{"id":508,"date":"2011-12-17T20:14:03","date_gmt":"2011-12-17T20:14:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.terraantica.org\/?p=508"},"modified":"2018-09-27T10:33:42","modified_gmt":"2018-09-27T10:33:42","slug":"dalla-repubblica-allunita-ditalia-i-cambiamenti-ambientali-e-culturali-nella-gronda-e-nellentroterra-lagunare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terraantica.org\/?p=508","title":{"rendered":"Dalla Repubblica all&#8217;Unit\u00e0 d&#8217;Italia, i cambiamenti ambientali e culturali nella gronda e nell&#8217;entroterra lagunare"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #800000;\">RICERCHE\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\" align=\"center\"><span style=\"color: #800000;\"><strong>Dalla Repubblica all&#8217;Unit\u00e0 d&#8217;Italia. \u00a0<\/strong><strong>I cambiamenti ambientali e culturali nella gronda e nell&#8217;entroterra lagunare<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\" align=\"center\"><span style=\"color: #800000;\">di Ettore Aulisio<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"center\"><span style=\"color: #800000;\"><strong>I &#8211;\u00a0 La Conterminazione Lagunare: uno spazio da preservare<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">Negli anni 1791 e 1792, alla vigilia della fine della Repubblica di Venezia, fu portata a compimento la definizione della Conterminazione Lagunare, un\u2018opera decretata dal Senato della Serenissima sin dal 1610: la preservazione dello spazio lagunare e l\u2019evitare ogni minima modificazione della sua morfologia furono una costante del Governo, anche nei periodi pi\u00f9 precari della sua esistenza.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_511\" style=\"width: 314px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-511\" class=\"size-full wp-image-511\" title=\"Cippo_contermlag\" src=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/Cippo_contermlag.jpg\" alt=\"Cippo della conterminazione lagunare n. 69 a Passo Campalto\" width=\"304\" height=\"346\" srcset=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/Cippo_contermlag.jpg 501w, https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/Cippo_contermlag-263x300.jpg 263w\" sizes=\"auto, (max-width: 304px) 100vw, 304px\" \/><p id=\"caption-attachment-511\" class=\"wp-caption-text\"><\/span> <span style=\"color: #800000;\">Cippo della conterminazione lagunare n. 69 a Passo Campalto<\/span><\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"center\"><span style=\"color: #800000;\">Le Leggi della Serenissima stabilivano gravissime pene per chi avesse violato la Conterminazione edificando all&#8217;interno delle lagune o sottraendo superficie alle acque: lo spazio lagunare doveva essere considerato uno spazio di difesa naturale e militare della citt\u00e0 di Venezia, e per tale ragione doveva essere preservato.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">Un esempio di quanto fosse viva e sentita la preoccupazione per la conservazione dell\u2019ambiente ci \u00e8 fornito da un modesto funzionario\u00a0 dell\u2019Ufficio Traghetti di Mestre: al tempo della seconda dominazione austriaca disponeva ai carri agricoli il divieto di accesso alle barene di Bottenigo, non solo perch\u00e9 quel traghetto era privato,\u00a0 ma soprattutto perch\u00e9 con le loro ruote i veicoli potevano danneggiare le barene modificandone la morfologia. Ma questo \u00e8 un esempio limitato, un retaggio di un antico modo di operare e di pensare, mentre molto diversi furono i provvedimenti adottati dai nuovi governanti.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">Cessata di esistere la Repubblica di Venezia, vennero meno infatti alcune delle ragioni che avevano determinato l\u2019opera di conterminazione: dal 1798 Venezia, la \u201ccitt\u00e0 perfetta senza mura\u201d, ma non pi\u00f9 capitale e non pi\u00f9 emporio commerciale, venne a far parte di un nuovo sistema politico in cui le era destinato un ruolo importante nelle operazioni militari dell\u2019Adriatico e delle funzioni commerciali alternative al porto di Trieste che &#8211; soprattutto nel periodo della dominazione austriaca \u2013 fu il principale sbocco al mare dell\u2019Impero. Proprio per il nuovo ruolo che le era stato assegnato, la citt\u00e0 di Venezia e l\u2019area della Laguna sotto le varie dominazioni straniere vennero militarizzate, sia con l\u2019insediamento di numerose guarnigioni negli ex complessi monastici, sia con la costruzione di fortificazioni stabili in Laguna, nelle isole e in terraferma al margine della conterminazione.<\/span><\/p>\n<div style=\"width: 630px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"Il forte austriaco di Marghera (Venezia) al tempo della Prima guerra d'indipendenza (1848)\" src=\"http:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/thumb\/7\/71\/Forte-marghera.jpg\/640px-Forte-marghera.jpg\" alt=\"Il forte austriaco di Marghera (Venezia) al tempo della Prima guerra d'indipendenza (1848)\" width=\"620\" height=\"451\" \/><p class=\"wp-caption-text\"><\/span> <span style=\"color: #800000;\">Il forte austriaco di Marghera (Venezia) al tempo della Prima guerra d&#8217;indipendenza (1848)<\/span><\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"center\"><span style=\"color: #800000;\">La costruzione di fortificazioni stabili incise sempre pi\u00f9 sulla morfologia lagunare le cui variazioni avvennero in tutto il secolo XIX, sia durante le dominazioni straniere, sia durante il Regno d\u2019Italia. Le variazioni morfologiche della Laguna furono non solo conseguenza della costruzione delle opere militari, ma anche dei vari interventi civili quali la costruzione dei moli alle bocche di porto e l\u2019approfondimento dei fondali per favorire la navigazione, l\u2019utilizzazione infine di terreni barenosi per altri scopi (nuove strutture portuali, infrastrutture di comunicazione).<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">Le conseguenze pi\u00f9 evidenti delle trasformazioni morfologiche allora intraprese e continuate sino ai nostri giorni, sono la riduzione delle superfici di barena, da 160 a 47 kmq., e i mutamenti della fauna e della flora lagunare.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"center\"><span style=\"color: #800000;\"><strong>II &#8211; La situazione ambientale e demografica a Terzo e Tessera e a Campalto<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">La militarizzazione della Laguna interess\u00f2 solo parzialmente la zona di Gronda a Campalto e a Terzo e Tessera: il territorio, che al termine della Repubblica risultava essere in gran parte paludoso o soggetto alle inondazioni e alle acque stagnanti, cio\u00e8 da alcuni secoli praticamente abbandonato a se stesso, continu\u00f2 ad esserlo per tutto il periodo della seconda dominazione austriaca.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">Da varie opere cartografiche risulta che, poco prima della caduta del Governo Veneto, la \u201cparte di sotto della Villa di Tessera\u201d\u00a0 e \u2018la parte superiore Villa di Terzo \u2019 (cio\u00e8 gran parte del territorio) facevano parte della Podasteria di Torcello. La propriet\u00e0 era di pochissimi possidenti, alcuni di essi rappresentanti l\u2019antica ed esausta nobilt\u00e0 veneziana, altri erano la Mensa Patriarcale e vari Ordini religiosi, tutti disinteressati al miglioramento agricolo.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">I terreni erano in gran parte ricoperti da paludi di acque dolci, in misura minore da campi prativi o arativi.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">Non si aveva pi\u00f9 traccia n\u00e9 della centuriazione operata nel periodo altinate, n\u00e9 delle colonizzazioni effettuate dai Monasteri di Santo Stefano, di San Pietro e di Sant\u2019Elena.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">La parte orientale in genere era ricoperta da paludi, valli da strame e canna, valli da pesca e canneti; questa parte appariva praticamente disabitata.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">Un piccolo bosco esisteva nella Villa di Tessera sotto Mestre.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_513\" style=\"width: 242px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-513\" class=\"size-medium wp-image-513\" title=\"Boschi_Tessera\" src=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/Boschi_Tessera-210x300.jpg\" alt=\"Rilievo cartografico di tipo proto-catastale (sec. XVIII\u00b0) di alcuni boschi censiti a Tessera\" width=\"232\" height=\"339\" \/><p id=\"caption-attachment-513\" class=\"wp-caption-text\"><\/span> <span style=\"color: #800000;\">Rilievo cartografico di tipo proto-catastale (sec. XVIII\u00b0) di alcuni boschi censiti a Tessera<\/span><\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"center\"><span style=\"color: #800000;\">Nel territorio vi erano solo tre tronchi di strada conducenti a Dese, a Favaro, alla laguna, e una strada che congiungeva Terzo a Tessera. Non figurava pi\u00f9 il tratto della strada detta \u2018Orlanda\u2019 o via \u2018Emilia Altinate\u2019 che conduceva a Campalto: gi\u00e0 in quell\u2019epoca era stata abbandonata e incorporata in propriet\u00e0 private.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">Situazione solo in parte diversa si riscontrava a Campalto: le paludi erano meno estese, non esistevano pi\u00f9 i boschi, la propriet\u00e0 fondiaria, sempre accentrata in poche mani, era suddivisa in pi\u00f9 poderi e le campagne apparivano meno disabitate.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"center\"><span style=\"color: #800000;\">&#8220;<em>Le vicende dell&#8217;Italia nel corrente 1796 vollero che tagliati fossero dopo tanti secoli i boschi di Campalto folti di Quercie ben grosse e ben alte<\/em>.&#8221; (Giacomo Filiasi in &#8220;<em>MEMORIE STORICHE DE&#8217; VENETI PRIMI E SECONDI<\/em>&#8221; (1811) tomo III ,Capo VIII pag. 237).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"center\"><span style=\"color: #800000;\">Le principali strade esistenti nel territorio erano la \u2018antica via detta Orlanda\u2019, interrotta verso Tessera, ma funzionante verso Mestre; la strada \u2018del Passo\u2019 detta pure \u2018della Cavana\u2019; la via Gobbi che con un incerto tracciato si dirigeva verso Favaro.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">Lo stato del territorio di Terzo e Tessera e di Campalto \u00e8 illustrato da altre mappe catastali del 1817 le quali confermavano la situazione esistente venti anni prima: uniche variazioni si riscontravano nella propriet\u00e0 fondiaria in quanto, dopo la soppressione degli Ordini Religiosi e le innovazioni introdotte dai francesi, tra i vari possidenti figuravano anche alcune famiglie borghesi (Berna, Gazzato, Dal Canton, Giacomuzzi, ecc.). Anche per quanto riguardava la dimensione dei possedimenti si aveva una conferma della situazione precedente; ad esempio negli Atti allegati al Catasto Austriaco si precisava che nel Comune censuario di Terzo e Tessera: \u201c<em>vi sono grandi possessioni di terre arative, di moltissimi prati, pascoli e paludi. In genere sono composte da campi 20 arativi, 60 prativi, 40 pascolivi, 100 (anche 400) di paludi o valli, in genere in un unico corpo. Vi \u00e8 qualche chiusura di 1-5 campi<\/em>\u201d.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">Le maggiori novit\u00e0 introdotte dopo la fine della Repubblica furono quelle che riguardavano\u00a0 l\u2019amministrazione locale: dopo vari tentativi operati dall\u2019Amministrazione Francese, nel 1819 fu istituito il Comune autonomo di Favaro che comprendeva anche le localit\u00e0 che prima erano sottoposto alla Podasteria di Torcello: questo fu un evento importante per la futura vita della comunit\u00e0 che, per\u00f2, sul piano amministrativo venne a distaccarsi maggiormente da Venezia.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">Ulteriori notizie circa la situazione esistente nell\u2019area a ridosso della Laguna, e non solo a Campalto e a Tessera e Terzo, sono fornite nel 1810, durante la dominazione francese, da una relazione del Sindaco del Comune di Porte Grandi che aveva il capoluogo amministrativo a Campalto. La relazione \u00e8 conservata all\u2019Archivio di Quarto di Altino (gi\u00e0 San Michele al Quarto) ed era indirizzata al viceprefetto di San Don\u00e0, da cui allora quel Comune dipendeva (Vedi ricerca 7: \u201c<a style=\"color: #800000;\" title=\"Campalto nel 1810\" href=\"http:\/\/www.terraantica.org\/2011\/11\/30\/campalto-nel-1810\/\">Campalto nel 1810<\/a>\u201d)<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">Per gran parte dell\u2019ottocento, anche dopo il 1819\u00a0 durante la seconda dominazione austriaca, non mut\u00f2 in modo significativo la situazione del territorio e della popolazione che, oltre a subire le conseguenze negative delle guerre austro-napoleoniche, dovette affrontare una grave carestia negli anni 1815 e \u201916.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">Lo scarso numero di abitanti (meno di 500 persone) continu\u00f2 a vivere in un territorio considerato non \u201c<em>salubre in nessuna stagione essendo posto in situazione infelicissima in mezzo a paludi e sulle sponde di Lagune venete fra acque dolci e salse<\/em> \u201c, colpito dalla malaria e dalle ricorrenti epidemie di colera e di vajolo, soggetto alle frequenti inondazioni. In queste zone malsane &#8211; dove spesso l\u2019indice della mortalit\u00e0 era superiore a quello della natalit\u00e0 &#8211; la popolazione residente per molti anni risult\u00f2 insufficiente alle necessit\u00e0 dei lavori agricoli per assolvere i quali \u2018venivano chiamati temporaneamente lavoratori da altri paesi\u2019.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">Solo negli anni \u201840 del XIX secolo si riscontr\u00f2 un lieve aumento della popolazione che, per\u00f2, di nuovo diminu\u00ec ancora per qualche tempo dopo l\u2019insurrezione di Venezia.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">E\u2019 infatti da ricordare che il territorio di Campalto durante l\u2019assedio di Venezia fu molto interessato dai fatti bellici: l\u2019argine destro dell\u2019Osellino fu occupato dalle truppe veneziane, quello sinistro dalle truppe austriache che scavarono delle trincee in via Passo e bruciarono il natante che serviva per attraversare l\u2019Osellino. Furono occupate dagli austriaci molte abitazioni e la canonica, la chiesa fu trasformata in ospedale; alcuni edifici\u00a0 furono danneggiati da bombe provenienti da Forte Marghera. Alcuni giovani di Campalto si arruolarono nell\u2019esercito veneziano, uno di essi fu anche ferito a Tre Porti; altre persone si allontanarono dal paese, ma non si sa se combatterono per Venezia.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_523\" style=\"width: 484px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-523\" class=\"size-full wp-image-523\" title=\"Austriaci_veneziani\" src=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/Austriaci_veneziani.jpg\" alt=\"Schieramenti Austriaci (in rosso) e Veneziani repubblicani (in azzurro) nella battaglia di Forte Marghera\" width=\"474\" height=\"765\" \/><p id=\"caption-attachment-523\" class=\"wp-caption-text\"><\/span> <span style=\"color: #800000;\">Schieramenti Austriaci (in rosso) e Veneziani repubblicani (in azzurro) nella battaglia di Forte Marghera<\/span><\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"center\"><span style=\"color: #800000;\">Nel 1866, quando in agosto nelle campagne comparvero i primi soldati italiani, la popolazione di Campalto insorse contro il parroco accusato con il fratello di essere filo austriaco; il prelato, lasciati gli abiti talari, travestito da villico fugg\u00ec nottetempo; alla base della rivolta, a nostro parere, molto probabilmente non vi era alcun spirito patriottico, ma solo del vecchio rancore nei confronti dell\u2019ecclesiastico.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"center\"><span style=\"color: #800000;\"><strong>III &#8211; Le risorse dell\u2019ambiente lagunare<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">Per quella povera popolazione l\u2019Osellino e le barene della Laguna rappresentavano delle risorse economiche e alimentari. Erano innanzi tutto zone dove effettuare la pesca, un\u2019attivit\u00e0 complementare a quella agricola; gli abitanti infatti nella quasi totalit\u00e0 erano indicati come villici, ma non come pescatori, anche se risulta che si cibassero di pescagione e che venissero assegnate annualmente delle postazioni per la pesca. Nelle valli salse si produceva il pesce novello (cefali, orate, triglie e anguille) che per\u00f2 non era destinato alla popolazione locale.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">Nelle paludi da strame si producevano giunco o grolo di cui ogni anno si raccoglievano nelle zone migliori tre carri per ogni campo trevigiano, un carro e mezzo nelle zone peggiori; nelle paludi da canna ogni due anni vi era un solo taglio delle canne che veniva raccolte in manipoli.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">Negli spazi intermedi tra l\u2019argine dell\u2019Osellino e la laguna dai terreni, \u2018zerbi salsi\u2019 o \u2018maremme\u2019 si\u00a0 ricavavano vari prodotti: logli per l\u2019agricoltura, piante per soda per le industrie vetrarie (salicornia soatica, salsola), e terra per mattoni per le fornaci.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">In queste zone inoltre, poste ai margini della laguna in cui abbondante era la produzione di foraggi e stramatico, era diffusa la pratica di allevare molti bovini di cui \u201csi fa commercio con Venezia e Mestre\u201d e di \u201cmantenere una o pi\u00f9 vacche da frutto ad oggetto di vendere quotidianamente il latte nella vicina citt\u00e0 di Venezia\u201d. Infatti a Campalto, come ai Bottenighi, \u201c<em>la maggior parte bens\u00ec delle donne si portano quotidianamente a Venezia per vendere il latte che ritraggono dagli animali da frutto che ordinariamente mantengono in ogni possessione o chiusura<\/em>\u201d.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_519\" style=\"width: 344px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-519\" class=\"size-full wp-image-519\" title=\"latariole\" src=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/latariole.jpg\" alt=\"Stampa d'epoca raffigurante le &quot;latariole&quot; recanti il latte a Venezia dalle campagne\" width=\"334\" height=\"481\" srcset=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/latariole.jpg 334w, https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/latariole-208x300.jpg 208w\" sizes=\"auto, (max-width: 334px) 100vw, 334px\" \/><p id=\"caption-attachment-519\" class=\"wp-caption-text\"><\/span> <span style=\"color: #800000;\">Stampa d&#8217;epoca raffigurante le &#8220;latariole&#8221; recanti il latte a Venezia dalle campagne<\/span><\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"center\"><span style=\"color: #800000;\"><strong>IV &#8211; Gli accessi alla Laguna: i \u2018Passi\u2019<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">Gli abitanti &#8211; per accedere a queste povere \u2018risorse\u2019 e per commerciare il latte e altri prodotti agricoli a Venezia &#8211; attraversavano l\u2019Osellino in alcuni particolari punti detti comunemente \u2018passi\u2019. In realt\u00e0 i \u2018passi\u2019 erano dei natanti che permettevano di attraversare il Canale, ma nel tempo col toponimo \u2018passo\u2019 si indic\u00f2 anche la localit\u00e0 dove il natante funzionava o dove esisteva un pontile per traghetto lagunare.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">I \u2018passi\u2019 erano situati dove anticamente esistevano le palade; negli ultimi tempi della Repubblica di Venezia in questo tratto di gronda lagunare ne esistevano almeno tre: a Tombelle, a Campalto, e a Tessera. Un altro accesso alla laguna per il traffico fluviale si trovava alla foce del Dese, a Ca\u2019 Vallesina, dove vi esisteva anche\u00a0 una postazione di finanzieri.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">a) &#8211; Passo Tombelle o Badoer:\u00a0 una volta doveva essere piuttosto attivo, infatti in tempi pi\u00f9 antichi esisteva una via la quale, attraversando una zona boschiva, collegava alla Stradella (via Orlanda) il Villaggio di Tombelle ove esisteva l\u2019omonima palada: \u201d<em>\u2026 est una via publica in dicta regula qua incipit ad Tombellum et vadit per nemora Tombelli et finitur super Stradelam<\/em>\u201d (\u2026.).\u00a0\u00a0 Il Passo era\u00a0 posto nei pressi del villaggio di Tombelle e permetteva l\u2019accesso alla laguna tramite il Ghebo Badoer che all\u2019inizio dell\u2019ottocento non era pi\u00f9 in attivit\u00e0 e veniva ricordato come \u201c<em>l\u2019antico passo Badoer non pi\u00f9 funzionante<\/em>\u201d. Non risulta che in quell\u2019epoca vi fosse una strada di una certa importanza: solo un caresone andava dal fiume fino alla via Orlanda (forse l\u2019attuale via Bagaron).<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">b) &#8211; Passo Tessera: era attivo al tempo della Repubblica e per un certo periodo svolse una importante funzione. In tempi remoti infatti esisteva una via pubblica che collegava il villaggio di Terzo alla palada di Tessera dove si caricavano le merci da portare a Venezia: \u201cubi onerantur qua portantur Venetias\u201d.\u00a0\u00a0 La localit\u00e0 probabilmente \u00e8 da identificare con l\u2019antico porto di Terzo.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">Il passo funzionava alla fine del settecento e doveva essere ancora piuttosto frequentato come prova la presenza in riva dell\u2019Osellino di un\u2019osteria detta \u2018di Tessera\u2018 (SEA Laguna, 122). In seguito la zona fu sempre meno abitata e quindi diminu\u00ec il flusso delle merci che da qui venivano portate a Venezia.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">La vecchia strada che da via Orlanda portava alla laguna veniva ancora denominata via del Passo o del Passetto ai primi del novecento (ora \u00e8 detta via Bazzera).<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">&#8211; Passo Campalto: era nell\u2019ottocento il pi\u00f9 importante Passo e raccoglieva gran parte del traffico proveniente da Campalto e da altre zone. Era situato nei pressi del ghebo Morosini, dove esisteva da un tempo immemorabile l\u2019approdo di un traghetto di barche per Venezia.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">Anche qui sorgeva un\u2019osteria che &#8211; come tutta la localit\u00e0 sulla riva sinistra dell\u2019Osellino \u2013 era denominata \u2018al Passo\u2019. La localit\u00e0 era anche detta della \u2018Cavana\u2019.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">Nel 1874, durante il Regno d\u2019Italia, in sostituzione del natante detto \u2018Passo\u2019 fu costruito un ponte di legno che permetteva l\u2019accesso in modo pi\u00f9 facile e pi\u00f9 breve al pontile del traghetto; la zona prospiciente il ghebo Morosini, al di l\u00e0 dell\u2019argine di conterminazione, fu in seguito indicata col toponimo di \u2018Passo Campalto\u2019, anche se il passo, come natante, non esisteva pi\u00f9. Vicino al pontile del traghetto era stato posto dalla Repubblica Veneta il cippo di conterminazione n\u00b0 69.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">Il servizio del natante era pubblico ed era appaltato, per il passaggio era applicato un tariffario.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">Anche per transitare sul\u00a0 ponte di legno fu applicato il pagamento di un pedaggio secondo un tariffario che prevedeva il transito di animali e di carri.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">La strada che congiungeva via Orlanda al Passo era considerata una delle pi\u00f9 importanti del Comune di Favaro e per tale motivo doveva essere qualificata come \u2018comunale\u2019.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"center\"><span style=\"color: #800000;\"><strong>V \u2013 Il Traghetto di Campalto<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">A Campalto, al ghebo detto Morosini, funzionava un servizio di traghetto per Venezia.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">Il servizio di traghetto, anche se dovette interrompere la propria attivit\u00e0 per alcuni periodi a causa delle vicende militari e degli sconvolgimenti politici avvenuti dopo la caduta della Repubblica, riprese a funzionare con regolarit\u00e0 dopo il ritorno degli austriaci avvenuto nel 1814.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">L\u2019arciprete di Campalto, interpellato per iscritto dalla Deputazione municipale di Mestre, il 20 ottobre 1816 descrisse la situazione del pontile di approdo di Campalto dopo il ritorno degli Austriaci (vedi RICERCA 11: \u201c<a style=\"color: #800000;\" title=\"Campalto: breve storia del Traghetto lagunare\" href=\"http:\/\/www.terraantica.org\/2011\/12\/15\/campalto-breve-storia-del-taghetto-lagunare\/\">Campalto: breve storia del traghetto lagunare<\/a>\u201d)<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">Dalla nota dell\u2019arciprete risulta che il traghetto, funzionante da un tempo immemorabile, era stato sempre di\u00a0 pubblico interesse: la struttura infatti era sempre stata riparata o dagli operai dell\u2019Arsenale o dal personale della Finanza. Il concetto fu ribadito negli anni cinquanta quando fu concessa la gestione a Raganello Giovanni, esperto barcarolo.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">Il funzionamento del traghetto doveva essere regolato insieme a quello di Mestre e di Fusina, ma il variare delle vicende politiche ed amministrative lo imped\u00ec. La regolamentazione ufficiale avvenne solo durante il Regno d\u2019Italia. Negli anni \u201950 venne costruita in muratura la caserma della Finanza sulle sponde del Ghebo.<\/span><\/p>\n<p>==============================================================<br \/>\n<blockquote class=\"quotescollection-quote\"><p>C&#8217;\u00e8 un&#8217;aria, un&#8217;aria, ma un&#8217;aria | che manca l&#8217;aria.<\/p>\n<footer class=\"attribution\">&mdash;&nbsp;<cite class=\"author\">Giorgio Gaber<\/cite><\/footer><\/blockquote><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>RICERCHE\u00a0 Dalla Repubblica all&#8217;Unit\u00e0 d&#8217;Italia. \u00a0I cambiamenti ambientali e culturali nella gronda e nell&#8217;entroterra lagunare di Ettore Aulisio I &#8211;\u00a0 La Conterminazione Lagunare: uno spazio da preservare Negli anni 1791 e 1792, alla vigilia della fine della Repubblica di Venezia, &hellip; <a href=\"https:\/\/www.terraantica.org\/?p=508\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[13],"tags":[118,112,111,113,114,82,119,116,120,121,117,115],"class_list":["post-508","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-ricerche","tag-boschi","tag-cippo","tag-conterminazione-lagunare","tag-dominazione-austriaca","tag-forte-marghera","tag-latariole","tag-orlanda","tag-passo-campalto","tag-podestaria","tag-repubblica-serenissima","tag-tessera","tag-tragetti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/508","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=508"}],"version-history":[{"count":17,"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/508\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":526,"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/508\/revisions\/526"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=508"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=508"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=508"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}