{"id":898,"date":"2012-01-13T09:10:03","date_gmt":"2012-01-13T09:10:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.terraantica.org\/?p=898"},"modified":"2018-09-27T10:24:32","modified_gmt":"2018-09-27T10:24:32","slug":"la-laguna-e-vita-la-pesca-tradizionale2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terraantica.org\/?p=898","title":{"rendered":"La laguna \u00e8 vita: la pesca tradizionale"},"content":{"rendered":"<div class=\"entry-content\">\n<p><span style=\"color: #800000;\">RICERCHE<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #800000;\">La laguna \u00e8 vita: la pesca tradizionale*<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #800000;\">di Pino Sartori<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">Numerose testimonianze raccolte da persone anziane che hanno vissuto la transizione temporale, sociale ed economica dall\u2019anteguerra al periodo postbellico del grande sviluppo economico ci confermano che i legami con la laguna e le barene antistanti a Campalto, Tessera, fino alla palude del Montiron erano molto intensi ed estesi non solo alle comunit\u00e0 che si affacciavano direttamente sugli argini lagunari, ma anche con ampi strati di popolazione contadina o operaia che residevano entro una fascia della terraferma che arrivava fino a Gaggio, Marcon, Dese, ecc..<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">Le ragioni di questi legami erano fondate sulle necessit\u00e0 di sussistenza e sopravvivenza, per le poche risorse conseguenti alle capacit\u00e0 di produrre reddito con la sola manovalanza o mezzadria.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">L\u2019accesso agli spazi lagunari con semplici strumenti di pesca o di raccolta trasportabili da casa e senza dover ricorrere ad imbarcazioni era una certezza per assicurare un pasto decente magari ad una famiglia numerosa com\u2019era spesso in quegli anni.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\"><strong>La guerra di una sedicenne<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">Il racconto di Emma Cester Pellizzer, che attraversa il periodo bellico, \u00e8 una testimonianza illuminante della condizione di vita di molte ragazze che ancor giovani dovevano assumere la responsabilit\u00e0 di \u201cmandare avanti\u201d una famiglia. E\u2019 soprattutto un esempio di come la popolazione di questo territorio \u00e8 riuscita, con sacrifici e tenacia, a superare le tristi condizioni di vita\u00a0 di una volta ricorrendo alla laguna.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\"><em>\u00abSono nata nel 1924 a Favaro, in mezzo alla campagna; dopo, quando avevo 9-10 anni sono andata ad abitare vicino alla Torre della Chiesa, in via Pezzana, in una casa in mezzo ai campi, vicino al Forte, sulla strada che da via Pezzana porta a Dese. La casa era di Franchin, mio padre era operaio, andava a governare le bestie, lavorava nella stalla della fattoria grande, all\u2019inizio di via Pezzana; la casetta era abbastanza in ordine, abitavamo da soli, senza altre famiglie. Ci siamo stati cinque sei anni, poi siamo andati ad abitare in via del Cristo, mio padre era sempre operaio, ma andava a lavorare al Forte Marghera.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\"><em>In via del Cristo abitavamo in una baracca; Franchin ci aveva buttati fuori di casa, e allora ci hanno messo una baracca proprio dove ora c\u2019\u00e8 la stazione dell\u2019aeroporto. Non avevamo niente, la baracca era impostata tra la terra e il fosso, era una baracca in legno, tutta rotta, che dopo ci \u00e8 toccato di puntarla coi travi, che franava.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\"><em>Eravamo dodici fratelli, senza la mamma, morta dando alla luce l\u2019ultima bambina; \u00e8 morta a 41 anni, appena andati ad abitare nella baracca; \u201c<strong>m\u00ec gavevo sedici anni e cos\u00ec dopo go fato tuto mi<\/strong>\u201d; mio pap\u00e0 a 59 anni \u00e8 morto anche lui, per l\u2019asma contratta quando lavorava nella stalla.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\"><em>\u201c<strong>Per \u2018ndare avanti\u2026non ve digo cossa: go patio fame fredo, mi me tocava andar a pescar in laguna,<\/strong> queo che pescavo \u2013 me tolevo la bicicleta \u2013 portavo a Mestre al merca\u2019, vendivo queo che gavevo pesca&#8217;\u00a0 e con queo vivevimo\u201d. Avevo 17 \u2013 18 anni, era proprio durante la guerra, i miei fratelli pi\u00f9 grandi che potevano lavorare, erano invece tutti e tre \u201c<strong>via a militar, e mi de dodese gero a casa mi sola, dopo de mi ne gera otto<\/strong>\u201d, la pi\u00f9 piccola aveva appena 40 giorni, le altre un anno e mezzo, due, tre, quattro anni e via.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\"><em>Durante la guerra, \u201c<strong>ai fradei toc\u00f2 molar la scuola parch\u00e8 non ve gera da magnar e allora andavano nelle famiglie dei contadini a servir, a lavorar<\/strong>\u201d.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\"><em>I bombardamenti: mi ricordo che c&#8217;\u00e8 stato un bombardamento per sbaglio \u201c<strong>i credeva de bonbardar la strada de Venezia, o per scaricar queo che gaveva, invese i ga scarica\u2019 in laguna; o voleva \u2013 parch\u00e8 ve gera un forte \u2013 abater queo, o voleva scaricar ste bonbe.. Mi gero a pescar\u2026 sa com&#8217;\u00e8<\/strong> in laguna che ve xe a tera tenera.., che gavemo perso tuto \u2013 che gavemo ciap\u00e0 tanta paura che me vien ancor ag\u00ectassion \u2026 Sprissi de aqua, \u2026 de tera\u2026 \u201d.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\"><em>Era nel \u201944; \u201c<strong>adesso me f\u00e0 piaser parlar, non xe bei ricordi, per\u00f2 te fa una certa agitassion\u2026<\/strong>\u201d.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\"><em>Si viveva con la roba della pesca: con la barca partivo da dove ora c&#8217;\u00e8 l\u2019aeroporto, in 4-5 persone per barca \u201c<strong>e andavimo via, mi vogando, v\u00eccino a Montiron, a pescar su a riva del canal, a pescar caparossoli<\/strong>\u201d; e adesso che capisco un po\u2019 di pi\u00f9 di quel periodo l\u00e0, \u201cc<strong>he se gavessi un fio che gavesse fato tutto queo che go fato mi, me far\u00eca morir per a paura; con una ganba gerimo su la riva del canal, con quest\u2019altra ganba non te sentivi che il v\u00f2do, pescavo con le mani; i caparozzoli erano trenta centimetri soto el fondo<\/strong>\u201d.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\"><em>La famiglia andava avanti con il ricavato dalla pesca; \u201c<strong>co queo che ciapavo dalla vendita de la pesca<\/strong>, quando tornavo indr\u00eco ciapavo el pan, el late, a Tessera da Galliano, vicino alla Torre: aveva un\u2019osteria e in pi\u00f9 anche la bottega del casuin; si trovava dove ora c&#8217;\u00e8 la trattoria. Galliano gera un pap\u00e0; era un nostro benefattore, perch\u00e9 aiutava tutti se poteva aiutare, soprattutto le famiglie bisognose. Gera un compagno, anche durante il fascismo\u201d.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\"><em>Oltre lui c\u2019era Nello Dotta, un meccanico di Tessera, che aggiustava le biciclette, ma era cos\u00ec di bont\u00e0, bravo, umano, quando si aveva bisogno bastava andar da lui\u2026 Galliano ci ha aiutato tanto.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\"><em>Delle volte \u201c<strong>rivava sera che non ve gera niente, se andava in prest\u00ecto dea negorsa e andavimo sull\u2019Oselin, visino dove abitavamo, e prendevamo i sch\u00eceti e ganbereti, in do minuti; poi li facevamo fritti<\/strong>\u201d.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\"><em>A volte per far la polenta non c\u2019era la legna; i fratelli pi\u00f9 piccoli andavano a legna in barena o, di l\u00e0 del fosso, \u201c<strong>i andava a fregar la legna<\/strong>\u201d.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\"><em>Alla sera si mangiava poco, \u201c<strong>do o tre fighetti, la succa col late, un vovo sbattuto per sette; di poenta ne gavemo magn\u00e0 tanta, che adesso \u2026 ! Magnavimo un po\u2019 de tuto<\/strong>\u201d, nei campi prendevamo le \u201c<strong>pestenaie<\/strong>\u201d, una specie di carota selvatica, i nespoli.. Per fortuna siamo stati bene in salute.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\"><em>Quando i fratelli sono tornati dalla guerra sono andati a lavorare a Porto Marghera; \u201c<strong>dopo se cominci\u00e0 a viver da cristiani<\/strong>\u201d \u00bb<\/em>. (Emma Cester Pellizzer)<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_532\" class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"width: 532px;\">\n<p><span style=\"color: #800000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-532\" title=\"GCiardi_pescatoreinbarena\" src=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/GCiardi_pescatoreinbarena.jpg\" alt=\"Guglielmo Ciardi. Pescatore in barena, 1870 (dal Catalogo delle opere di Guglielmo Ciardi. Regione Veneto - Antiga Edizioni)\" width=\"522\" height=\"248\" srcset=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/GCiardi_pescatoreinbarena.jpg 522w, https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/GCiardi_pescatoreinbarena-300x142.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 522px) 100vw, 522px\" \/><\/span><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Guglielmo Ciardi. Pescatore in barena, 1870 (dal Catalogo delle opere di Guglielmo Ciardi. Regione Veneto &#8211; Antiga Edizioni)<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\"><strong>Cape e mo\u00e9che<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">Il successivo racconto della signora Cesira Cavallari Catalano indica in quale modo la costruzione dell\u2019aeroporto modific\u00f2 il rapporto che per secoli era esistito tra popolazione e l\u2019ambiente laguna.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\"><em>\u00abHanno trasformato l\u2019ambiente naturale di Favaro quando hanno costruito l\u2019aeroporto: hanno rovinato le strade, la pesca \u00e8 diventata pi\u00f9 difficoltosa. Per andare a pesca una volta bisognava attraversare l\u2019Osellino con la barca, pagando 5 centesimi. La barca era di Semenzato, un anziano. Tutti lavoravano i campi e andavano a pesca per loro stessi. Dei pescatori venivano a pescare da Marcon. Usavano la \u201c<strong>negorsa<\/strong>\u201d era costituita da un manico lungo con la rete all\u2019estremit\u00e0. Una rete pi\u00f9 piccola, il \u201c<strong>sucolo<\/strong>\u201d. serviva per mettere dentro il pesce. Mio zio pescava per s\u00e9, spesso pescava tanto pesce, ma ci voleva tanto olio per friggerlo e non ce n\u2019era; allora si distribuiva il pesce agli amici. Dopo la costruzione dell\u2019aeroporto hanno chiuso il canale Osellino in fianco alle nuove costruzioni, cos\u00ec \u00e8 stato tolto il passaggio e non c\u2019era pi\u00f9 modo di andare in laguna. Bisognava andare pi\u00f9 avanti, alle foci del Dese o al canale S. Maria o alla palude di Cona. Nelle terre dell\u2019Azienda del conte Marcello montavamo in barca e da l\u00ec si prendeva la fossa storta e si usciva in laguna. In quel punto si andava col rastrello \u201c<strong>a cape e mo\u00e8che\u201d, con la \u201cnegorsa\u201d per i passarini per far \u201csaor\u201d, per i \u201cg\u00f2\u201d per far risotto<\/strong>\u201d. La fiocina si \u00e8 usata pi\u00f9 tardi. Col cestino sotto braccio andavo a pescare le cappe che si mangiavano crude con la polenta. Da Favaro si arrivava a piedi fino a dove ora c&#8217;\u00e8 l\u2019aeroporto o al Passo Campalto. L\u2019acqua era pulita. Con un paio di pantaloni si entrava nell\u2019acqua e si prendevano le cappe che si trovavano dove c\u2019erano le foglioline. Avevo un cestino anche per pulire le cappe. Una volta alcuni uomini sono andati a pescare con un pescatore credendo di trovare passarini e go\u2019, invece vicino a un cumulo di sassi hanno visto guizzare i bisati, le anguille. Con la fiocina ne hanno pescate in quantit\u00e0, le hanno pestate sui sassi. Hanno pescato tante anguille grosse e la pi\u00f9 grossa \u00e8 stata offerta al dottor Bazzarin. Dopo la costruzione dell\u2019aeroporto, il pesce non si \u00e8 riversato pi\u00f9 in laguna. Tanti sassi grandi erano stati buttati nell\u2019acqua, sono state fatte delle basi riconoscibili dall\u2019alto per orientare gli aerei. L\u2019inaugurazione dell\u2019aeroporto con la presenza del Patriarca Urbani \u00e8 avvenuta nel 1959. Ricordo che la barca che di solito ci traghettava \u00e8 stata messa davanti all\u2019aeroporto, per mettere in evidenza i mezzi di cui una volta potevamo disporre e la semplicit\u00e0, la povert\u00e0 e la felicit\u00e0 della vita di allora\u00bb.<\/em> (Cesira Cavallari Catalano).<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_533\" class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"width: 506px;\">\n<p><span style=\"color: #800000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-533\" title=\"G.Ciardi Pescatore con negossa\" src=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/G.-Ciardi_pesc_negossa.jpg\" alt=\"Guglielmo Ciardi &quot;Pescatore in laguna&quot; olio su tela cm 47,5 x 82,5 (per gentile concessione della Fondazione Cariplo)\" width=\"496\" height=\"335\" srcset=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/G.-Ciardi_pesc_negossa.jpg 496w, https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/G.-Ciardi_pesc_negossa-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/G.-Ciardi_pesc_negossa-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 496px) 100vw, 496px\" \/><\/span><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Guglielmo Ciardi &#8220;Pescatore in laguna&#8221; olio su tela cm 47,5 x 82,5 (per gentile concessione della Fondazione Cariplo)<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">Un altro squarcio di vita sui quei tempi ci viene dato da questa terza testimonianza.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\"><em>\u00abSpesso si andava a pescare in laguna, al \u201c<strong>Faneo<\/strong>\u201d o alla \u201c<strong>Ponta Longa<\/strong>\u201d. Partivamo da casa a piedi, con tre, quattro fette di polenta fredda in tasca e le braghe corte per cambiarci. L\u2019acqua allora era bella limpida e si andava a \u201c<strong>mo\u00e9che<\/strong>\u201d, \u201c<strong>cape<\/strong>\u201d, \u201c<strong>busi de g\u00f2<\/strong>\u201d (una volta in un solo buco ne ho presi quattordici!). Quando si era fortunati si pescava anche qualche \u201c<strong>passarin<\/strong>\u201d e qualche \u201c<strong>bisato<\/strong>\u201d. Alla fine tiravamo fuori le fette di polenta fredda e le mangiavamo con le \u201c<strong>cape crue<\/strong>\u201d. Sar\u00e0 stata anche la fame, ma sento ancora in bocca il gusto di quel cibo semplice e meraviglioso.\u00bb <\/em>(Gino Bolzonella)<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">Un\u2019ultima testimonianza della signora Antonietta Semenzato, nuora della titolare dell\u2019osteria \u201c<em>al frutariolo<\/em>\u201d in via Gobbi, rammenta che spesso la gente rientrando a casa da un pomeriggio di pesca in barena si fermava all\u2019osteria, che fungeva anche da spaccio del sale e dei tabacchi; qualcuno fra gli uomini, dopo aver bevuto un\u2019 \u201c<em>ombra<\/em>\u201d di vino, chiedeva di scambiare, per un po\u2019 sale, mezzo toscano o poche sigarette \u201c<em>alfa<\/em>\u201d o \u201c<em>nazionali<\/em>\u201d, le \u201c<em>mo\u00e9che<\/em>\u201d, le \u201c<em>cape<\/em>\u201d, o le \u201c<em>schie<\/em>\u201d che l\u2019intraprendente ostessa offriva fritte agli avventori.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">Le storie e le esperienze di questa generazione non sono del tutto scomparse dal nostro entroterra, si sono solo trasformate nelle generazioni successive; i figli e i nipoti infatti hanno appreso le manualit\u00e0 della pesca e le conoscenze sulla laguna dai genitori e dai nonni, ma le utilizzano adesso per il loro tempo libero; a Campalto molte persone dispongono di una imbarcazione tradizionale adatta alla laguna; la maggior parte la usa soprattutto per la\u00a0 pesca hobbystica che d\u00e0 la possibilit\u00e0 di catturare con strumenti tradizionali i prodotti dell\u2019ecosistema, e di imbandire una cena frugale, ma salutare, come i loro genitori. Addirittura ci sono ben tre Associazioni culturali e del tempo libero che organizzano e coordinano le attivit\u00e0 di queste persone in modo che l\u2019approccio con l\u2019ambiente lagunare sia il pi\u00f9 appropriato.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">Una di queste tramanda ai giovani le conoscenze e le tecniche anche per autocostruirsi le varie tipologie di reti e altri strumenti per la pesca.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">Anche la piccola economia del paese \u00e8 improntata da questa radicata tradizione: c&#8217;\u00e8 un negozio che commercia in articoli per la pesca amatoriale il quale provvede anche alla fornitura delle esche (corbole = <span style=\"text-decoration: underline;\"><em>Upogebia litoralis<\/em><\/span>; tremolina = <span style=\"text-decoration: underline;\"><em>Nereis diversicolor<\/em><\/span>; lombrico = <span style=\"text-decoration: underline;\"><em>Lumbricus terrestris<\/em><\/span>; ecc.) per gli appassionati che non si premurano di procurarsele da s\u00e9. Un altro negozio si sta affermando per fornire alla numerosa flotta di utenti lagunari l\u2019attrezzatura di servizio e di sicurezza prevista, giustamente, dalle disposizioni di legge.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">Il porticciolo di Campalto non \u00e8 mai stato il riferimento per una economia basata sulla\u00a0\u00a0 pesca professionale in grado di contare nel bilancio dell\u2019intera comunit\u00e0, anche se persone che hanno praticato questa professione ci sono state: anzi sopravvive ancora un pescatore ultraottantenne che fa della pesca la sua ragione di vita.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">Il legame dei campaltini con la laguna si sta rinsaldando in questi ultimi anni: ne sono riprova l\u2019arrivo di molti canoisti ed escursionisti nautici da varie parti d\u2019Europa e la manifestazione \u201cCampo-alto-mare\u201d organizzata dalle realt\u00e0 associative locali, una sorta di fiera dell\u2019usato delle attrezzature nautiche tradizionali e lagunari.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">Le consuetudini della pesca tradizionale comunque non sono cambiate nelle modalit\u00e0, negli orari e nei calendari: quelli li detta l\u2019ecosistema, ma per i materiali degli strumenti di\u00a0 pesca. L\u2019impiego dell\u2019acciao\/ferro per alcune parti di essi, l\u2019uso della plastica e della resina di vetro al posto del legno per le imbarcazioni, l\u2019arrivo delle fibre di nylon in sostituzione del cotone per le reti da pesca ha enormemente facilitato le pratiche della pesca, anche se questo ha incentivato l\u2019usa-e-getta di alcuni supporti con detrimento per l\u2019ambiente e la perdita delle conoscenze per il restauro delle attrezzature come il rammendo delle reti da pesca. Ovviamente l\u2019impiego dei piccoli propulsori a motore ha determinato un cambiamento totale dei ritmi con cui la gente programmava la propria uscita in laguna ed inoltre l\u2019uso di nuovi materiali tecnologici (ad es.: compensato lamellare marino) per la costruzione delle imbarcazioni ha completamente rinnovato anche le forme delle stesse ideandone delle nuove come la \u201c<em>patana<\/em>\u201d o \u201c<em>patanella<\/em>\u201d derivata dal saltafossi, ma di dimensioni adeguate all\u2019impiego del motore.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_537\" class=\"wp-caption alignright\" style=\"width: 310px;\">\n<p><span style=\"color: #800000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-537\" title=\"saltafossi\" src=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/saltafossi-300x165.png\" alt=\"Saltafossi, imbarcazione tradizionale lagunare per la pesca in prossimit\u00e0 delle barene.\" width=\"300\" height=\"165\" \/><\/span><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Saltafossi, imbarcazione tradizionale lagunare per la pesca in prossimit\u00e0 delle barene.<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">I tipi di pesca tradizionale e relativi strumenti, sommariamente praticate a Campalto in modalit\u00e0 amatoriale e non professionale ancor oggi sono quelle con le reti da posta, con attrezzi a mano e con lenze.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">Delle reti si usano ancora: la \u201c<em>tartanella ciara<\/em>\u201d, una piccola rete (~10 m) da trascinamento (\u201c<em>tratta<\/em>\u201d) o da posta con cui pescare \u201c<em>schie<\/em>\u201d, \u201c<em>anguele<\/em>\u201d, \u201c<em>marsioni<\/em>\u201d, \u201c<em>cievoli<\/em>\u201d; e il \u201c<em>tramaglio<\/em>\u201d che \u00e8 una rete fissa detta \u201c<em>da imbroco<\/em>\u201d con le maglie sempre proporzionate alla grandezza del pesce a cui \u00e8 destinata.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_540\" class=\"wp-caption alignleft\" style=\"width: 228px;\">\n<p><span style=\"color: #800000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-540\" title=\"pescatradiz_rid\" src=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/pescatradiz_rid-218x300.jpg\" alt=\"Pesca alla &quot;tratta&quot;con la &quot;tartanella ciara&quot; (Foto ASAP)\" width=\"218\" height=\"300\" \/><\/span><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">\u00a0Pesca alla &#8220;tratta&#8221;con la &#8220;tartanella ciara&#8221; (Foto ASAP)<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">I tramagli (o tremagli perch\u00e9 formati da tre pezze di rete sovrapposte) sono conosciuti in laguna come \u201c<em>cerberal<\/em>\u201d o \u201c<em>sorbere<\/em>\u201d o in funzione di quello che si pesca \u201c<em>re\u2019 da barboni<\/em>\u201d o \u201c<em>re\u2019 da sepe<\/em>\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">L\u2019uso di rete fissa (di lunghezza non superiore ai 20 m per i pescatori amatoriali) abbinata alla \u201c<em>cogularia<\/em>\u201d (\u201c<em>cogolo<\/em>\u201d o \u201c<em>bertovelo<\/em>\u201d) vien denominata \u201cserraglia\u201d in lingua \u201cseragia\u201d o \u201cciusa\u201d dall\u2019evidente significato; questa pesca \u00e8 fatta da maggio a settembre per le anguille, cefali e \u201cpassarini\u201d.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_542\" class=\"wp-caption alignright\" style=\"width: 310px;\">\n<p><span style=\"color: #800000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-542\" title=\"Cogolaria, cogolo o bertovelo, camera senza uscita abbinata alle reti a &quot;tremagli&quot; o alle &quot;seragie&quot;\" src=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/Cogolaria_r-300x208.jpg\" alt=\"Cogolaria, cogolo o bertovelo, camera senza uscita abbinata alle reti a &quot;tremagli&quot; o alle &quot;seragie&quot;\" width=\"300\" height=\"208\" \/><\/span><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Cogolaria, cogolo o bertovelo, camera senza uscita abbinata alle reti a &#8220;tremagli&#8221; o alle &#8220;seragie&#8221;<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">Un altro tipo di rete utilizzata dai pescatori vagativi anche con piccole barche \u00e8 il \u201c<em>fureghin<\/em>\u201d o \u201c<em>re\u2019 roversi<\/em>\u201d o \u201c<em>passerer<\/em>\u201d, una rete a sacco che una volta calata si adagia con dei piombi sulle velme e mantenuta aperta da dei sugheri galleggianti: vi incappano \u201c<em>sfogi<\/em>\u201d e soprattutto i \u201c<em>passarini<\/em>\u201d.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_545\" class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"width: 549px;\">\n<p><span style=\"color: #800000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-545\" title=\"fureghin\" src=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/fureghin.jpg\" alt=\"&quot;Fureghin&quot; o &quot;re' roversi&quot; per la pesca delle sogliole o dei &quot;passarini&quot;\" width=\"539\" height=\"286\" \/><\/span><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">&#8220;Fureghin&#8221; o &#8220;re&#8217; roversi&#8221; per la pesca delle sogliole o dei &#8220;passarini&#8221;<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">Fra gli arnesi di pesca tradizionale manuale ancora utilizzati si ricordano i \u201c<em>parangali<\/em>\u201d o \u201c<em>triziole<\/em>\u201d una sorta di lungha lenza armata con numerosi finali in sequenza, ciascuno con un amo recante l\u2019esca prescelta.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">Altri tipi di lenze con ami, ciascuna personalizzata sul tipo di pesce ricercato, vengono usate ancora oggi con il nome di \u201c<em>togne<\/em>\u201d : da cui \u201c<em>togna da orae<\/em>\u201d con esca: corbole e vermi; \u201c<em>togna da baicoli<\/em>\u201d con esca: g\u00f2 e seppie; \u201c<em>togna da cievoli<\/em>\u201d con esca: vermi; \u201c<em>togna da boseghe<\/em>\u201d con esca: vermi; \u201c<em>togna da bis\u00e0ti<\/em>\u201d con esca: moleche; \u201c<em>togna da paganeli<\/em>\u201d con esca: schile; \u201c<em>togna da passarini<\/em>\u201d con esca schile e moleche oppure vermi ma all\u2019epoca della \u201c<em>fraima<\/em>\u201d e in quaresima; \u201c<em>togna da branzini<\/em>\u201d con esca piccoli cefali o scardole.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_544\" class=\"wp-caption alignright\" style=\"width: 259px;\">\n<p><span style=\"color: #800000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-544\" title=\"togna\" src=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/togna-249x300.jpg\" alt=\"Lenza detta &quot;togna&quot;\" width=\"249\" height=\"300\" \/><\/span><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Lenza detta &#8220;togna&#8221;<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">Altri arnesi tradizionali da pesca consentiti ancora oggi sono:<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">\u2013 il bilancino: piccola rete quadrata (&lt; 2,5 m di lato) che viene calata sul fondo dei canali o dei ghebi e mantenuta aperta da due archi incrociati, ora in ferro, per essere ritirata velocemente per opera di un\u2019asta e una corda.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">\u2013 il \u201c<em>paravanti<\/em>\u201d o \u201c<em>rascheta<\/em>\u201d\u00e8 una piccola rete montata su un\u2019asta di legno con una estremit\u00e0 divaricata con la quale il pescatore setaccia il fondale spingendola davanti a s\u00e9 alla ricerca dei \u201c<em>caragoi<\/em>\u201d o delle \u201c<em>cape tonde<\/em>\u201d.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_550\" class=\"wp-caption alignleft\" style=\"width: 310px;\">\n<p><span style=\"color: #800000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-550 \" title=\"raschetta\" src=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/raschetta1-300x123.jpg\" alt=\"&quot;Paravanti&quot; o &quot;raschetta&quot; per la pesca manuale delle vongole o dei &quot;caragoi&quot;\" width=\"300\" height=\"123\" \/><\/span><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">&#8220;Paravanti&#8221; o &#8220;raschetta&#8221; per la pesca manuale delle vongole o dei &#8220;caragoi&#8221;<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">&#8211; lo \u201c<em>schiral<\/em>\u201d o \u201c<em>negossa<\/em>\u201d o \u201c<em>agu\u00e0<\/em>\u201d molto usato proprio in prossimit\u00e0 della terraferma: una rete a sacco montata su un\u2019asta abbastanza lunga e leggera con cui setacciare le acque dalla riva dei canali o dai bordi dei ghebi per la cattura di gamberetti o affossare leggermente nel fondo alla ricerca delle \u201ccape\u201d (cfr. il quadro di Ciardi).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">\u2013 Le fiocine: in laguna di fronte alle barene si usano ancora la \u201c<em>fossina da bisati<\/em>\u201d conosciuta in due versioni, quella veneziana con le tredici punte disposte a ventaglio mentre quella chioggiotta con le punte (\u201cbarbole\u201d) perpendicolari. Molto pi\u00f9 usata \u00e8 la \u201c<em>fossina da passarini<\/em>\u201d a sette punte disposte a ventaglio senza uncino per non rovinare il delicato corpo del pesce. Si usa anche il \u201c<em>fossenin<\/em>\u201d o \u201c<em>fossenigolo<\/em>\u201d una piccola fiocina a tre punte non uncinate per la pesca del g\u00f2 o per la pesca\u00a0a \u201c<em>fagia<\/em>\u201d o \u201c<em>fagiaroto<\/em>\u201d \u2013 vocabolo derivato dal latino fax = fiamma &#8211; una pesca notturna dalla barca munita di una fonte luminosa posta a prua, che abbaglia e sorprende i pesci per qualche attimo che consente di infilzarli.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">\u2013 Le \u201c<em>nasse<\/em>\u201d o \u201c<em>chebe<\/em>\u201d sono delle ceste, una volta di vimini o canne oggi in rete, in genere di forma cilindrica o a tronco di cono, dotate di una o pi\u00f9 aperture a trappola per la pesca\u00a0 dei g\u00f2bidi e dei gamberetti. Adagiate sul fondale ed ancorate ad una canna che viene infissa nella velma, vengono riempite di polpa di granchi schiacciati in un mortaio per attirarvi i pesci.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">Molte altre sono per\u00f2 le forme ed gli strumenti della pesca\u00a0lagunare professionale; per conoscerle si rimanda alla bella pubblicazione della Provincia di Venezia \u2013 da cui sono tratte alcune immagini di questa pagina \u2013 che meriterebbe una ristampa.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">Le Associazioni culturali e di pesca sportiva di Campalto che hanno fornito le informazioni qui riportate, nel costante impegno di mantenere vivo l\u2019utilizzo di antichi attrezzi e di tradizionali modalit\u00e0 di pesca della laguna di Venezia, sanno anche che per la pesca vagantiva amatoriale occorre essere titolari di licenza di pesca\u00a0o documento equipollente ai sensi della normativa regionale .<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">Le tipologie delle imbarcazioni presenti a Campalto si rifanno ai tipi di barche tradizionali ma di piccola stazza poich\u00e9 non \u00e8 presente una marineria lagunare professionale come quella dei pescatori di Burano, Chioggia o San Pietro in Volta. Perci\u00f2 si rinvengono per la maggior parte \u201c<em>sandoli alla valesana<\/em>\u201d, \u201c<em>saltafossi<\/em>\u201d, \u201c<em>patane<\/em>\u201d e \u201c<em>patanelle<\/em>\u201d, tutte barche a basso pescaggio adatte ad transitare nei meandri delle barene lagunari.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_555\" class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"width: 517px; text-align: justify;\">\n<p><span style=\"color: #800000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-555\" title=\"sandalo_valesana\" src=\"https:\/\/www.terraantica.org\/new\/wp-content\/uploads\/sandalo_valesana.png\" alt=\"Sandalo alla &quot;valesana&quot;\" width=\"507\" height=\"272\" \/><\/span><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Sandalo alla &#8220;valesana&#8221;<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">E\u2019 bene sottolineare un aspetto importante che accomuna il passato con il presente: la frequentazione della laguna denota il bisogno di utilizzare nei modi dovuti un bene comune a testimonianza che \u00e8 una risorsa da condividere e tutelare, un luogo che \u201cassicura\u201d sostentamento e diletto a patto che si apprendano e trasmettano le conoscenze per un corretto impiego delle risorse<\/span><span style=\"color: #800000;\">. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">Un luogo che assicura la socialit\u00e0 e la responsabilit\u00e0 di chi lo frequenta.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">Un luogo per questo caro alla comunit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">_______________________________________________________________<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\">* tratto dalla pubblicazione \u201c<em>LA LAGUNA DEL PASSO CAMPALTO. STORIA, AMBIENTE, DEGRADO E PROSPETTIVE DI RISCATTO. PER UN\u2019AREA NATURALE PROTETTA NELLE BARENE DI CAMPALTO<\/em>\u201c, Comune di Venezia , Gruppo per Salvaguardia dell\u2019ambiente \u201cLa Salsola\u201d Campalto, WWF Venezia. Venezia agosto 2010. A cura di Giuseppe (Pino) Sartori . Arcari Industria Grafica Mogliano Veneto.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<p>==============================================================<br \/>\n<blockquote class=\"quotescollection-quote\"><p>Perch\u00e8 il colore del cielo ti faccia sempre alzare gli occhi e un fiore selvatico ti faccia chinare sulla riva di un fosso, perch\u00e8 il fruscio di una foglia sia sempre una carezza del cuore&#8230;<\/p>\n<footer class=\"attribution\">&mdash;&nbsp;<cite class=\"author\">Renzo Franzin, ambientalista<\/cite><\/footer><\/blockquote><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>RICERCHE La laguna \u00e8 vita: la pesca tradizionale* di Pino Sartori Numerose testimonianze raccolte da persone anziane che hanno vissuto la transizione temporale, sociale ed economica dall\u2019anteguerra al periodo postbellico del grande sviluppo economico ci confermano che i legami con &hellip; <a href=\"https:\/\/www.terraantica.org\/?p=898\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[13],"tags":[103,25,130,288,122,290,289,287,291,292],"class_list":["post-898","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-ricerche","tag-barene","tag-laguna","tag-negorsa","tag-orali","tag-pesca","tag-seragia","tag-tartana","tag-testimonianze","tag-togna","tag-velme"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/898","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=898"}],"version-history":[{"count":11,"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/898\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3137,"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/898\/revisions\/3137"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=898"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=898"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terraantica.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=898"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}