset=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/Mensa-Patr.-busta-143_anno1507.jpg 730w, https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/Mensa-Patr.-busta-143_anno1507-185x300.jpg 185w, https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/Mensa-Patr.-busta-143_anno1507-631x1024.jpg 631w, https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/Mensa-Patr.-busta-143_anno1507-62x100.jpg 62w\" sizes=\"auto, (max-width: 730px) 100vw, 730px\" \/><\/p>\n<p>Nella Busta n. 30 del Fondo archivistico dei Certosini, ci sono moltissimi resoconti mensili, dei Costi e dei Ricavi, della loro fattoria di Tombello, detta Grangia. Era posta all\u2019incirca dove ora c\u2019e\u0300 il campo da calcio del Villaggio Laguna. In questi resoconti sono elencati i beni comprati (corrisponde\u00a0 la voce \u201c<em>Spesi<\/em>\u201d) e venduti (corrisponde a \u201c<em>Scossi<\/em>\u201d) per il funzionamento della Grangia. In questi elenchi, il termine mais ancora non si usa. E\u2019 pero\u0300 indicato come \u201c<em>sorgoturco<\/em>\u201d, derivato dall\u2019unione della parola sorgo e il termine turco, che indicava una merce che veniva dall\u2019estero: il <em>sorgoturco<\/em> era quindi il mais. Veniva usato anche il termine <em>formenton<\/em>.<\/p>\n<div id=\"attachment_3508\" style=\"width: 1498px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3508\" class=\"wp-image-3508 size-full\" src=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/Certosini.-Marzo-1731-Tombello-temporal.jpg\" alt=\"Resoconto della vendita del &quot;temporal&quot; dalla Grangia dei Certosini del Tombello \" width=\"1488\" height=\"1425\" srcset=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/Certosini.-Marzo-1731-Tombello-temporal.jpg 1488w, https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/Certosini.-Marzo-1731-Tombello-temporal-300x287.jpg 300w, https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/Certosini.-Marzo-1731-Tombello-temporal-1024x981.jpg 1024w, https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/Certosini.-Marzo-1731-Tombello-temporal-104x100.jpg 104w\" sizes=\"auto, (max-width: 1488px) 100vw, 1488px\" \/><p id=\"caption-attachment-3508\" class=\"wp-caption-text\">Resoconto della vendita del &#8220;temporal&#8221; dalla Grangia dei Certosini del Tombello<\/p><\/div>\n<p>La quantita\u0300 venduta era ragguardevole a giudicare dall\u2019importo in Lire \u201c<em>Scosso<\/em> = Riscosso\u201d, segno che la produzione era consistente.<br \/>\nFra i termini curiosi segnaliamo \u201c<em>Contadi di un temporal<\/em>\u201d &#8230; significava il ricavato per la vendita di un maiale ingrassato allo scopo (porco temporal. Secondo il Dizionario dialetto veneto del Boerio (1829) e l\u2019Archivio glottologico italiano 1902) si trattava di un \u201c<em>maiale divenuto grasso a tempo, all\u2019epoca giusta<\/em>\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I prodotti agricoli dai contratti di affitto delle tenute in gronda lagunare a cura di Lionello Pellizzer Documenti dell\u2019Archivio di Stato datati 1507 e 1590 descrivono i prodotti agricoli della terra veneta. 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