{"id":793,"date":"2012-01-03T20:50:20","date_gmt":"2012-01-03T20:50:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.terraantica.org\/?p=793"},"modified":"2018-09-27T10:28:59","modified_gmt":"2018-09-27T10:28:59","slug":"le-bonifiche-del-consorzio-dese-inferiore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terraantica.org\/?p=793","title":{"rendered":"Le bonifiche del  Consorzio Dese inferiore"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #800000;\">RICERCHE<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #800000;\">Le bonifiche del Consorzio Dese inferiore*<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #800000;\">di Luigino Scroccaro<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">Nel decennio 1870 \u2013 1880 tra i 30.770,19 ettari di competenza del Consorzio idraulico Dese, se ne contavano 2051 di malsani e improduttivi per la presenza di paludi e di valli.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> La maggior parte di questi terreni era situata nell\u2019area a nord-est della citt\u00e0 lagunare e precisamente nei Comuni di Favaro, Marcon e Mestre.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> Le paludi di Campalto, Tessera, Dese e Terzo ricoprivano oltre il 10,17 % della superficie del Comune di Favaro, quelle di Gaggio il 14,03% del Comune di Marcon e il terreno paludoso, posto oltre la stazione nella zona di Bottenigo, l\u20191,44% della superficie del Comune di Mestre.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> I danni che queste provocavano erano ben noti a tutti, amministratori e proprietari. Consuete erano le denunce dei Sindaci, in particolare dei Comuni di Favaro e Marcon, per le conseguenze causate dal ristagno delle acque sulla salute dei propri cittadini, denunce che per\u00f2 non andavano al di l\u00e0 del fatto statistico. I pochi proprietari che si suddividevano l\u2019area, lamentavano nel periodo estivo la mancanza di lavoratori resi inabili dalla malaria; nessuno per\u00f2 si preoccupava di rimuovere la causa di questo problema con il risanamento della palude. Nel decennio si registra un solo intervento di bonifica meccanica nella localit\u00e0 Portegrandi nel Comune di San Michele al Quarto, allora sotto il Distretto di San Don\u00e0.<\/span><\/p>\n<div style=\"width: 560px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"Lavori di rettifica del fiume Dese intorno al 1930\" src=\"http:\/\/storiamestre.it\/immagini\/GL-Acque900\/02Deseanni30.JPG\" alt=\"Lavori di rettifica del fiume Dese intorno al 1930\" width=\"550\" height=\"427\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Lavori di rettifica del fiume Dese intorno al 1930<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_807\" style=\"width: 506px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-807\" class=\" wp-image-807 \" title=\"campagnatrevigiana_ciardi\" src=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/campagnatrevigiana_ciardi1.jpg\" alt=\"Campagna trevigiana ritratta da Guglielmo Ciardi. Si vedono chiaramente le aree umide fluviali simili a quelle descritte nel testo\" width=\"496\" height=\"227\" \/><p id=\"caption-attachment-807\" class=\"wp-caption-text\">Campagna trevigiana ritratta da Guglielmo Ciardi. Si vedono chiaramente le aree umide fluviali simili a quelle descritte nel testo<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">Nel 1882 il Parlamento eman\u00f2 una legge specifica sulla Bonifica, detta legge Baccarini, che dett\u00f2 delle normative sul recupero dei terreni paludosi a livello nazionale. Essa divideva le bonifiche in due categorie: di prima quelle che prevedevano opere di carattere agrario ed igienico e di seconda quelle che si limitavano ad interventi agricoli.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> La nuova normativa divenne subito occasione di dibattito in tutta la provincia di Venezia coinvolta per la forte presenza di aree paludose.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> Nel Distretto di Mestre gli amministratori del Comune di Favaro , riunitisi in data 23 settembre 1883 per deliberare se far rientrare o meno l\u2019area paludosa del Comune nella Boni-fica di prima categoria, si dichiararono contrari all\u2019operazione anche alla luce del parere dei proprietari. Non valeva la pena, affermavano alcuni consiglieri di Favaro, risanare la zona paludosa perch\u00e9 il guadagno non sarebbe stato poi cos\u00ec immediato ed evidente, stante anche il tipo di contratto che era in uso sulle terre di palude quattro volte inferiore a quello delle terre alte e medie. I proprietari in un primo momento non aderirono probabilmente perch\u00e9 non erano convinti di quanto avveniva in altra parte del Veneto, nel rodigino, dove le terre risanate avevano aumentato considerevolmente il loro valore. Quanto poi salvataggio che sarebbe derivato alla salute degli abitanti di Favaro con la bonifica dell\u2019area paludosa, i consiglieri affermavano che \u201c<em>in fondo il centro abitato era abbastanza lontano dalle paludi e veniva a soffrire poco degli odori e dei miasmi della palude e delle febbri<\/em>\u201d. Piuttosto, invitavano lo Stato e la Provincia ad intervenire sulla laguna, l\u00e0 dove l\u2019acqua dolce si incontra con quella salata, causa secondo gli amministratori di Favaro del cattivo odore e dell\u2019aria irrespirabile.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> Nel frattempo per\u00f2 il Prefetto di Venezia, in attuazione della legge Baccarini, aveva nominato una Commissione per le Bonifiche in ogni Distretto della Provincia. La Commissione del Distretto di Mestre, che allora comprendeva oltre al comune mestrino, quelli di Chirignago, Favaro, Marcon, Martellago, Spinosa e Zelarono, relazion\u00f2 sul risultato dei suoi lavori il 23 aprile 1884 attraverso Napoleone Ticozzi. Contrariamente a quanto deciso dal Consiglio Comunale di Favaro, sollecit\u00f2 tutti i Comuni del Distretto i particolare quelli di Marcon, Favaro e Mestre ad intraprendere la bonifica dei terreni malsani pensando soprattutto ai vantaggi igienici che ne sarebbero derivati in quanto \u201c<em>non vi \u00e8 oro che paghi la salute<\/em>\u201d. Il rapporto metteva anche in risalto i benefici economici che sarebbero seguiti alla coltivazione dei terreni fino ad allora improduttivi. Inoltre si sollecitava il Governo ad intervenire nella zona lagunare le cui paludi influivano negativamente sulla salute degli abitanti di Favaro. Invitava quindi i possidenti interessati a costituirsi in Consorzi di Bonifica e i Consorzi esistenti ad associarsi al Governo per il risanamento dei terreni; fino a quella data infatti il Consorzio Dese a cui era affidato il regime idraulico della zona interveniva soprattutto sulla manutenzione dei tre fiumi, Dese, Marzenego-Osellino e Zero con il loro scoli per un totale di quasi 303 chilometri di corsi d\u2019acqua.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">Nel 1887 un Regio Decreto classificava la zona bassa del Consorzio, in particolare quella che comprendeva il bacino denominato Terzo con Tessera, in Bonifica di prima categoria, dimenticando di inserire tra i benefici, che questo prevedeva, l\u2019estesa palude del Comune di Marcon.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> Il primo progetto di Bonifica del Consorzio Dese arriv\u00f2 nel 1889; esso prevedeva l\u2019arginatura dei fiumi e la canalizzazione delle acque con la costruzione di numerosi scoli, scegliendo il fiume Dese \u201c<em>come il pi\u00f9 opportuno per lo smaltimento delle acque della bonifica<\/em>\u201d sui quali realizzare un impianto idrovoro costituito da pi\u00f9 locali ove ospitare i macchinari, il carbone, le turbine, le caldaie. Erano poi progettate alcune strade e dei pozzi artesiani.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> I lavori per\u00f2 non partirono e la decisione dell\u2019intervento fu rinviata dagli amministratori del Consorzio. Nel frattempo alcuni possessori di fondi interessati alla bonifica e non indifferenti al problema, come il barone Treves e il Conte Malvolti nelle loro propriet\u00e0 di Lito Marino e Zuccarello risanarono qualche centinaio di ettari attraverso la bonifica meccanica.<\/span><\/p>\n<div style=\"width: 560px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"Scariolanti durante i lavori di costruzione di un canale di bonifica\" src=\"http:\/\/storiamestre.it\/immagini\/GL-Acque900\/01BONIFICA.JPG\" alt=\"Scariolanti durante i lavori di costruzione di un canale di bonifica\" width=\"550\" height=\"348\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Scariolanti durante i lavori di costruzione di un canale di bonifica<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #800000;\"><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">Gli eventi bellici del 1915 \u2013 1918, in particolare dopo la rotta di Caporetto che vide coinvolta quest\u2019area nelle immediate retrovie del Piave, rallentarono qualsiasi desiderio di bonifica e resero vano il lavoro di questi privati in particolare del Conte Malvolti le cui opere furono distrutte.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> In quegli anni la situazione igienico sanitaria peggior\u00f2 per una ulteriore diffusione della malaria. Un giornale di Treviso, \u201cLa Riscossa\u201d diretto dal repubblicano Guido Bergamo, in un numero del 1921 accusava il Ministro delle Terre Liberate, che aveva sede nel capoluogo della Marca, di non interessarsi alle condizioni igienico sanitarie delle campagne dove \u201c<em>la malaria ha assunto una tale intensit\u00e0 e estensione epidemica che la necessit\u00e0 di efficaci ed estesi provvedimenti si fa cos\u00ec assillante da non consentire ulteriori indugi<\/em>\u201d. Il giornale porta come esempio proprio il Comune di Favaro dove \u201c<em>esiste un\u2019estesa zona paludosa suscettibile di Bonifica agraria<\/em>\u201d.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> Nel 1922 il Consorzio \u201cDese Inferiore\u201d, costituito in data 8 dicembre 1922 chiese la concessione delle opere di bonifica di un primo bacino del suo comprensorio. Finalmente nel 1925 ancor prima dell\u2019avvento della Bonifica integrale voluta da Mussolini, \u201c<em>nel clima rinnovatore del \u201cfascismo\u201d venne presentato un nuovo progetto per il risanamento delle aree paludo-se del comprensorio di Bonifica \u201cDese Inferiore<\/em>\u201d: si trattava di un\u2019area di 9820 ettari di cui 3456 interessavano il Comune di Favaro, 1686 quello di Marcon, suddivisi in quattro bacini Zuccarello, Cattal, Campalto e Marghera. Per il prosciugamento dell\u2019area erano previsti numerosi interventi sia per motivi igienici, sia per rendere produttiva la terra.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> L\u2019avvio dei lavori fu quasi immediato tanto che il risanamento del bacino Zuccarello nel Comune di Marcon nel 1928 era gi\u00e0 terminato grazie a 140 mila ore di lavoro.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> Nello stesso anno iniziarono i lavori del secondo Bacino, quello Cattal (Terzo-Tessera), conclusi nel 1930, dopo 210 mila ore di lavoro.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> La realizzazione del terzo bacino, quello di Campalto, dovette invece attendere il dopo guerra; negli anni 1947 \u2013 1948 venne infatti costruita l\u2019idrovora e questo per il minor interesse agrario ed igienico della zona e questo per il minor interesse agrario ed igienico della zona.<\/span><\/p>\n<div style=\"width: 434px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"Lavori di costruzione del Canale di bonifica del bacino Cattal\" src=\"http:\/\/storiamestre.it\/immagini\/GL-Acque900\/Cattal.JPG\" alt=\"Lavori di costruzione del Canale di bonifica del bacino Cattal\" width=\"424\" height=\"500\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Lavori di costruzione del Canale di bonifica del bacino Cattal<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #800000;\"><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">Notevoli i risultati ottenuti, prima di tutto scomparve la malaria, migliorando le condizioni sanitarie degli abitanti. Le superfici appoderate appartenenti allora a grandi e medi proprietari come Volpi, Marcello, Malvolti, Brandolini, ma anche a Fondazioni come Gli Esposti e la Querinini-Stampalja, aumentarono considerevolmente di valore, condotte in mezzadria, in proprio o in affitto. Le coltivazioni erano soprattutto intensive caratterizzate da vaste estensioni di cereali, ma non mancavano altre colture: in una propriet\u00e0 furono messi a dimora 100 mila gelsi, 150 mila viti. Aument\u00f2 il patrimonio zootecnico.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> Nelle numerose case coloniche che vennero costruite su campagne di 20-25 ettari si stabilirono nuclei familiari non solo del territorio, ma anche provenienti da altre regioni dando origine agli abitati che poi sarebbero diventati i paesi di San Liberale e di Ca\u2019 Noghera.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\">*(Sintesi del brano \u201cPalude\u201d di Luigino Scroccaro,<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"> pubblicato in \u201cPer terra \u2026 per acqua \u2026\u201d, del 2003).<\/span><\/p>\n<p>==============================================================<br \/>\n<blockquote class=\"quotescollection-quote\"><p>Non posso cambiare la direzione del vento per\u00f2 posso direzionare le vele del mio destino.<\/p>\n<footer class=\"attribution\">&mdash;&nbsp;<cite class=\"author\">James Dean<\/cite><\/footer><\/blockquote><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>RICERCHE Le bonifiche del Consorzio Dese inferiore* di Luigino Scroccaro Nel decennio 1870 \u2013 1880 tra i 30.770,19 ettari di competenza del Consorzio idraulico Dese, se ne contavano 2051 di malsani e improduttivi per la presenza di paludi e di &hellip; <a href=\"https:\/\/www.terraantica.org\/?p=793\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[13],"tags":[220,22,215,210,211,212,31,213,214,216],"class_list":["post-793","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-ricerche","tag-bonifica","tag-campalto","tag-cattal","tag-consorzio-dese","tag-favaro","tag-marcon","tag-mestre","tag-paludi","tag-terzo-tessera","tag-zucarello"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/793","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=793"}],"version-history":[{"count":18,"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/793\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3146,"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/793\/revisions\/3146"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=793"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=793"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=793"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}