{"id":428,"date":"2011-12-14T23:01:48","date_gmt":"2011-12-14T23:01:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.terraantica.org\/?p=428"},"modified":"2018-09-27T10:35:15","modified_gmt":"2018-09-27T10:35:15","slug":"i-boschi-della-terraferma-veneziana-una-volta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terraantica.org\/?p=428","title":{"rendered":"I  boschi della terraferma veneziana, una volta"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">RICERCHE 10<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #800000;\">I\u00a0 boschi della terraferma veneziana, una volta.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #800000;\"><strong><\/strong>Testimonianze\u00a0 letterarie e cartografiche incomplete dei boschi perilagunari<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #800000;\">A cura di Ettore Aulisio e Pino Sartori<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">E&#8217; un primo tentativo di annotare le citazioni di tali testimonianze boschive per capire anche il significato recondito del grande progetto di ricostruzione ambientale del territorio mestrino sconquassato dall&#8217;urbanizzazione del XX\u00b0 secolo che ha comportato grandi impatti nel contesto della terraferma, ma anche nella stessa laguna veneziana.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">E&#8217; un grande processo\/progetto risarcitorio degli scompensi creati,\u00a0 che non pu\u00f2 per\u00f2 ignorare importanti antefatti che \u00e8 doveroso recuperare alla memoria del territorio anche con la finalit\u00e0 scientifica e progettuale di ottimizzare le scelte degli strumenti di pianificazione in adozione in questi giorni.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\"><strong>Nella letteratura<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> \u00ab<em>I Boschi di santa Maria, di santo Stefano, di Terzo e Tessaria erano tra Altino e Mestre, sul margine della terraferma, e compresi, un tempo, nell&#8217;Agro Altinate. Il chiarissimo Filiasi li considerava come rimasugli di una grande selva, che, all&#8217;epoca romana, sorgeva in prossimit\u00e0 di Altino, e nella quale soleasi celebrare con riti religiosi la memoria di Fetonte.<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> <em>Da ci\u00f2 interferisce, che la selva Altinate formasse un tutto colla famosa Selva Fetontea, osservando, che una continuata selva&#8230;&#8230;. Potea benissimo aver coperto tutto il margine della laguna fino al Po. Riflette eziandio, che Marziale, nel epigramma XXV, libro IV, dopo avere agguagliato l&#8217;amenit\u00e0 delle ville di Altino a quella delle ben celebri di Baia, immediatamente soggiunge: &#8220;<strong>Et Phaetontei conscia silva rogi<\/strong>&#8220;<\/em> \u00bb.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> (F.Mutinelli, sec. XIX)<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">\u00ab&#8230; <em>Spesso i boschi di querce, di carpini, di larici, di abeti, di olmi, di pini, di pioppi tremuli e di tamarisci, avanzi dell&#8217;antica e vasta selva di Fetonte, rigogliosi si ergevano nei passati secoli sopra i lidi a noi circostanti, e dagli estremi che guardavano il settentrione sino agli orientali di Chioggia maestosamente coronavano le lagune e la citt\u00e0. <\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> <em>In coppia vi annidavano gli alcioni, i fagiani, le pernici, i fenicotteri, gli anghironi, i cervi, i cinghiali, i lupi, le volpi, i martori, e gli stambecchi, o capre selvatiche, animali tutti che per l&#8217;accaduto svellimento di que&#8217; boschi si partirono poscia per sempre da questa regione<\/em>\u00bb.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> ( &#8220;Del Costume dei veneziani&#8221;, di F. Mutinelli, anno 1831)<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-468\" title=\"Boschi_Dese2\" alt=\"Planimetria del XVIII\u00b0sec. di uno dei boschi prossimi al fiume Dese.\" src=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/Boschi_Dese2.jpg\" width=\"721\" height=\"568\" srcset=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/Boschi_Dese2.jpg 721w, https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/Boschi_Dese2-300x236.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 721px) 100vw, 721px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">\u00ab<em>Le rive del vertice estremo dell&#8217;Adriatico erano per gli antichi una terra meravigliosa&#8230;. L\u00e0 nei boschi in cui ancora in epoca storica pascolavano mandrie di tori, gli uri, sbarcarono un tempo gli Argonauti, gli eroi della colonizzazione greca&#8230;&#8230; <\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> <em>L&#8217;aspetto esteriore di quelle coste era naturalmente, 2000 anni fa, assai diverso&#8230; . Vaste selve &#8211; di cui le pinete di Ravenna, di Brondolo dietro a Chioggia &#8230; e quelle di Belvedere vicino a Grado non sono che ben miseri resti &#8211; nelle quali a poca distanza da Carole e Jesolo, gli antichi dogi andavano a caccia di cervi e di cinghiali, si alternavan a pascoli ubertosi, dove si lasciavano galoppare le mandrie dei famosi cavalli veneti&#8230;<\/em>\u00bb<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> (&#8220;Venezia a Ferrara&#8221;, di J.Von. Sclhosser, 1897)<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-469\" title=\"Boschi_Dese3\" alt=\"Altri boschi di Dese probabilmente appartenenti alla famiglia Querini\" src=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/Boschi_Dese3.jpg\" width=\"550\" height=\"769\" srcset=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/Boschi_Dese3.jpg 550w, https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/Boschi_Dese3-214x300.jpg 214w\" sizes=\"auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\"><strong>Nei Documenti ufficiali<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> \u00ab<em>Estesi e folti erano in questi lidi e terre, nei tempi avanti il mille, i boschi, gi\u00e0 d&#8217;allora sacri forse ai d\u00e8i silvani.<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> <em>Non solamente da antiche carte si rileva che esistessero fitti e bellissimi sui lidi Caprulani, dove appunto ne residua tuttora il Tagliamento qualche traccia, e s&#8217;incontrasse presso Campalto una selva grande Torcellana che con vari rami internatasi molte miglia dentro, per i villaggi di Desio, Favro, Marcone, Gajo, Carpendedo, Zellarino; ma certo appare come nelle epoche pi\u00f9 remote continue si seguissero le boscaglie, spezzate solo qua e l\u00e0 per caso o volont\u00e0 degli uomini, da Aquileja scendendo in gi\u00f9 sino a Ravenna, dove rimase fino ad oggi, quasi avanzo o reliquia, quella pineta.<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> <em>I boschi esistenti ancora nella Provincia sono per lo pi\u00f9 d&#8217;alto fusto, con ceduo sottoposto di qualit\u00e0 forte. L&#8217;essenza predominante in essi \u00e8 il quercile, la quale quindi \u00e8 utilizzata a fare aratri, carri, barche, fusti da cannoni, travature e palafitte, mentre il ceduo s&#8217;usa per combustibile.<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> <em>Si veda&#8230; &#8230; &#8230; quanto poco&#8230;&#8230;.. nella Provincia oggi rimanga de&#8217; boschi che un d\u00ec quasi interamente la coprivano, specialmente da dopo che, nel 1796, vennero tagliati quelli secolari d&#8217;annose quercie che elevansi ancora presso Campalto\u00bb<\/em>.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> (Da &#8220;La Provincia di Venezia&#8221;, di Sormani Moretti, 1880 &#8211; Archivio Municipale di Mestre)<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-444\" title=\"bosco_carpenedo_querini1887\" alt=\"I boschi di Carpenedo e di Dese alla fine del XIX\u00b0 secolo\" src=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/bosco_carpenedo_querini1887.jpg\" width=\"772\" height=\"799\" srcset=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/bosco_carpenedo_querini1887.jpg 772w, https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/bosco_carpenedo_querini1887-289x300.jpg 289w\" sizes=\"auto, (max-width: 772px) 100vw, 772px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">I Boschi di Dese<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> Situazione<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> Ancora agli inizi dell&#8217;800 nella frazione di Dese la superficie di terreno occupata dai boschi era pi\u00f9 estesa di quella destinata alle coltivazioni: i vasti appezzamenti di bosco, sia di propriet\u00e0 di Enti ed Istituzioni pubbliche (Ca&#8217; di Dio, Istituto degli Esposti, Regio Demanio), sia di privati, erano soggetti a regolamentazione speciale, gi\u00e0 in vigore all&#8217;epoca della Repubblica; soprattutto dai boschi di 1^ classe &#8211; dove la vegetazione era pi\u00f9 rigogliosa e fitta &#8211; la Marina e il Governo traevano la materia prima per le costruzioni navali, per l&#8217;installazione delle &#8216;bricole&#8217; ed anche per il fabbisogno delle palafitte per il consolidamento dei terreni e degli argini (vedi paragrafo Documenti ufficiali).<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> Nei primi decenni del novecento non esistevano pi\u00f9 boschi nel territorio del Quartiere di Favaro Veneto; nel 1826 la superficie boschiva (soprattutto a Dese) era di ha 459,80, ma gi\u00e0 nel 1879 si era ridotta a\u00a0 ha 248,00, per poi scomparire completamente.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> Attualmente, grazie al progetto &#8220;Il Bosco di Mestre&#8221;, si sta provvedendo al rimboschimento di alcune aere: in particolare si sta sviluppando la forestazione delle aere della Fondazione Querini Stampalia che si estendo tra Favaro e Dese. (Vedi successivo paragrafo Progetto).<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-467\" title=\"Boschi_Dese1\" alt=\"Rilievo di un boschetto a Dese con le indicazioni selvicolturali programmate\" src=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/Boschi_Dese1.jpg\" width=\"688\" height=\"504\" srcset=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/Boschi_Dese1.jpg 688w, https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/Boschi_Dese1-300x219.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 688px) 100vw, 688px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\"><strong>I Boschi nell&#8217;ottocento<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> <strong>Relazioni catastali<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> <em>\u00ab<\/em><em>A Dese non vi sono Boschi comunali. Vi sono dei Boschi appartenenti a Pubblici stabilimenti ed a privati sui quali il Governo esercita divieti speciali.<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> <em> I boschi si dividono in tre Categorie, cio\u00e8 di prima classe riservati,di seconda e terza classe non riservati. Sono tutti sorvegliati da un Ispettore forestale sotto l&#8217;immediata dipendenza della Direzione Generale del Demanio. Per li boschi riservati di Prima Classe la Regia Marina esercita il diritto sopra tutte le Piante che fossero trovate opportune alli usi della medesima provvedendo anche al bisogno delle Palafitte, od altro dell&#8217;Arsenale, senza verun pagamento al Proprietario del Bosco, ed anzi a di lui carico st\u00e0 il dispendio di recidere, e di sfrondare le Piante, che vengono segnate per conto della medesima Regia Marina, lasciandola proprietario in compenso le spoglie, ossia li Rami e Tronchi inutili, il di cui prodotto serve appena a far fronte alle spese di taglio e simili.<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> <em> Le Prediali poi, e tutti gli aggravj sono a carico del Proprietario del Bosco, come pure anche a lui carico \u00e8 il mantenimento di una o due guardie Boschive secondo l&#8217;estensione dei Boschi.<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> <em> Li Boschi di Seconda, e Terza Classe quantunque il Governo non eserciti il diritto suddette sono per\u00f2 soggetti a tutte le altre discipline; sicch\u00e9 non \u00e8 lecito il taglio di Piante di qualunque specie, il Pascolo, la falciatura dell&#8217;Erbe, e simili senza il decreto permesso dall&#8217;Ispettore Forestale. Se nei detti Boschi vi fossero Piante utili agli usi della Regia Marina, e delle quali credesse valersi, \u00e8 obbligata a farne il pagamento nelle forme tracciate da un&#8217;apposita tariffa.<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> <em> Nelli Boschi appartenenti a Pubblici stabilimenti il Demanio esercita il diritto del decimo sopra la legna proveniente dalli Tagli<\/em>\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-471\" title=\"Boschi_Dese5\" alt=\"Bosco Lungo di Dese, toponimo rimasto ancora nelle cartografie attuali\" src=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/Boschi_Dese5.jpg\" width=\"548\" height=\"763\" srcset=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/Boschi_Dese5.jpg 548w, https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/Boschi_Dese5-215x300.jpg 215w\" sizes=\"auto, (max-width: 548px) 100vw, 548px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">\u00ab<em><\/em><em>Il bosco ceduo di Dese.<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> <em> Qualit\u00e0: il bosco ceduo \u00e8 tutto forte.<\/em><em> Esso \u00e8 tutto in piano. E&#8217; vicino alle strade, ed a Fiumi, e non molto distante dagli abitati.<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> <em> Il prodotto del detto Bosco si trasporta col mezzo dei carri, e talvolta anche per navigazione nel vicino Dese.<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> <em> Taglio: per la L. 27\/5\/1811 ritenuta in vigore, il taglio del Bosco Cedua si fa ogni sette anni. Il taglio si fa sempre completo di tutti li Polloni esistenti nelle ceppaie, ma si lasciano numero 25 alberi per ogni tornatura a senso di Regolamento.<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> <em> Prodotto: Il Prodotto del Bosco ceduo consiste in solo fascine. In occasione del taglia da farsi ogni sette anni, per ogni campo di Treviso del suddetto Bosco Ceduo si ottengono Fascine numero 300.<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> <em> Durata e manutenzione: Le ceppaie reggono quasi perennemente.<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> <em> Si procura ogni attenzione perch\u00e9 il Bosco non abbia a deperire. Il Bosco richiede per la sua conservazione lo spurgo dei fossi, ed altre operazioni consimili, che tendino ad allontanare dal Bosco stesso le inondazioni.<\/em>\u00bb<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> ( &#8220;Atti preparatori del Catasto Austriaco del 1826 &#8211; Archivio di Stato Venezia).<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-470\" title=\"Boschi_Dese4\" alt=\"Altro Bosco in territorio di Dese al confine con la Villa di Marcon\" src=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/Boschi_Dese4.jpg\" width=\"546\" height=\"761\" srcset=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/Boschi_Dese4.jpg 546w, https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/Boschi_Dese4-215x300.jpg 215w\" sizes=\"auto, (max-width: 546px) 100vw, 546px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\"><strong>Testimonianze orali<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> <em>\u00abDal fiume Dese, a Dese, fino a Gaggio una volta c&#8217;era un grande bosco, il &#8220;Bosco delle Spinere; c&#8217;erano tutti rovi pieni dispine, anche alberi grandi, i roveri. La Repubblica Veneta veniva a rifornirsi di legna per costruire le navi.<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> <em>Alla fine dell&#8217;ettocento, quando io ero piccolo, non c&#8217;erano pi\u00f9 boschi: le vie con i bomi Bosco Berizzi e Bosco Costa ricordano i boschi, ma questi nomi sono stati dati quando i boschi i boschi non c&#8217;erano pi\u00f9. Costa \u00e8 un nome veneziano,era un signore venuto qui per disboscare e coltivare la terra; Berizzi invece era un proprietario che aveva comprato qui dei terreni.<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> <em>Mio pap\u00e0 e mio nonno andavano nei boschi a prendere legna, senza chiedere nessun permesso, serviva per far caldo e far da mangiare. I rami e le piante piccole che avevamo erano per l&#8217;affittuario, per\u00f2 il fusto era per il padrone.<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> <em>La &#8220;boscheta&#8221; era una zona dove esisteva qualche albero selvatico, ma non un vero proprio bosco. Lungo il Dese c&#8217;erano salici, alberi grandi, sparsi.<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> <em>El massariol, le streghe, el mago e le fate sono personaggi fantastici dei boschi inventati dalla gente pi\u00f9 furba che ne bosco metteva le trappole per animali; diceva che nel bosco c&#8217;e le streghe&#8230; per essere sicura che nessuno vi entrava.<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> <em>I boschi sono andati distrutti per acquisire terre da coltivare. Prima li hanno distrutti e adesso li stanno rimpiantando, come attorno a Forte Cosenz.<\/em>\u00bb<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> (Racconto di Ferruccio Conte di Dese, nato nel 1906)<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #800000;\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-466\" title=\"Bosco_Carpenedo\" alt=\"Il Bosco di Carpendo in un rilievo del XVIII\u00b0 sec.\" src=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/Bosco_Carpenedo.jpg\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #800000;\"><strong>I boschi esistenti nei territori di:<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #800000;\">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<span style=\"text-decoration: underline;\">Favaro V.<\/span> &#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<span style=\"text-decoration: underline;\">Mestre<\/span>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;- <span style=\"text-decoration: underline;\">Marcon<\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> Anno 1826\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ha\u00a0 459,80\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ha 154,40\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ha\u00a0 (manca)<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> Anno 1879\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ha\u00a0 248,00\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ha 140,00\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ha\u00a0 255,13<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> Anno 1995\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ha\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 0,00\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ha \u00a0 \u00a0\u00a0 3,00\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ha\u00a0 \u00a0\u00a0 0,00<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\"><strong>Il Bosco di Mestre<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> <strong>Il progetto<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> Nel 1984 nasce nel mondo ambientalista e scientifico\u00a0 l&#8217;idea di costruire una fascia forestale tampone intorno al lacerto boschivo rimasto del grande bosco storico Valdemare di Carpenedo, proprio per mettere al sicuro il grande potenziale di biodiversit\u00e0 l\u00ec conservato.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">E in questa sede \u00e8 divenuto importante anche correggere l&#8217;ingiusta\u00a0 e pressapochistica ricostruzione storica della nascita dell&#8217;idea di questo progetto di restauro ambientale che ha rimosso dalla memoria collettiva quanto hanno operato le associazioni di tutela dell&#8217;ambiente della terraferma (World Wildlife Found, Italia Nostra, Legambiente, Urbanistica democratica, Lega Italiana per la protezione degli uccelli, Natura Viva, Comitato per il Parco di Carpenedo) &#8211; fra gli insulti e le maldicenze di quasi tutte le forze politiche di allora &#8211; in difesa del boschetto di Carpenedo per le modifiche del piano regolatore che prevedeva l&#8217;incompatibile costruzione del nuovo ospedale della citt\u00e0 progettato fatalmente a ridosso del bosco..<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> Solo il coraggio e la coerenza intellettuale di Gaetano Zorzetto\u00a0 e di pochi altri politici, e il sostegno di migliaia di cittadinini (furono raccolte oltre 3000 firme) che riconobbero non pretestuose le argomentazioni degli ambientalisti e diedero credito &#8211; in Comune di Venezia &#8211; alla prima e vera battaglia in difesa della biodiversita&#8217; del patrimonio naturale della terraferma.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">Intorno a questa idea prese forma il grande progetto di dotare di un grande bosco periurbano la citt\u00e0 di Mestre e le adiacenti frazioni della terraferma veneziana. L&#8217;idea, a fatica, viene fatta propria dalle Istituzioni Pubbliche\u00a0 che spostano il progetto del nuovo ospedale a Zelarino e incaricano l&#8217;Azienda Regionale delle Foreste a procedere ai primi interventi di tutela e rimboschimento con specie forestali autoctone certificate intorno al boschetto storico.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"Farnia (Quercus robur)\" alt=\"Farnia (Quercus robur)\" src=\"http:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/thumb\/a\/af\/Quercus_robur.jpg\/250px-Quercus_robur.jpg\" width=\"250\" height=\"338\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">Il progetto \u00e8 finalizzato alla ricostruzione di parte delle foreste che originariamente ricoprivano la nostra pianura: per la sua tipologia questo di bosco \u00e8 definito &#8220;Querco Carpineto&#8221;, e perci\u00f2 ad essa corrisponde\u00a0 una lista precisa di specie arboree ed arbustive dove la farnia (<a title=\"Farnia (Quercus robur)\" href=\"http:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/thumb\/a\/af\/Quercus_robur.jpg\/250px-Quercus_robur.jpg\"><span style=\"color: #800000;\"><em>Quercus robur<\/em><\/span><\/a>) e il Carpino bianco (<em>Carpinus betulus<\/em>) sono le specie indicatrici.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"Carpino bianco (Carpinus betulus)\" alt=\"Carpino bianco (Carpinus betulus)\" src=\"http:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/thumb\/e\/e7\/Carpinus_fruit.jpg\/200px-Carpinus_fruit.jpg\" width=\"200\" height=\"163\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">Altro scopo del progetto \u00e8 anche quello di ridurre l&#8217;inquinamento della Laguna, arrestando il processo di degrado del bacino lagunare e di eliminando le cause che lo hanno provocato. Per ridurre l&#8217;inquinamento d&#8217;origine agricola era gi\u00e0 stata indicata dalla Regione Veneto la necessit\u00e0 di mettere a riposo vaste aeree agricole, specialmente lungo il corso dei fiumi e dei canali di scolo delle bonifiche, e di procedere alla loro forestazione.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> Il progetto di ricostituzione del Bosco di Mestre (al pari dei progetti predisposti in altri Comuni), rientra in questa opera di antinquinamento: \u00e8 stata sin dall&#8217;inizio progettata la forestazione di un&#8217;ampia area di terreno, situata tra i corsi dei fiumi Dese e Marzenego-Osellino, la quale si estende dal boschetto di Carpendo fino alle foci lagunari dei due corsi d&#8217;acqua (cfr. cartina)<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> Nel progetto \u00e8 previsto che il bosco dovr\u00e0 insistere su quelle aree che, secondo le cartografie ottocentesche e i vecchi documenti catastali, risultavano ricoperte da vasti appezzamenti boschivi, in particolare a Carpendo e soprattutto a Dese. (vedi immagini sopra)<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-495\" title=\"tav_prg_bosco_mestre_r\" alt=\"Il Bosco di Mestre nella tavola del Piano Regolatore di Venezia\" src=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/tav_prg_bosco_mestre_r.jpg\" width=\"472\" height=\"330\" srcset=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/tav_prg_bosco_mestre_r.jpg 472w, https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/tav_prg_bosco_mestre_r-300x209.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 472px) 100vw, 472px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\"><strong>La realizzazione<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> &#8211; La Regione Veneto ha inserito il progetto del Bosco nella sua pianificazione erogando contributi al disinquinamento della laguna; altri fondi destinati all&#8217;incentivazione della forestazione di aree agricole sono utilizzati da privati, tra cui la Fondazione Scientifica Querini Stampalia, proprietaria di vaste estensioni di terreno in particolare nella zona di Dese: qui viene boscata un&#8217;area di 20 ha.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> &#8211; Nel 2001 nasce l&#8217;Associazione per il Bosco di Mestre e il Comune di Venezia attiva un apposito ufficio.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> &#8211; Nel 2005, con l&#8217;entrata in vigore del nuovo Piano Regolatore Generale, sono previsti 1.200 ettari di Bosco, in parte pubblico e in parte privato. Nello stesso anno l&#8217;ufficio del Comune di Venezia viene trasformato in Istituzione per il Bosco di Mestre ed si impegna nella forestazione delle aree Querini.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> &#8211; Successivamente a Campalto sono messi a disposizione 7 ha per farne un bosco aperto al pubblico.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> &#8211; Nel 2007, all&#8217;inizio del mese di ottobre, \u00e8 inaugurata e aperta al pubblico una parte del futuro Bosco delle aree Querini: dopo i Boschi di Carpendo e dell&#8217;Osellino, diviene realt\u00e0 il Bosco Ottolenghi, edificato sui terreni Querini che si estendono tra Favaro e Dese; il Bosco \u00e8 dedicato alla memoria del rabbino della comunit\u00e0 ebraica veneziana, ucciso ad\u00a0 Auschwitz nel 1944.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> &#8211; Di anno in anno, con i boschi di Carpendo, Ottolenghi, dell&#8217;Osellino e di Campalto, e ultimo quello intitolato a\u00a0 Zaher Rezai, il ragazzo afgano in fuga dal proprio paese morto sotto un TIR,\u00a0 l&#8217;abitato di Mestre \u00e8 cinto con un bosco che sempre pi\u00f9 sta assumendo l&#8217;aspetto esteriore tipico dei vecchi boschi planiziali, anche se in termini biologici ci vorranno parecchi anni ancora perch\u00e8 si siano ricostituite tutte le componenti ecologiche (flora, fauna, suolo) necessarie perch\u00e8 il bosco raggiunga la propria autonomia vitale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #800000;\">Fonte: Le notizie sul bosco di Dese sono state rinvenute in &#8220;<em>Atti preparatori al Catasto Austriaco del 1826<\/em>&#8221; (Archivio di Stato Venezia).<\/span><\/p>\n<p>==============================================================<br \/>\n<blockquote class=\"quotescollection-quote\"><p>Ai nostri giorni quasi ogni cosiddetto miglioramento a cui l&#8217;uomo possa por mano, come la costruzione di case e l&#8217;abbattimento di foreste e alberi secolari, perverte in modo irrimediabile il paesaggio e lo rende sempre pi\u00f9 addomesticato e banale.<\/p>\n<footer class=\"attribution\">&mdash;&nbsp;<cite class=\"author\">Henry David Thoreau<\/cite>, <cite class=\"title source\">Walking (1851)<\/cite><\/footer><\/blockquote><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>RICERCHE 10 I\u00a0 boschi della terraferma veneziana, una volta. Testimonianze\u00a0 letterarie e cartografiche incomplete dei boschi perilagunari A cura di Ettore Aulisio e Pino Sartori E&#8217; un primo tentativo di annotare le citazioni di tali testimonianze boschive per capire anche &hellip; <a href=\"https:\/\/www.terraantica.org\/?p=428\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[13],"tags":[101,106,96,100,98,110,107,99,109,97,108,9,43],"class_list":["post-428","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-ricerche","tag-bosco-di-mestre","tag-bosco-lungo","tag-bosco-planiziale","tag-bosco-querini","tag-carpenedo","tag-carpino-bianco","tag-carpinus-betulus","tag-dese","tag-farnia","tag-latifoglie","tag-quercus-robur","tag-terraferma-veneziana","tag-valdemare"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/428","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=428"}],"version-history":[{"count":38,"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/428\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3158,"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/428\/revisions\/3158"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=428"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=428"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=428"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}