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I lavori di costruzione dell'aeroporto Marco Polo

:: I lavori di costruzione dell'aeroporto Marco Polo. 1961::

LAVORI 1

Le barene di Campalto e Tessera

e la costruzione dell’aeroporto Marco Polo

di Sergio B arizza

Con questa mostra abbiamo voluto quasi ‘fissare’, attraverso i pannelli colorati che potete vedere esposti qui attorno, il percorso culturale che sta alla base e costituisce l’essenza stessa dell’Associazione Terra Antica.

C’è infatti una prima serie di pannelli che ricostruisce l’aspetto della gronda lagunare tra Campalto e Tessera: antiche e più recenti mappe che descrivono quel lembo di terra in cui l’acqua salmastra spesso si insinua fino a lambire i campi coltivati; gli approdi che lungo i secoli vi erano stati ricavati per servire alle comunicazioni con Venezia e in particolare il ‘passo di Campalto’; le persone che vi affluivano, con uno sguardo d’attenzione alle ‘latariole’ che si imbarcavano ad ore antelucane per Venezia per vendere il latte casa per casa; persino la singolare vicenda di un nubifragio con conseguente difficile salvataggio di alcuni barcaioli; la natura e le case (meglio ‘i casoni’) che punteggiavano il territorio…

Una seconda serie fa invece riferimento alla costruzione, su quello stesso territorio, dell’aeroporto Marco Polo attraverso l’esposizione di fotografie dello studio Ferruzzi di Venezia scattate tra il 1957 e il 1961: la gronda lagunare tra Campalto e Tessera, che appare come la fedele trasposizione delle secolari mappe dei pannelli precedenti; l’inizio della costruzione dei margini della sacca; il progressivo riempimento con la scomparsa di barene e ghebbi; il primitivo disegno delle piste; l’allargarsi dell’aerostazione e dei servizi complementari sull’adiacente terreno agricolo fino a interrompere il corso del Canale Osellino…

Offrire dei semplici elementi di conoscenza su questo territorio, su com’era e com’è, su come, quando e perché lì dove crescevano fiori ed erbe palustri e transitavano solo cacciatori o pescatori si decise di costruire una scalo aeroportuale, costituisce il perseguimento del fine principale che, fin dall’inizio, l’Associazione Terra Antica si è prefissata di raggiungere.

Questo è, del resto, testimoniato dall’allestimento e gestione del ‘Laboratorio Culturale Giancarlo Ferracina’ all’interno della scuola Don Milani di Campalto. Lì sono stati raccolti gli oggetti (altrimenti dispersi o abbandonati) che innervavano la vita quotidiana di quanti risiedevano in questo territorio prima della grande industrializzazione di Porto Marghera e della conseguente crescita demografica e urbana.

La conoscenza dei vari aspetti della vita che potremmo chiamare ‘preindustriale’ passa attraverso la ricostruzione di ambienti come la cantina, la cucina, la camera da letto o i luoghi di lavoro come il variegato mondo dell’agricoltura (semina, aratura, raccolto, stalle e animali…), i vari sistemi di pesca in laguna, i lavori artigianali quali il fabbro, il falegname, il ‘calegher’, quelli delle donne dalla filatura alla tessitura al lavaggio dei panni con la ‘lissia’, per finire con i ‘primitivi’ giochi dei bambini e la loro semplice attrezzatura scolastica.

Ognuno di noi sa bene come la memoria (singola e collettiva) tenda spesso a mescolare elementi di realtà e fantasia dove lo spazio e il tempo diventano talora una variabile fuori controllo.

Noi ci sforziamo (con il Laboratorio come con questa mostra) di offrire degli elementi di conoscenza che possano favorire la storia (con date precise, persone, eventi, luoghi, situazioni ben individuabili…) del nostro territorio, sottraendo la memoria al sentimentalismo e alla facile edulcorazione del tempo passato.

Questa conoscenza può così diventare coinvolgimento propositivo nei processi ancora in corso e nelle dinamiche che continuano a interessare il territorio: la flora e la fauna o la sconsiderata interruzione dell’Osellino stimolano all’impegno per il risanamento e la ricostruzione dell’ambiente lagunare e all’attenzione per evitare possibili ulteriori oltraggi come l’osservare le facce e l’abbigliamento di quanti attorniano il cardinal Roncalli durante la cerimonia di posa della prima pietra o guardano le prime ruspe al lavoro non possono che indurre comprensione solidale verso quanti vivono in condizioni di disagio o privi di lavoro.

La mostra è visitabile nei pomeriggi presso l'Auditorium della Minicipalità di Favaro veneto, in via Gobbi 19/d . Per eventuali visite guidate prendere accordi con l'associazione Terra antica.

Vice presidente di "Terra Antica"

terra-antica@libero.it
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