{"id":708,"date":"2011-12-29T22:32:32","date_gmt":"2011-12-29T22:32:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.terraantica.org\/?p=708"},"modified":"2018-09-27T10:05:55","modified_gmt":"2018-09-27T10:05:55","slug":"del-buon-uso-dell%e2%80%99immigrazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terraantica.org\/?p=708","title":{"rendered":"Del buon uso dell\u2019immigrazione"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #800000;\">RICERCHE<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #800000;\"><strong>Del buon uso dell\u2019immigrazione<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #800000;\">di Monique Veaute*<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">Per mettere la capitale al riparo dagli sconvolgimenti provocati nell&#8217;impero dalle invasioni barbariche e mettere se stesso al riparo dall\u2019usurpazione da parte dei generali avidi di potere, l\u2019imperatore cristiano Costantino si trasfer\u00ec in Oriente, nella futura Istambul. Mentre in Gallia e in Germania i governatori, appoggiandosi alle legioni romane e alle truppe ausiliarie autoctone, tentavano di amministrare le loro province e facevano il possibile per mantenere l\u2019ordine nelle zone rurali e boschive, a Costantinopoli ci si occupava di quello che si credeva essenziale, ossia la lotta contro l\u2019unico nemico riconosciuto dell\u2019Impero romano: la Persia. L\u2019universo iranico era effettivamente, gi\u00e0 a quei tempi, la frontiera per eccellenza, il baluardo contro cui si infrangevano tutte le imprese belliche dei Romani, che mobilitavano invano le loro truppe migliori. E\u2019 ad Antiochia in Siria che Valente, allora imperatore d\u2019Oriente, aveva radunato per un nuovo assalto i propri consiglieri, eunuchi, generali e fanti scelti della guardia imperiale.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">A circa tremila chilometri di distanza, in quella che si sarebbe chiamata l\u2019Europa Centrale, la situazione era molto pi\u00f9 complessa. Ci si preoccupava poco dei grandi disegni i della Storia e ci si accontentava di sopravvivere in regioni poco ospitali. I coloni romani avevano adottato un atteggiamento pragmatico: dopo che i saccheggiatori erano stati allontanati con la loro parte di argento, prodotti agricoli, oltre che di manodopera e di robusti giovanotti per l\u2019esercito, non chiedevano altro che di convivere di comune accordo con gli indigeni. Questi ultimi d\u2019altronde era suddivisi in miriadi di trib\u00f9, che a loro volta generavano ancor pi\u00f9 numerosi clan e famiglie, che rappresentavano in campo religioso, o per quanto riguarda l\u2019uso delle lingue o le consuetudini di lavoro o artistiche, una gamma infinita di variabili. La norma nei rapporti tra nomadi e stanziali era quindi il contratto o la trattativa pi\u00f9 che lo scontro, sebbene non potesse mai escludere del tutto il rischio che i primi compissero delle razzie ai danni dei secondi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">E\u2019 altrettanto sicuro che, contrariamente a certi eccessi di immaginazione, il legionario rasato di fresco o l\u2019edile drappeggiato nella toga non dovessero tener testa a dei Goti biascicanti, affamati o coperti con pelli di animali. Molti Barbari erano cristiani, raffinati e molto pi\u00f9 esperti nell\u2019uso del greco o del latino dei contadini mandati da Roma a coltivare le terre loro assegnate.\u00a0 In <strong><em>9 Agosto 37. Il giorno dei Barbari<\/em><\/strong> (Laterza, Roma-Bari 2005) Alessandro Barbero ce lo dice con parole d\u2019oggi: \u201c<em>L\u2019Impero romano era gi\u00e0 di per s\u00e9 un impero multietnico, un crogiuolo di lingue, razze, religioni ed era perfettamente in grado di assorbire un\u2019immigrazione massiccia senza esserne per altro destabilizzato<\/em>\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">Perch\u00e9, alla soglia del IV secolo, un improvviso fragore ha tuonato scotendo questa parvenza di equilibrio e i Goti, in fuga dalla culla dei loro popoli, si sono ammassati alle frontiere dell\u2019Impero sulle sponda sinistra del Danubio? Sono state avanzate diversi ipotesi sul verificarsi di questo vero\u00a0 e proprio terremoto. Alcuni lo imputarono alla decadenza, sotto varie forme, dell\u2019Impero romano e a un <em>horror vacui, <\/em>a livello sia demografico che di risorse naturali, tale da risucchiare ed essere prontamente colmato dalle invasioni barbariche. Si accusano spesso le variazioni climatiche, certamente all\u2019origine non del \u201criscaldamento\u201d che oggi \u00e8 all\u2019ordine del giorno, ma di un allargamento delle zone aride che stravolse la geografia umana dell\u2019Asia centrale e della Siberia, con ripercussioni fino al cuore dell\u2019Europa. O ancora pi\u00f9 probabilmente, fu il movimento migratorio degli Unni provenienti dai deserti freddi dell\u2019Estremo Oriente che, scagliandosi sulle retrovie dei popoli barbari, li spense a loro volta fuggire dritto davanti a s\u00e9, fino a fermarsi davanti al <strong><em>limes<\/em><\/strong> romano.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">Comunque sia, bloccati a decine di migliaia al posto di confine all\u2019imbocco di un unico ponte diroccato, i Goti tesero le braccia verso l\u2019altra sponda del fiume, supplicanti e minacciosi insieme, come \u00e8 speso chi chiede asilo. Quanto ai responsabili locali, che pure cercavano di attirare l\u2019attenzione del sovrano tutto preso da preparativi della sua guerra, erano combattuti tra la manna di questa manodopera servile e militare che si offriva abbondante, l\u2019insperata fortuna delle mazzette pretese dai passatori, la torta degli affari procacciati dai trafficanti di viveri al mercato nero e il terrore di venire sopraffatti \u2013 con gli occhi sbarrati, come sui mosaici romani o nei balbuzienti esempi di scultura cristiana \u2013 da quella moltitudine sui cui carri viaggiavano certamente anche molti guerrieri. Per farla breve, i Romani, adottando un comportamento pi\u00f9 tardi condiviso da tanti altri paesi benestanti, esitarono a schiudere le loro frontiere, spingendo all\u2019esasperazione questa enorme massa di gente tratta come bestie, condannata ad un insuperabile attesa. Senza ordini n\u00e9 mezzi, i funzionari alle frontiere non sapevano se dovevano accogliere \u2013 per sfruttarli sino all\u2019osso \u2013oppure se dovevano semplicemente respingere \u2013 il che equivaleva a massacrarli \u2013 la folla di Goti che tentavano l\u2019avanzata ad ogni costo. Non si trattava ormai di stabilire un \u201csoglia di tolleranza\u201d, ma di tentare di stare a galla in un flusso di umanit\u00e0 che sembrava impossibile arginare.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">Per amore di sintesi diciamo che la forza della disperazione dei guerrieri barbara sommata agli indugi dell\u2019imperatore ritornato precipitosamente dalla Siria e agli errori strategici commessi dai suoi generali, non tardarono a far pendere la bilancia a favore dei primi: dopo la battaglia presso <em>Ad Saciles <\/em>e in misura anche maggiore, il <strong>9 agosto 378<\/strong>, quella di Adrianopoli, i giochi erano fatti. L\u2019imperatore Valente fu trucidato negli scontri, le legioni fior fiore dell\u2019esercito romano, furono fatte a pezzi dalla cavalleria barbara e solo le citt\u00e0 fortificate, oltre che qualche grande citt\u00e0, sfuggirono alla conquista dei Goti, ormai in marcia verso Roma, che il loro capo Alarico avrebbe saccheggiato nel 410. E per finire, nel 476, un secolo esatto dopo i primi scossoni, si chiuse il sipario quando il re barbaro Odoacre deposto Romolo Augustolo, l\u2019ultimo imperatore d\u2019Occidente.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">Si era toccato il fondo, per lo meno di una storia manichea e reazionaria che ancora oggi ha qualche sostenitore: l\u2019Impero stava per disintegrarsi sotto colpe dei Goti e le popolazioni civilizzate, vittime della loro stessa mansuetudine \u2013 <em>perch\u00e9 non li abbiamo sterminati fin dall\u2019inizio tutti \u201cquei bruti\u201d, quando era ancora possibile! \u2013<\/em> sarebbero state sbaragliate dalla bestialit\u00e0 barbarica. Un racconto cos\u00ec pieno di odio e di terrore nei confronti dell\u2019altro, se confermato dai fatti, avrebbe facilitato enormemente il compito del curatore della nostra Mostra \u201cRoma e i Barbari\u201d, al quale non sarebbe rimasto che esporre qualche pozza di sangue seccato insieme alle ossa e alle ceneri del genocidio!<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">Come chiunque certamente avr\u00e0 capito, le cose non sono affatto andate cos\u00ec. Al contrario, ben lungi\u00a0\u00a0 dall\u2019essere \u201cla fine di tutto\u201d, questo scossone rappresenta il punto di partenza di una nuova storia e questa secolare immigrazione, sebbene all\u2019epoca mal gestita, ha costituito un elemento essenziale della ricchezza dell\u2019Occidente. Un Occidente ormai lasciato alla merc\u00e8 di se stesso e dei \u201csuoi\u201d Barbari da un Impero d\u2019Oriente che tentava di sopravvivere, pi\u00f9 lontano che mai. Me \u00e8 bastato che riecheggiasse una sola parola, una parola mai pronunciata prima e che avrebbe avuto pi\u00f9 conseguenze in Europa di tutte le conquiste belliche: \u201cintegrazione\u201d, la promessa di un mondo nuovo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">E\u2019 questa mescolanza e ai primi esitanti incontri tra diverse colture ai confini dell\u2019antico Impero che la mostra di Palazzo Grassi ci invita ad assistere.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">__________________________<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">* gi\u00e0 , direttore di Palazzo Grassi.<\/span><\/p>\n<p>==============================================================<br \/>\n<blockquote class=\"quotescollection-quote\"><p>Che straordinario dono sono gli alberi e quante cose potremmo imparare da loro, se solo sapessimo guardarli, vederli, prestare loro l&#8217;amore e l&#8217;attenzione che si presta agli amici.<\/p>\n<footer class=\"attribution\">&mdash;&nbsp;<cite class=\"author\">Susanna Tamaro<\/cite>, <cite class=\"title source\">Cara Mathilde (1997)<\/cite><\/footer><\/blockquote><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>RICERCHE Del buon uso dell\u2019immigrazione di Monique Veaute* Per mettere la capitale al riparo dagli sconvolgimenti provocati nell&#8217;impero dalle invasioni barbariche e mettere se stesso al riparo dall\u2019usurpazione da parte dei generali avidi di potere, l\u2019imperatore cristiano Costantino si trasfer\u00ec &hellip; <a href=\"https:\/\/www.terraantica.org\/?p=708\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[13],"tags":[182,185,181,184,183,186],"class_list":["post-708","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-ricerche","tag-barbari","tag-goti","tag-immigrazione","tag-impero-romano-oriente","tag-invasioni","tag-monique-veaute"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/708","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=708"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/708\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3106,"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/708\/revisions\/3106"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=708"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=708"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=708"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}